LE NEBBIE ERICINE PROVOCANO UNA TEMPESTA. DIVIETO DI DIMORA PER LA SINDACA, IL FRATELLO E IL MARITO

Una brutta storia di uso arrogante del potere, un altro esempio di quel sistema Erice che da un paio di anni scuote l’opinione pubblica del territorio. Con effetti devastanti, anche per le conseguenze. Il provvedimento di divieto a risiedere nei comuni di Trapani e Erice della Sindaca Daniela Toscano è la conseguenza principale perché, se come appare probabile, soprattutto per l’accusa di abuso d’ufficio,si dimetterà dalla carica, si azzera l’amministrazione comunale, a casa andrà anche il consiglio comunale;nella Vetta arriverà il commissario di governo.

Facciamo un passo indietro di questa vicenda legata ad un parcheggio sul lungomare di San Giuliano. Per primo fu Luigi Manuguerra a parlarne anche pubblicamente in una intervista al giornale TP24( quello recentemente messo sotto accusa insieme a qualche altra testata giornalistica, proprio dalla Sindaca Toscano, da esponenti politici e amministratori pubblici ndr), commentando l’arresto dell’allora vicesindaco della Toscano, ma già in precedenza assessore con Tranchida, l’architetto Angelo Catalano. Manuguerra denunciava gli interessi “nascosti” dietro la richiesta autorizzativa del parcheggio avanzata da Giovanni Savi, titolare della “Agir service”, aggiungendo il particolare precedente di un accordo tra ex amici per l’acquisto del terreno tra lo stesso e l’imprenditore edile Riccardo Agliano. Un accordo “tradito” da una delle parti che al socio ufficiale, l’Agliano, avrebbe preferito un socio occulto: il fratello della Sindaca, quel Massimo Toscano Pecorella, avvocato che sino a ieri sedeva nei banchi dell’aula di Palazzo Senatorio e che da oggi, come la sorella, dovrà cercarsi altra dimora al difuori di questi due comuni.  Situazione diversa per Francesco Paolo Rallo, marito della Sindaca, per lui il magistrato ha imposto l’obbligo di non poter “rimanere in luoghi frequentati dalle persone offese Riccardo Agliano e la moglie, segnatamente luogo di residenza, luogo di attuale domicilio, luogo di lavoro, luogo di abituale svolgimento di attività ricreative”; comunque tra il Rallo e l’Agliano deve esserci una distanza di non meno di trecento metri.

In quel momento sembrava una “normale” vicenda di interessi di piccolo cabotaggio. A farla esplodere ci hanno pensato la Sindaca Daniela Toscano ed il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida, siamo nel febbraio dello scorso anno, in una conferenza stampa congiunta convocata nei locali che ospitano il movimento “ CambiaMenti” di Tranchida. Una conferenza stampa che passerà alla storia soprattutto per certe “rivelazioni/anticipazioni” del Sindaco Tranchida sulla città che da poco tempo era stato chiamato ad amministrare. Ma quella conferenza stampa doveva difendere Vassallo ( questo ieri, oggi…..) diradare le nebbie ericine che invece si sono infittite, proprio per la denuncia di Luigi Manuguerra. Tranchida e Toscano furono violenti nell’accusare Manuguerra di falsità, la Sindaca annunciò querela e l’incolpevole imprenditore Agliano accusato di essere un poco di buono e addirittura di essere “un fallito”. Oggi sappiamo ufficialmente che Manuguerra aveva detto il vero e che per la Sindaca è scattata anche l’accusa di calunnia nei confronti del Manuguerra. Fu, comunque, in quella occasione che si comprese che l’episodio celava interessi più corposi e nascondeva metodi classici di quel sistema Erice che aveva radici lontani, fatto di arroganza del potere. Due, tre denunzie: quella della Toscano, del Manuguerra e dell’imprenditore Agliano per quella falsità del “fallito”. C’era di che da indagare e da scoprire! E i carabinieri hanno incluso nelle indagini una serie di episodi, anche gravi, che hanno caratterizzato tutto il percorso indagatorio e aventi per protagonisti la famiglia Toscano e vittime la famiglia Agliano. A quest’ultimo non sono mancate le minacce pronunziate da Francesco Paolo Rallo, sotto la sua abitazione e davanti la spaventatissima moglie. Alle minacce bisogna aggiungere tutta una serie di danneggiamenti alla sua vettura ad opera ufficialmente di ignoti. Insomma una vera e propria persecuzione che Agliano ha denunziato ai carabinieri, aggiungendovi qualche filmato video e audio.

Oggi la conclusione di queste indagini, alle quali hanno lavorato nel tempo due sostituti procuratori, ultimo è stato il dott. Belvisi che l’ha portata alla fase finale in pieno accordo con il Procuratore aggiunto Maurizio Agnello, che l’ha coordinato. La richiesta della Procura nei confronti dei fratelli Toscano e del marito della Sindaca era stata più pesante, quella degli arresti; alla fine è stata trovata un’intesa con il Gip Caterina Brignone per la misura cautelare dell’obbligo del divieto di dimora a Erice e Trapani. L’ordinanza del Gip ha raggiunto anche altre quattro persone che sono indagati per traffico di influenze illecite, favoreggiamento personale e false dichiarazioni al pubblico ministero. Si tratta di quel Giovani Savi, titolare ufficiale del terreno destinato a parcheggio, dell’ex comandante dei vigili urbani ericini Giacomo Catania e del tecnico comunale Isidoro Caruso ai quali si sarebbe rivolta la Sindaca per “favorire” quell’autorizzazione e  Caterina Anselmo.

Questa la storia a grandi linee sulle cui indagini questo giornale aveva scritto più volte. Indagini che non sembrano terminate, ma che andrebbero convogliate in quel sistema Erice innescato pubblicamente con l’arresto del Catalano, continuato con quanto emerso dalle indagini della squadra mobile sul sistema elettorale ericino, confluito nel processo “Scrigno” che proprio oggi tiene un’altra udienza. Seguiamo il comunicato stampa dei carabinieri: “ La Toscano abusando della sua funzione, esercitava pressioni sui competenti uffici comunali al fine di far rilasciare le necessarie autorizzazioni per l’apertura del parcheggio”. Tutto aperto il capitolo politico frutto di quel sistema Erice e che riguarda in particolare il PD al quale appartiene la sindaca, forse il fratello, che comunque fa parte di quella maggioranza che sostiene il sindaco di Trapani che anche tre giorni fa in una intervista televisiva ebbe a difendere e dare la sua totale solidarietà alla collega e amica Daniela Toscano che lui aveva voluto come successore a Erice.

                                                                      Aldo Virzì