DAL TAR DELLA CALABRIA DOCCIA FREDDA ANCHE PER IL COMUNE DI TRAPANI

Il Centrodestra chiede le dimissioni del sindaco di Trapani Giacomo Tranchida

Pessime notizie arrivano dalla Calabria per il Sindaco di Trapani Giacomo Tranchida, per l’assessore/avvocato Dario Safina e per la restante parte della Giunta municipale. Come era nelle previsioni, e come questo giornale aveva anticipato, il TAR della Calabria ha oggi accolto il ricorso del Governo contro la presidente della Regione che aveva emanato un decreto di apertura di bar e ristoranti in contrasto, appunto, con il Governo. Come recitano le agenzie di stampa ed i giornali online “ i giudici non ci hanno messo neanche molto per arrivare ad una conclusione unanime. Il TAR ha rispedito al mittente le istanze dei legali della Regione per i quali toccava alla Corte Costituzionale decidere chi fra Governo e Regione avesse ragione”. In sintesi il Governo ha, unico, la legittimità a decidere.

Traduciamolo a casa nostra, al ricorso che il comune di Trapani ha presentato contro il Governo per l’annullamento del DPCM, diventato una pietra dello scandalo dopo che questo giornale, per primo, e altre testate, a seguire, hanno scritto sul rigetto immediato degli effetti del ricorso, rinviando al giorno 20 la trattativa in camera di consiglio. I principi giuridici, pur se capovolti, sono gli stessi di quelli della Calabria. Il risultato è scontato. Ancora più scontati i principi di legittimità costituzionale messi in dubbio in alcune dichiarazioni di questa amministrazione. Il Sindaco può legittimamente gridare al vento quello che ritiene, la realtà, come abbiamo avuto modo di scrivere, è che quel ricorso serviva soltanto ad appagare uno dei principi del suo operato: fare propaganda. Se poi la città, nella quale questo Sindaco non vive, rimedia l’ennesima figuraccia, come quella della Santelli, poco importa.

La decisione del Tar di Calabria, è immaginabile, sarà tra i protagonisti della seduta di domani. Saranno le opposizioni a dare battaglia. L’hanno già data in questi giorni con comunicati stampa, arrivando a chiedere le dimissioni dello stesso Sindaco aggiungendo alle valutazioni politiche quelle personali relative alle discutibili interferenze, sembra serali/notturne, del Sindaco Giacomo Tranchida che, collegandosi ai social, interverrebbe nei confronti di persone “amiche” di esponenti dell’opposizione – che condividevano i giudizi non certo teneri su  Tranchida –  “ con esternazioni che in alcuni casi apparivano <deliranti> in altri offensivi, in spregio a qualsiasi forma di garbo istituzionale”.  Incredibilmente l’opposizione di destra ha anche tirato in ballo la patente di antifascismo, quasi una colpa, della maggioranza consiliare, dimenticando che alcuni dei suoi principali esponenti  hanno ufficialmente sostenuto in campagna elettorale il Sindaco, qualcuno è stato anche eletto e che lo stesso Tranchida, con il loro benevolo plauso, si è ben guardato dal partecipare alle riunioni di consiglio quando questi temi andavano in trattazione.

Sulla stessa lunghezza d’onda la denuncia della consigliera di cinque stelle Francesca Trapani : ”Ricevo diverse segnalazioni da parte di persone che, a seguito della pubblicazione del mio post relativo alla notizia sulla decisione del Tar del Lazio, sarebbero state contattate privatamente dal Sindaco Tranchida, il quale avrebbe risposto ai relativi commenti lasciati sotto il medesimo post con toni e modalità, per così dire, sui generis rispetto al ruolo che ricopre”.

  Alla richiesta di dimissioni lo stesso Tranchida ha risposto in modo tranchant e violento giustificando il suo operato: “ non consento ad alcuno, anche su FB, e dunque a maggior ragione, in forma pubblica, di sfottere, offendere, deridere e dileggiare impunemente la mia persona. Esercito, a mia difesa, il diritto di replica. Per poi aggiungere, addirittura, che “ Il Sindaco, spersonalizzando, rappresenta una Comunità intera e le offese gratuite, accompagnate da calunnia e diffamazione, offendono anche l’intera comunità”. Insomma una specie di divieto di contestare (per le eventuali offese c’è la querela ndr) il Sindaco, perché si offenderebbe una comunità. Risultato di questa risposta è stata la decisione immediata di Fratelli d’Italia e Lega  di di tirarsi fuori dalla cabina di regia che era stata istituita da Tranchida “per affrontare assieme l’emergenza Covid e la crisi economica della città. Lo abbiamo fatto consapevoli delle nostre diverse visioni politiche e del modo di amministrarla. Da oggi purtroppo constatiamo che non ci sono più le condizioni per dare il nostro contributo”. 

Questo il clima con il quale dovrà convivere la città in queste settimane che ancora ci aspettano prima del provvedimento del Governo che, si auspica, sancirà il ritorno ad una semi normalità. Un clima di nervosismo e di polemiche, anche eccessive. Qualcuno appare sicuramente stanco, sarebbe il caso prendesse un po’ di riposo per affrontare tutto il tempo che manca alle prossime scadenze elettorali.

                                                                                                                                                                                               ALDO VIRZI’