MARSALA: PROTESTA DEL PD, UNA GIUNTA TUTTA AL MASCHILE

Riceviamo e pubblichiamo il documento del PD marsalese firmato  da Linda Licari, componente della Direzione provinciale del PD: “In perfetta linea con il governo Musumeci, il sindaco di Marsala completa la sua giunta nominando l’ultimo assessore, ancora un uomo, rispettando la ripartizione delle poltrone richieste dalla sua maggioranza, in quota Papania e incurante della scarsa rappresentanza delle quote rosa in giunta. 

Triste constatare che a Marsala, quinta città della Sicilia, così come in gran parte dei comuni della nostra provincia, è presente solo una donna in giunta, sol perché lo prevede la legge. 

Tutto ciò accade proprio quando si mobilitano donne da ogni parte della Sicilia che fanno rete, con petizioni on line, gruppi di poche unità che si trasformano in migliaia e che denunciano a gran voce quanto sia carente la nostra presenza nella politica siciliana, ancora oggi patriarcale e legata al potere, alle poltrone, in controtendenza a quanto avviene nel resto del mondo, in cui assistiamo a nomine per la prima volta alla vicepresidenza degli Stati Uniti di una donna e a ruoli politici apicali in vari paesi del mondo. Proprio in questi mesi il sindaco dichiarava di voler nominare una donna. Ciò poteva dare un segnale diverso della sua visione di città. Evidentemente ha dovuto cedere alle pressioni della sua maggioranza che già cominciava a far sentire in consiglio il malcontento. Non possiamo che rimarcare ancora una volta la mancanza di rispetto nei confronti di una legge approvata all’Ars da forze politiche di destra e di sinistra che prevede la presenza di un terzo delle donne in giunta regionale e che poteva influenzare positivamente anche i sindaci. Ci dispiace constatare che Musumeci ha chiesto che la stessa entrasse in vigore dalla prossima legislatura e che i suoi sindaci stiano seguendo i suoi passi. I segnali in tal senso andavano mostrati sin da adesso! 

Abbiamo ascoltato di recente dichiarazioni aberranti da politici di centro destra. Ma noi donne siciliane, impegnate e presenti nella società civile, non possiamo rimanere in silenzio, chiediamo presenza nella politica e nelle istituzioni, perché ci sia una politica lontana dall’attaccamento al potere, ma sia fatta di competenze politiche con sensibilità diverse che guardano ad una società moderna, dell’ascolto, dell’accoglienza e della trasparenza. Ci rendiamo conto che il cammino è ancora molto lungo”.

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