VA AVANTI LA QUERELA DI AGLIANO CONTRO TRANCHIDA. A FEBBRAIO LA DECISIONE SULL’EVENTUALE RINVIO A GIUDIZIO

La guardia di finanza dovrà verificare se l’imprenditore Riccardo Agliano ha mai subito una sentenza di fallimento, sulla base di questa informazione deciderà se rinviare o meno a giudizio Giacomo Tranchida, sindaco di Trapani con  l’accusa diffamazione continuata, aggravata anche a mezzo stampa. E’ stato questo il risultato dell’udienza breve di stamattina al palazzo di giustizia di Trapani dove il Gup Samuele Corso aveva convocato le parti: Riccardo Agliano assistito dal legale Nino Sugameli, e Giacomo Tranchida difeso dall’avvocato Giuseppe Rando. 

Era stato Tranchida – nel corso di una conferenza stampa trasmessa in diretta e diventata storica, nella quale era accompagnato dal Sindaco di Erice Daniela Toscano – a profferire nei confronti dell’imprenditore accuse al veleno tacciando Agliano di essere “un imprenditore fallito” ; poi ha continuato  deridendolo, non pronunciando correttamente il suo nome ma volutamente sfottente ( nel suo conosciuto stile ndr) con: “mi pare si chiami Aglianico, Allanico, Barbarossa ( in realtà Agliano ha una barba colore rossiccio ), Barbaverde. So che è un bel personaggio”. Tranchida appariva sicuro delle sue affermazioni, forse non si aspettava che Agliano procedesse a querelarlo o che comunque una eventuale querela potesse, possa, trascinarlo davanti ad un tribunale. Pesanti le pene previste dal codice: vanno da uno a sei anni di reclusione e grosse multe. I precedenti, proprio in questi ultimi mesi per reati simili, si sono conclusi con pesanti sentenze di tipo pecuniario; questa volta in ballo c’è il codice penale e l’imputato, anche nel momento in cui avrebbe commesso l’ipotetico reato, ricopriva una carica istituzionale.

E’ evidente che il magistrato prima di arrivare a qualunque conclusione vuole vederci chiaro, cioè se l’imprenditore abbia realmente, come sostenuto in conferenza stampa da Tranchida, un qualche procedimento fallimentare, per questo ha voluto allargare il quadro indagatorio, esteso in campo nazionale, anche a società in qualche modo riconducibili ad Agliano. Insomma un’indagine a tutto campo perché non possano esserci eventuali dubbi sulle affermazioni fatte da Tranchida, poi sarà il magistrato, nel caso non risultassero vere, a decidere se rinviare il primo cittadino a giudizio. L’udienza è stata rinviata all’11 febbraio, dovrebbe essere quella decisiva.

                                                                                A.V. 

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