Al triplice fischio l’esultanza della panchina lentinese è un dato abbastanza eloquente di come mister Rigoli e i suoi abbiano impostato la gara del “Provinciale”. La Sicula Leonzio rientra tra quelle poche squadre (esattamente cinque) che dopo tre giornate non ha ancora perso. Il Trapani era chiamato a reagire dopo la sconfitta di Lecce: una prestazione che c’è stata, che ha visto i granata combattere fino all’ultimo secondo per vincerla ma che li ha visti comunque doversi accontentare di un punto che soddisfa poco. Esordio in campionato per capitan Pagliarulo e Palombi come mezz’ala sinistra di centrocampo, poi tutto invariato con il confermatissimo Murano in avanti nonostante si auspicasse un esordio dal 1’ di Evacuo. Parte bene la Sicula che non mostra alcun timore di giocare, anzi gli undici in bianco e nero la approcciano l’atteggiamento tipico di chi non ha nulla da perdere. Maracchi e compagni pian piano prendono campo costringendo l’avversario a chiudersi per ripartire, cambiando così l’assetto originale. Si intuisce che non sarà una serata semplice quando al 23’ Taugordeau mette un pallone forte e teso che trova la deviazione di un difensore, il quale viene salvato dall’autogol solo dall’aiuto del palo. I 4.017 del “Provinciale” quando al 27’ il signor Meleleo non ravvisa un fallo su Ferretti dentro l’area piccola dopo la traversa di Maracchi e il precedente intervento super di Narciso sul tiro di Murano. La difesa ospite però tiene botta: annulla la qualità di Marras e Ferretti e la solitaria fisicità di Murano. Perché se il Trapani ieri non l’ha portata a casa è proprio per questo: l’esigua forza fisica in grado di fare la differenza in partite del genere, oltre ad essersi affidati col contagocce ai tiri da fuori, specie nei primi 45’ con il vento a favore. La squadra c’è, è senza dubbio la più forte del girone C, deve ancora assemblarsi ed è chiaro che alla lunga verrà fuori  ma serve ancora altro: chissà come sarebbe andata se davanti ci fossero stati contemporaneamente due riferimenti come Evacuo e Murano. Il terzo palo ad inizio ripresa di Ferretti  premia un incontro attento di una Sicula che ha in tutti e cinque difensori (compreso Narciso) i migliori in campo insieme ad Arcidiacono, cliente fastidiosissimo. Calori cambia atteggiamento tattico con l’ingresso di Reginaldo passando ad un modulo che somiglia tanto ad un 4-1-5 con Maracchi pronto ad inserirsi da dietro. Ma è troppo tardi e i cinque di recupero non bastano per vincere.