Assostampa risponde al Procuratore Agnello

 Le dichiarazioni rese dal procuratore della Repubblica di Trapani Roberto Agnello, nell’ambito dell’indagine sul sindaco di Erice, Daniela Toscano, chiamano in causa la stampa locale e il suo ruolo nella provincia e meritano una seria riflessione. Il procuratore, nel corso di un’intervista, ha sottolineato che “qui la stampa è schieratissima e non mi risulta che in altri territori sia così”, dando per scontata la commistione generalizzata tra stampa e politica in un territorio in cui, dice ancora il procuratore, “molte testate giornalistiche fanno politica attiva e diventano cassa di risonanza di questo modo di fare politica”. 

 E’ vero che ci sono organi di informazione, ormai quasi tutti sul web, che qui come in tutto il territorio nazionale,  seguono una precisa linea politica, legittimata da un sistema democratico che è fatto da una pluralità di voci, ma per lo più riportano il dibattito politico, questo sì molto esacerbato e litigioso che, come ha sottolineato il procuratore, non si estrinseca più come dovrebbe nelle sedi deputate, ma si riduce a scambi di denunce e querele, che la stampa riporta puntualmente,  frutto del decadimento della politica e dell’etica civile.  E da tempo Assostampa denuncia che lo stesso ricorso ingiustificato a querele e denunce per diffamazione è utilizzato dalla politica  anche per colpire i giornalisti trapanesi, nel tentativo di intimidirli con richieste di danni milionari, quando non è gradito il loro operato. Di contro, da tempo Assostampa rileva come l’informazione locale spesso si sia uniformata a questo stato di cose perdendo di vista la sua funzione di controllo e di sollecitazione, riportando pedissequamente i comunicati stampa, meno alla ricerca della vera notizia e sempre più propensa a ergersi al ruolo di commentatrice, talvolta in maniera moralistica, degli accadimenti pubblici. Certo con valide eccezioni, e soggette queste maggiormente ad attacchi della politica, a querele o a denunce. 

   La riflessione del procuratore Agnello è l’occasione per ribadire che anche all’interno della categoria dei giornalisti purtroppo gli scontri si sono esacerbati, sfiorando a volte la violazione delle regole deontologiche, all’insegna di una ricerca spasmodica di un fantomatico primato o di un esercizio di censura dei colleghi. L’esercizio della libertà di stampa, che è diverso dall’esercizio libero della parola, dovrebbe essere ripensato nei toni e nei modi e ricondotto ad un sereno esercizio di partecipazione e confronto, utile alla città, senza alimentare egocentrismi. 

Ancor di più da parte di certi blogger, che non devono rispondere a nessun ordine professionale o a regole deontologiche e che, prima di ergersi a “controllori” dell’informazione trapanese, pensassero a rispettare le leggi sulla stampa e sull’esercizio abusivo della professione giornalistica.