CONCLUSIONE INDAGINI OPERAZIONE “AEGADES”: CONFERMA DEL “SISTEMA” AMMINISTRAZIONE PAGOTO A FAVIGNANA

Sette mesi di indagine, che si sommano ai mesi delle indagini preliminari, non hanno cambiato il quadro accusatorio dell’operazione “Aegades”, lo hanno solo confermato. Così nei giorni scorsi, dagli uffici della Procura della Repubblica di Trapani, i sostituti Rosanna Penna e Matteo Delpini hanno firmato  l’avviso di conclusione delle indagini preliminari di una operazione che questa estate ha sconvolto l’isola di Favignana portando all’ arresto del Sindaco Giuseppe Pagoto e coinvolgendo altre 24 persone e una società di navigazione. La conseguenza è stata l’azzeramento dell’amministrazione, del consiglio comunale e nuove elezioni che hanno portato alla vittoria della lista civica dell’on. Francesco Forgione.

Ma torniamo al quadro accusatorio e alle 16 pagine di avviso di conclusione di indagine. Si conferma che l’indagine non riguarda grandi fatti criminali -che forse in piena estate sono stati spettacolarizzati da quell’elicottero che, per oltre mezz’ora, ha sorvolato il centro dell’isola affollata di turisti – ma ha disegnato un quadro, almeno per la Procura, non proprio edificante di gestione amministrativa e del sistema clientelare che sarebbe servito all’ex Sindaco Pagoto per vincere le elezioni amministrative del 2018, sbaragliando gli avversari, il centrodestra di Forza Italia e, soprattutto, il centrosinistra del PD che aveva in Antinoro il suo candidato, di cui Pagoto era stato per una legislatura il vice.

Ovviamente Pagoto è l’imputato principe di questa indagine che comprende diversi episodi. Quello che potremmo definire principale e simbolico riguarda il rapporto tra Pagoto e l’ex comandante dei vigili urbani Filippo Oliveri. Secondo le indagini Oliveri –  palermitano, cognato di quel Damiani, già Direttore dell’ASP Trapani, arrestato per la scandalosa indagine sulla sanità – si era totalmente asservito al Sindaco per aiutarlo in prossimità e durante la campagna elettorale: “entrambi rivestenti la qualifica di pubblici ufficiali. Si facevano reciproche promesse puntualmente sfociate in concreti provvedimenti amministrativi da ciascuno di loro assunti”. Così Oliveri “ nel periodo immediatamente precedente e durante tutto l’arco della campagna elettorale si sarebbe astenuto con l’intero Corpo di Polizia Municipale dall’effettuare i controlli nei confronti delle attività commerciali, nonché in materia di abusivismo……..Per il periodo successivo alla nomina eseguire controlli nei confronti degli esercenti individuati da Pagoto quali suoi oppositori”. In cambio Oliveri, che  a Favignana era arrivato in comando temporaneo per un anno da Palermo, ha ottenuto, secondo l’accusa, la trasformazione a tempo pieno e indeterminato del comando, ma anche “ l’incarico interinale di responsabile dell’Area Marina Protetta delle Egadi comportante l’ulteriore vantaggio patrimoniale”. Imputati per questo episodio anche i vigili urbani.

Poi c’è l’episodio che riguarda, in continuità, tra la prima e la seconda amministrazione Pagoto, lo stesso ex Sindaco e gli ex assessori con delega all’approvvigionamento idrico Vincenzo Bevilacqua e Giovanni Sammartano, ma anche i dipendenti comunali addetti nelle tre isole alla gestione dell’acquedotto. Secondo il risultato delle indagini, sul sistema dell’approvvigionamento idrico delle tre isole, che avviene mediante le navi cisterna, si sarebbe consumata una truffa che i magistrati hanno calcolato che nel tempo avrebbe realizzato in favore di Marnavi “ un ingiusto profitto quantomeno di complessivi euro 1.580.684, 14 con relativo danno per il Ministero della Difesa”, che è incaricato di questo servizio. La truffa sarebbe consistita nelle false certificazioni dell’acqua che veniva fornita nelle tre isole. In particolare un mancato controllo del quantitativo che sarebbe stato fatto coscientemente dai dipendenti comunali con l’avvallo di Sindaco e assessori. In cambio regalie per l’assessore Bevilacqua e un finanziamento diretto al Sindaco che finiva nelle casse comunali e che Pagoto utilizzava totalmente per contributi in favore di associazioni musicali e ricreative in genere.

Altro episodio di rilievo riguarda sempre l’ex Sindaco Pagoto e Stefano Donati, ex direttore dell’Area Marina Protetta. Una serie di favori economici che  “Pagoto in occasione delle determine di proroga degli incarichi di Direttore dell’AMP si adoperava per corrispondere al Donati retribuzione illegittima” e  enumera una serie di episodi. “Donati quale controprestazione asserviva la propria funzione pubblica agli interessi personali e politici del Sindaco” per l’affidamento dei servizi ausiliari esterni alle “solite” cooperative.

Nelle 16 pagine altri episodi e altri imputati minori, tra questi un’altro’ex Sindaco, Gaspare Ernandez : c’è una intercettazione che riferisce di una conversazione tra lui e Pagoto, qualcosa che somiglia più ad una minaccia, anche se smentita nella stessa conversazione “vedi che ci sono carte imbarazzanti che abbiamo in possesso, carte molto scottanti”. In cambio Ernandez avrebbe ottenuto, secondo l’accusa, che la figlia Kim, consigliere comunale, fosse eletta Presidente della Commissione consiliare di vigilanza dell’AMP.

Aldo Virzi

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