SCONTRO TRANCHIDA/LIPARI; SE QUESTA E’ UNA RISPOSTA!


Premesso che non ho tempo da perdere nell’inseguire le farneticazioni ed i deliri dell’interrogante, confermo l’intendimento dello scrivente nell’attuazione programmatica, come d’intesa con la maggioranza sostenuta dai cittadini elettori, di porre in essere tutte le azioni ultime e volte a indirizzare, valorizzandole, le partecipate in ambito territoriale.

Qualora a parere dello scrivente interrogante, in detta azione possano prefigurarsi ipotesi di reato e/o comunque attività e procedure in violazione di legge, l’interrogante quale soggetto rivestente ruoli e dunque qualifica di Pubblico Ufficiale, è tenuto a recarsi nelle opportune sedi.

Il resto del v/s dire è solo noia; insieme al C.d.A. di ATM ed alle altre partecipate ci occupiamo di migliorare i servizi alle comunità d’interesse.” Firmato: Giacomo Tranchida, Sindaco di Trapani.

 Ho scelto di aprire con le “gentili” parole di Tranchida. Questa è la risposta, per sua precisazione e ammissione, che il primo cittadino della città capoluogo di provincia ha offerto  all’interrogazione del consigliere comunale Giuseppe Lipari che ha “osato” porre correttamente una serie di interrogativi sulla situazione all’ATM. In quella interrogazione non c’erano offese, ne parole o allusioni pesanti o che altro. Una normale interrogazione che meritava una risposta nel merito. Tranchida ha risposto in questo modo. Per oltre cinquanta anni ho frequentato da giornalista, ma anche da pubblico funzionario, le stanze, gli uffici, i corridoi, l’aula consiliare di Palazzo D’Alì e poi di Palazzo Senatorio, ho conosciuto decine, centinaia di consiglieri comunali, assessori, Sindaci, ho assistito a scontri verbali anche violenti, ma MAI ho visto tanta arroganza e tanto disprezzo per le istituzioni. Leggendo quelle poche righe, da giornalista, ma anche da cittadino, ho provato vergogna per la mia città nell’essere governata da questo novello Trump. Vergogna e indignazione.

So già che la mia indignazione rimarrà isolata, anzi qualcuno troverà positivo il linguaggio, lo esalterà a sistema. Faccia pure, d’altra parte basta vedere cosa è diventata la “mia” Trapani!

Non entro nel merito dei quesiti posti dall’interrogante, mi riservo di farlo alla fine, quello che voglio evidenziare è che il dott. Giuseppe Lipari è un consigliere comunale, cioè rappresenta nel ruolo una istituzione, alla stregua, con ruoli e responsabilità diverse, del Sindaco. Questo il punto! Non si può dire pubblicamente e ufficialmente che  “non ho tempo da perdere” e dare all’interrogante del “farneticante e delirante”; Tranchida ( ho difficoltà ad appellarlo in questa situazione Sindaco ndr), non sta offendendo Lipari, che sarebbe già grave, ma l’istituzione che rappresenta, cioè il consiglio comunale che rappresenta la città. Basta la lettura di qualche testo di educazione civica e di diritto amministrativo per capirlo.

Avevo chiuso l’articolo che riportava i dubbi avanzati nella sua interrogazione da Lipari, dicendomi curioso della risposta del Sindaco. I toni, purtroppo, erano facilmente prevedibili, ma si pensava accompagnati da risposte nel merito. Ed invece nulla, anzi, come suggerisce, ed io con lui, un amico “ ancora una volta sta fuggendo, come fa sempre quando non può rispondere”. Fugge dai problemi sollevati e insulta il povero Lipari, un giovane alle prime armi della politica, ma che ha saputo conquistarsi il voto di ben 361 cittadini.

Da cronisti avevamo già scritto sui problemi dell’ATM, del mancato rispetto di accordi politici per la presidenza della partecipata,“promessa” per volontà unanime nella maggioranza, all’avv. Zaccarini e invece dal sindaco  affidata all’alcamese Di Giovanni con la motivazione che occorreva un “ Presidente di garanzia”. Avevamo scritto delle dimissioni da presidente di commissione consiliare del consigliere Ferrante per protesta per quello che considera un tradimento politico, della minaccia di chiedere le dimissioni da assessore di Pellegrino. Insomma, avevamo già scritto di un clima non proprio idilliaco all’ATM. Non abbiamo ricevuto smentite. Oggi siamo in grado di aggiungere di più. Nel consiglio di amministrazione è in atto una guerra che quasi con certezza finirà in un’aula di tribunale. Un clima arroventato, non per la questione Zaccarini che rimane in piedi, ma per lo scontro durissimo tra il presidente Di Giovanni – che doveva essere di garanzia ma non sembra più aver questo ruolo – da un lato e l’avv. Sabrina Giudici e il commercialista Francesco Murana dall’altro, cioè i famosi due componenti il C.d.A dell’ATM voluti a sorpresa e per espressa volontà del Sindaco in rappresentanza dei comuni di Erice, Paceco e Favignana. Nella sua strategia questi comuni dovevano entrare in ATM, ma Paceco nega e gli altri due tacciono. Anche di questo si occupava l’interrogazione di Lipari.

Ma dicevamo del clima tra i due consiglieri“forestieri” ed il Presidente che, accusato di aver pubblicato un verbale non completamente veritiero e anche di altro, pare certo che prossimamente porrà la questione al consiglio di amministrazione, e ha già fatto sapere (è a verbale ndr) di riservarsi di voler querelare i due amministratori che a detta di molti, ad eccezione forse del Sindaco e di un altro assessore, rappresenterebbero la spina nel fianco della partecipata. Un clima così costruttivo che è stato lo stesso Tranchida a mandare in Procura gli atti del concorso per la nomina del Direttore Generale.

Si può cantare alla luna, dire che “insieme al Cda di ATM ci occupiamo di migliorare i servizi alle comunità di interesse”. La realtà, i fatti, dicono altro. Il consigliere Lipari voleva fare chiarezza, gli è stato risposto con insulti e, come al solito, l’invito “quale pubblico ufficiale” a recarsi nelle opportune sedi, cioè in Procura. Gli riconosce il ruolo istituzionale (oltraggio a pubblico ufficiale ????); ma èprobabilmente convinto che  i suoi santi sapranno sempre dargli una mano, sa che Lipari non raccoglierà quell’invito.

                                                                         Aldo Virzì