BADIA GRANDE CONDANNATA, REINTEGRATO DAL MAGISTRATO UN LAVORATORE LICENZIATO INGIUSTAMENTE

 Sembrava impossibile anche solo scalfire quel muro chiamato Badia Grande, una cooperativa che si occupa di servizi sociali, con presenze diffuse non solo nel nostro territorio ma in Sicilia e anche in molte regioni. Di Badia Grande si era occupato questo giornale a seguito di una serie di denunce, qualcuna alla magistratura, altre attraverso il sindacato, altre arrivate alla nostra redazione, avente un unico tema: la gestione del personale. Sembrava che finalmente potesse aprirsi un velo, è tornato il silenzio.

Che è stato rotto dalla pervicace volontà di un lavoratore, del suo sindacato e del magistrato della sezione lavoro del tribunale di Trapani che ha emesso una sentenza di reintegro sul posto di lavoro di un dipendente che era stato licenziato ingiustamente; oltre al reintegro, Badia Grande dovrà corrispondere al lavoratore 12 mensilità stipendiali ed il versamento dei relativi contributi. Una sentenza che rischia di fare testo, trasformarsi in una valanga e fare luce su un sistema gestionale dei lavoratori sempre al centro di molte polemiche.

Sulla sentenza c’è un comunicato sindacale che chiarisce quanto è successo:    

“ I giorni di ricovero per patologie ingravescenti sono esclusi dal computo dei giorni massimi di assenza per malattia, affinché un dipendente possa essere licenziato. Lo ha confermato il Tribunale di Trapani – Sezione lavoro,  nella persona del Giudice dott. Mauro Petrusa,  reintegrando il lavoratore sul posto di lavoro poichè il licenziamento perpetrato ai suoi danni è stato ritenuto ingiusto. Il lavoratore era assistito dall’avv. Vincenzo Perniciaro del foro di Trapani. Il lavoratore, in servizio presso il Centro SPRAR (assistenza rifugiati e richiedenti asilo) di Alcamo, è stato licenziato nel giugno del 2020 per “superamento del periodo di comporto”, cioè il periodo di tempo massimo concesso al dipendente in malattia per non essere licenziato. Anche al medico legale di parte, il Dott. Gaetano Vivona , ha ritenuto che le patologie di cui è affetto il lavoratore ed i ricoveri ospedalieri conseguenti,  fossero utili alla scomputo del periodo di comporto tali da consentirne la reintegra. “Sebbene al datore di lavoro fosse stata richiesta una bonaria composizione della controversia – ha dichiarato Monaco segretario territoriale di Confintesa – insorta per gli evidenti errori nel computo del periodo di comporto, specificandone altresì le ragioni, la cooperativa Badia Grande ha temerariamente insistito nella propria volontà espulsiva che è poi valsa la condanna del datore convenuto”.

                                                                              Aldo Virzi

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