A PROPOSITO DI DISTANZIAMENTO SOCIALE

Ci scrive l’avv. Ruggeri la nota che di seguito riportiamo a proposito della fotonotizia pubblicata da questo giornale dal titolo “ Il distanziamento sociale è stato abolito?”. Segue la nostra risposta

A PROPOSITO DI DISTANZIAMENTO SOCIALE

Alcuni organi di stampa, assai pochi in vero, e taluni soggetti adusi sui social più a criticare che a produrre positività hanno trovato in una foto di ieri lo spunto per bacchettare.

Visto che occorre mettere i puntini sulle “i”, si dovrebbero correggere alcuni errori nei suddetti scritti ed in qualche caso sarebbe dovuta una replica “ad personam”.

Non volendo invelenire il clima, va comunque precisato che nell’occasione non ci sono stati appassionati abbracci ma solo un momento di umana condivisione, durato pochi secondi, per un paio di foto in esterna con un autorevole rappresentante del movimento politico che rappresentiamo, il quale ha salutato i suoi referenti locali.

Se poi si vuole scendere nel merito della questione, senza pretesa di scientificità ma almeno di razionale buon senso, si può riferire che “il distanziamento sociale è maggiormente efficace quando l’infezione può essere trasmessa tramite aerosol (goccioline disperse nell’aria tramite colpi di tosse o starnuti), contatti fisici diretti (compresi i rapporti sessuali), contatti fisici indiretti (ad esempio il contatto con una superficie contaminata) o per vie aeree (se il microrganismo può sopravvivere nell’aria per lunghi periodi)”.

Si aggiunga che “l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di tenersi ad almeno un metro (tre piedi) di distanza da chiunque sia affetto da febbre, tosse o qualsiasi altro sintomo del virus. Tale invito comprende evitare azioni come stringersi la mano, abbracciarsi o baciarsi.”

Nessuno di noi, si noti bene, era affetto da febbre, da tosse o da qualsiasi altro sintomo tipico del coronavirus.

Va evidenziato che la foto “incriminata” è stata fatta all’aperto e con tutti i soggetti rivolti verso l’obiettivo, cinque  provvisti di mascherine ed uno con il DPI distrattamente scostato: quindi nessuno respirava o parlava di fronte all’altro.

Agli stessi censori andrebbe chiesto quali articoli e post hanno pubblicato in occasione degli assembramenti, quelli si evidenti, di decine se non centiaia di persone che si sono riunite, anche sbandieranti, in occasione dell’Anniversario della Liberazione o della Festa del lavoro, ovvero se hanno osservato le disposizioni di prevenzione durante le loro riunioni ed i loro incontri, in luoghi chiusi.

Comunque, da oggi staremo più attenti, tra di noi ma anche con gli altri.

Ed infine…”chi non ha peccato scagli la prima pietra”.

Avv. Paolo RUGGIERI

Avv. Giulia FERRO

LA NOSTRA RISPOSTA

Premesso che non avevamo nessun obbligo di pubblicazione non essendoci nessuna rettifica da fare, a meno che l’avvocato  intenda censurare, rettificare, il nostro commento. In questo caso ricordo che certi tempi, per fortuna, fanno parte solo della storia: in Italia c’è la democrazia e la Costituzione. Ma non credo possa essere il caso dell’avvocato che conosce bene, anche per professione, i principi di libertà a cominciare dall’art.21. Relativamente alle richiamate, a mio avviso improvvidamente, Festa della Liberazione e Festa del Lavoro, comprendo bene che all’avvocato quelle Giornate di festa ed il significato profondo che contengono diano fastidio. Se ne faccia una ragione: è la democrazia! Per inciso quest’anno le feste non hanno visto, purtroppo, la partecipazione delle migliaia, decine di migliaia di persone che in tutto il Paese sono solite affollare le piazze. La Festa del Lavoro ha annullato la partecipazione TOTALE di qualunque manifestazione;per  la Festa della Liberazione gli obbedienti dirigenti dell’ANPI hanno rispettato le norme. Un solo dirigente dell’ANPI ha accompagnato il Sindaco a deporre una corona d’alloro nel luogo a ricordo della lotta partigiana. Al contrario di quanto hanno fatto gli iscritti al partito, del quale Lei è autorevole dirigente, in quella foto, a cominciare dall’assessore regionale alla sanità.Lo ripetiamo:alla Sanità.

Nello specifico della nota a commento della foto vale solo la pena di riportare quanto descritto dall’art. 1, del DPCM del 26 aprile 2020:

Art. 1. Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale a) Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID19 sull’intero territorio nazionale si applicano le seguenti misure: a) sono consentiti solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute e si considerano necessari gli spostamenti per incontrare congiunti purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento interpersonale di almeno un metro e vengano utilizzate protezioni delle vie respiratorie; b) d) è vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici e privati;c) Non credo sia necessario aggiungere altro.

                                                                                    Il direttore responsabile

                                                                                              Aldo Virzì