IL “CASO” E LE POLEMICHE SUL LUGLIO MUSICALE

Torniamo indietro, alla quantomeno improvvida dichiarazione della deputata marsalese Eleonora Lo Curto ( UDC) nel corso di una intervista a Telesud a proposito del mancato contributo della Regione al Luglio Musicale trapanese. Ha giustificato il suo “disinteresse” alle sorti del Luglio Musicale perché “ nessuno a differenza degli altri anni, quando c’era De Santis, mi ha sollecitato”.

Ma un deputato, nel suo lavoro, deve essere sollecitato da qualcuno o rientra nei suoi doveri e nel rispetto che deve ai cittadini che l’hanno  votato, e anche a quelli che hanno votato diversamente? Se sotto accusa vanno messi tutti i deputati regionali eletti in provincia di Trapani, è ancora più condannabile la giustificazione della Lo Curto per il significato che ha dato al suo ruolo di deputato. Non sappiamo se la on. Lo Curto e l’altro deputato marsalese, Stefano Pellegrino, siano stati sollecitati per il loro “notevole” interessamento nel far votare la legge che istituisce il comune di Misiliscemi. Il motivo della loro operosità conclusa nel brindisi serale a Misiliscemi, così come il disinteresse   sulla sorte del Luglio Musicale qualche dubbio lo fa nascere.

Ovviamente va fatto allo stesso tempo un plauso a De Santis per aver saputo svolgere, quando era alla testa del Luglio Musicale, il suo incarico nel modo migliore, anche sollecitando la classe politica e ottenendo risultati notevoli.

Andiamo avanti: troviamo la dirigenza, la nuova dirigenza del Luglio Musicale e, a seguire, il Capo dell’Amministrazione comunale di Trapani e l’assessore alla cultura. Dal Luglio Musicale arriva una risposta alle affermazioni dell’on. Lo Curto tutta burocratica, tutto dovuto: “nulla è stato omesso formalmente per non ricevere il contributo già stanziato – non resta quindi che prendere atto, con grande rammarico, che la Regione Siciliana, veicolando un messaggio errato e travisando i fatti, dopo aver approvato e messo a bilancio un contributo, venga meno all’impegno preso a scapito del mondo della cultura, degli artisti e di tutto l’indotto che gravita attorno all’Ente Luglio”.  Se è vero che non c’è alcun obbligo di andare a “pietire” un interessamento dei deputati trapanesi è altrettanto vero che c’è un obbligo, non scritto, di vigilare su quanto succede a Palermo, particolarmente nei giorni dell’approvazione del bilancio dove da sempre si verificano episodi come questo. La vigilanza deve servire a questo. Non l’hanno fatto, dimostrando la loro pochezza manageriale.

Dalla dichiarazione di Tranchida non potevamo aspettarci altro, soprattutto nello stile; definisce quanto accaduto: “atto criminoso di sabotaggio, di becera ritorsione politica perpetrato nei confronti della cultura, dei lavoratori dello spettacolo e della comunità tutta, sia della Città di Trapani che dell’intero territorio trapanese. Le dichiarazioni dell’on. Lo Curto rivelano il mandante politico”. Se per un solo momento si tralasciano i toni, ben conoscendo la rappresentanza politica che lo sostiene c’è da chiedersi perché non trae le conseguenze politiche, cominciando con l’UDC dell’assessore Turano e dell’on. Lo Curto ben rappresentati a Palazzo D’Alì? qualche domanda potrebbe porsela anche su qualche esponente del suo  (a giorni alterni) partito. Di mandanti politici attorno alla situazione in cui è precipitato da alcune settimane il Luglio Musicale ce ne sono probabilmente tanti. E non solo a Palermo.

                                                                               Aldo Virzì

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: