TRANCHIDA RINVIATO A GIUDIZIO PER DIFFAMAZIONE.  E’ LA PRIMA VOLTA

Questa volta la spocchia, l’arroganza, l’aggressività del linguaggio ormai diventato uno stile riconosciuto, le bugie, non pagano : anche il Sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, dovrà fare quel percorso di Via XXX gennaio che porta alle aule del Tribunale e che più volte  ha augurato ai suoi oppositori. Ci andrà da imputato di diffamazione a mezzo stampa, e non è detto che in sede processuale non possano aggiungersi altri reati a suo carico.

La decisione è stata presa stamattina, dopo una breve camera di consiglio, dal GUP dott. Samuele Corso, recependo la richiesta del P.M. dott.Belvisi. Il diffamato è l’imprenditore Riccardo Agliano accusato di “essere un fallito” nel corso di una conferenza stampa di Tranchida, già Sindaco di Trapani, e della sua collega Daniela Toscano, sindaca di Erice.

Oggi il magistrato ha letto il rapporto della Guardia di Finanza sulla verifica di quell’accusa e ha constatato che si trattava di un clamoroso falso in quanto per nessuna delle quattro aziende di cui Agliano è amministratore risultava neanche l’ipotesi di un fallimento ( Agliano era andato all’udienza con la certificazione che si era fatto rilasciare giorni prima dalla camera di commercio ndr) conseguentemente  ha rinviato a giudizio Tranchida, che era assente. E’ stata anche fissata al 15 giugno la causa che lo vedrà come imputato.

I fatti sono ormai noti e risalgono ad una conferenza stampa, diventata storica, che i due Sindaci tennero nel febbraio del 2018 nel comitato elettorale di Tranchida, per commentare l’arresto dell’allora Vice Sindaco di Erice, architetto Angelo Catalano.

I fatti per i quali Catalano era imputato riguardavano temporalmente la gestione amministrativa di Erice dei due Sindaci, ovviamente non coinvolti, ma anche una indagine che stava nascendo sull’operato della Toscano per una questione di parcheggi, scaturita da un esposto dell’imprenditore Agliano. Fu in questa occasione che Tranchida si scatenò, soprattutto su quest’ultima vicenda, attaccando con il suo abituale stile Agliano e pronunciando, volutamente sfottente, il suo nome, deridendolo per la sua barba rossiccia. Così Agliano diventa “Aglianico, Allanico, Barbarossa, Barbaverde. So che è un bel personaggio”, ma non poteva bastare, allora arriva il colpo finale: “è un imprenditore fallito”. 

All’imprenditore, che ha potuto vedere e registrare la conferenza stampa trasmessa in streaming, non era rimasto che querelare Tranchida che, a quanto pare, si sentiva sicuro, come suo solito, delle proprie affermazioni, certo che sarebbero rimaste impunite. Ma stavolta non è stato così: rinviato a giudizio per diffamazione; ma, fa intuire l’avv. Sugameli che assiste Agliano, non è escluso che in sede dibattimentale potrebbero aggiungersi altri reati, per esempio la diffamazione aggravata, l’oltraggio, la violazione della legge sulla privacy. Poi, in caso di condanna, potrebbe aprirsi il capitolo della causa civile per il danno economico che l’imprenditore potrebbe aver subito da queste affermazioni pronunciate, è bene sottolinearlo, da un Sindaco in carica.

Forse, dopo l’odierna decisione del magistrato, pur nel giusto contraddittorio, il Sindaco Tranchida, così come il cittadino Tranchida, nelle sue abituali polemiche cambierà il suo linguaggio rendendolo più civile…….e i giornalisti non saranno sfidati a candidarsi.

                                                                                Aldo Virzì

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: