TRANCHIDA DAVANTI AL MAGISTRATO DEVE DIFENDERSI DALL’ACCUSA DI DIFFAMAZIONE

Questa volta l’imputato è Lui, il principe delle denunzie, spesso solo minacciate, qualche volta fatte. L’imputato è il Sindaco di Trapani Giacomo Tranchida, l’accusa della quale dovrà rispondere il 10 dicembre davanti al Gip è piuttosto pesante: diffamazione continuata anche a mezzo stampa. Le pene previste vanno da uno a sei anni e grosse multe. I precedenti proprio di queste settimane per reati simili si sono conclusi con pesanti sentenze di tipo pecuniario, questa volta in ballo c’è il codice penale e l’imputato, anche nel momento in cui avrebbe commesso l’ipotetico reato ricopriva una carica istituzionale.

I fatti per i quali Tranchida, che è difeso ovviamente dall’avv. Rando, suo storico avvocato di fiducia, risalgono ad una conferenza stampa che rischia di passare alla storia. Era il 13 febbraio dello scorso anno, da qualche giorno era scoppiato lo scandalo del comune di Erice che aveva portato all’arresto del vicesindaco del comune della vetta, l’architetto Angelo Catalano. Sotto accusa era non solo Catalano, ma tutto il sistema politico/amministrativo ericino che Tranchida solo da poco tempo aveva lasciato dopo aver guidato l’amministrazione perdieci anni. I fatti oggetto di quella indagine temporalmente lo riguardavano, per questo insieme alla sindaca di Erice Daniela Toscano, per quanto ufficialmente estranei, organizzarono la conferenza stampa.

Espressero la rituale fiducia alla magistratura ma anche all’arch. Catalano che, come è noto, è stato condannato, ma la loro difesa al sistema ericino si è trasformata in un attacco ad altri sistemi e quasi da veggente Tranchida tirò fuori i nomi dell’on. Ruggirello, l’arch. Mannina, Bartolo Pellegrino, Manuguerra; tutte persone che da li a qualche settimana sarebbero finite in una indagine con appendice mafiosa. All’attacco anche contro un imprenditore edile, il nome non venne fatto, ma era a tutti noto, Riccardo Agliano che aveva denunziato ai carabinieri fatti relativi ad una mancata autorizzazione per un parcheggio a San Giuliano. Da quella denuncia era nata l’indagine e il “confinamento o allontanamento”, su decisione della magistratura, della Sindaca Daniela Toscano e del fratello consigliere comunale a Trapani Massimo Toscano, da Trapani e Erice che li aveva costretti ad abbandonare le loro cariche istituzionali. Decisione solo recentemente annullata.

In quella occasione Tranchida accusò apertamente e più volte, davanti alla stampa, l’Agliano di “essere un imprenditore fallito”, poi prese a deriderlo non pronunciando il suo nome ma volutamente sfottente in “mi pare si chiami Aglianico, Allanico, Barbarossa ( in realtà Agliano porta una barba colore rossiccio ndr), Barbaverde. So che è un bel personaggio”. Si suppone che il Sindaco era, anche in questo caso, sicuro della sua affermazione che adesso dovrà dimostrare davanti al Giudice per le udienze preliminari. Dal canto suo l’imprenditore Agliano, che è assistito dall’avv. Nino Sugamiele, è possibile che oltre alla condanna per diffamazione punterà ai possibili danni anche economici che ne sarebbero potuti derivare alla sua impresa da simili affermazioni. Insomma gli scontri per quel parcheggio di San Giuliano non sono ancora terminati.

                                                                                   Aldo Virzì