Guerra di interviste e comunicati tra l’assessore Safina e il sindacalista Di Lorenzo

E’ un botta e risposta durissimo quello tra l’assessore al comune di Trapani Dario Safina e il rappresentante della UILFP Innocenzo Di Lorenzo. Una guerra di dichiarazioni nei quali ai problemi di ordine sindacale si è aggiunta anche la politica.

Ma andiamo con ordine. Di Lorenzo, già dipendente del comune in pensione, da dirigente provinciale della UILFunzione Pubblica è sempre stato molto attento alla vita politico/sindacale non facendo mai mancare suoi comunicati o prese di posizione inviate al Sindaco di turno, al Segretario Generale e spesso a tutti i dipendenti. Così ha fatto recentemente con una lettera/richiesta sindacale con la quale partendo dalla problematica aperta sulla classificazione giuridica ed economica del personale ha posto il problema della progressione interna dello stesso. E’ noto che la pianta organica del comune si è assottigliata ogni anno in maniera paurosa e che spesso personale con profili inferiori sono “costretti” nell’interesse della cittadinanza ad assumere ruoli diversi e superiori senza alcuna gratificazione materiale, anzi assumendosi rischi. Di Lorenzo aiutandosi con norme e leggi delle quali sembra essere diventato un esperto, ha chiesto al comune la costituzione di una commissione paritetica sui sistemi di classificazione del personale ma anche attraverso procedure selettive gratificare quel 20% previsto dalle norme, al personale scalando in salita i livelli di appartenenza. Da Palazzo D’Alì nessuna risposta alla richiesta del sindacato.

Ma Di Lorenzo non demorde e con altra lettera dei giorni scorsi attacca su un altro problema, ben più complesso e grave: quello della sicurezza dei dipendenti comunali nei posti di lavoro. Per la verità un problema annoso che non ha mai trovato risposta. Ma questa volta è aggravato dall’espandersi dell’epidemia da Covid19 che non ha risparmiato il comune di Trapani; attualmente sono tre, almeno ufficialmente, i dipendenti a casa con il Covid19 ma le voci fanno riferimento ad una quarta persona da tempo a casa ancora in attesa di un tampone. Di Lorenzo pone la problematica, si aiuta con norme e leggi, ma anche con una lettera del medico del lavoro responsabile del comune, per chiedere ai Dirigenti del comune, titolati della responsabilità, di sottoporre tutti i dipendenti ai test sierologici. Ma nella lettera dice di più e non soltanto con riferimento al virus. Scrive:” risulta che moltissimi Uffici non sono conformi al piano strutturale ed igienico sanitario oltre che del punto di vista della sicurezza degli impianti elettrici………….;sembrerebbe che alcuni uffici, pur dichiarati inagibili, continuano ad essere utilizzati con il personale che presta la propria opera con tutti i rischi che questo comporta al pari di uffici che operano in precarie situazioni di salubrità ed igienicità. Per non dire di altri uffici e servizi che presentano infiltrazioni di acqua nei prospetti e nei lastrici solari, visibili negli androni ogni qualvolta piove”. Insomma Di Lorenzo sul problema della sicurezza del lavoro presenta un quadro devastante aggravato dalla crisi del Covid.

Questa volta l’amministrazione comunale, non la Dirigenza, risponde. Non per iscritto, ma attraverso una intervista a Telesud, nella persona dell’avv. Dario Safina che da tempo si è anche assunto il ruolo di portavoce dell’amministrazione comunale. Safina attacca duramente il sindacalista insistendo sull’operato dell’amministrazione comunale che avrebbe svolto tutto intero il programma previsto dalle procedure per la difesa dal Covid19. Aggiunge sul problema dei test sierologici che è facoltà dei dipendenti accettare o rifiutare di sottoporsi, poi affronta sul piano personale Di Lorenzo accusandolo di continuare a svolgere un lavoro politico di attacco all’amministrazione comunale e non di sindacalista.  Toni durissimi e accuse gravi per chi svolge quell’attività sindacale.

La risposta non poteva che essere altrettanto dura e sempre via etere con una intervista sulla stessa emittente. Di Lorenzo ribadisce la giustezza giuridica delle sue affermazioni invitando Safina a leggere le norme e ribadisce la necessità di sottoporre il personale ai test sierologici. Safina, aggiunge, cerca di mascariare tutto accusandoci di fare una politica  di opposizione a questa Amministrazione, non avendo argomenti validi  di confronto. Ed infine, accusa Safina e l’amministrazione di un silente comportamento ostruzionistico nell’affrontare tutti i numerosi problemi riguardanti la gestione del personale sull’organizzazione e gestione degli uffici.

                                                                             Aldo Virzì