Il sindaco di Erice Giacomo Tranchida è stato condannato ad una multa di  500€ più le spese processuali dal Giudice MESSINA in ordine al contenuto di una sua dichiarazione stampa dello scorso 19 ottobre 2012, oggetto di querela avanzata dalla Consigliera Pantaleo e sottoscritta dal Consigliere Nacci.[su_spacer]

“Le sentenze -afferma Tranchida- non si commentano ma si rispettano. Se non condivise si appellano ed è quello che farò una volta conosciute le motivazioni, atteso che non ritengo di aver offeso l’onore dei Consiglieri Pantaleo e Nacci nel mio citato comunicato stampa, facendo invece chiarezza sulla loro strumentale contraddittorietà nel non voler tenere sedute consiliari a valle, essendo paradossalmente i fautori della Grande Città, che peraltro voleva cancellare la stessa esistenza del Comune di Erice. La condanna, per un reato d’opinione, in un certo qual senso mi onora. Dopo decenni di amministrazione della cosa pubblica ricevo, ancorché in primo grado, la mia prima condanna penale ma non già per un reato contro la pubblica amministrazione o di danno alla collettività ma per essermi difeso da attacchi strumentali e utilizzando un diritto sacrosanto e costituzionalmente garantito: la libertà di parola e di opinione nell’ambito di una legittima, se si vuole dura, contrapposizione politica. Chi scende in politica non può, dopo essere stato sconfitto, ricorrere alla magistratura per vedere legittimata la sua posizione politica dopo che la stessa è stata bocciata dai cittadini. Non ho mai visto un pugile dopo una sconfitta rivolgersi alla magistratura e denunciare per lesione il suo avversario. Ma ad Erice, l’opposizione politica, non è della stessa opinione.[su_spacer]

Aggiungo, ribadendolo, che resto fermamente convinto che quanti praticano una professione di pubblica rilevanza (avvocato, ingegnere, gestori di patronati e/o corsi professionali, consulenti e medici di famiglia in PRIMIS) hanno un potenziale elettorale maggiore rispetto ad altri “normali” cittadini che, prestandosi alla politica, non dovrebbero invece sfuggire al giudizio asettico sulla loro capacità di amministratori pubblici – poiché su questo debbono essere valutati “professionalmente”: nella gestione della res pubblica – in quanto tutelati di un potenziale elettorale che diversamente rischia di discendere dalle conoscenze ed appeal professionale.

 Esprimere tali opinioni – INVERO assai diffuse e presenti nel comune sentire – mi costa già una condanna in primo grado? Rispetto la sentenza che impugnerò, ma di certo non mi tapperò la bocca o rinuncerò a manifestare il mio dissenso rispetto a tale maldestra prassi politica che alberga non solo nella città di Erice”.[su_spacer]

Questo, invece, il testo del comunicato, per il quale il primo cittadino di Erice è stato condannato:[su_spacer]

“Noto che come acrobati circensi, ma di second’ordine, ipocritamente e in maniera bugiarda, alcuni Consiglieri comunali, per cominciare da Nacci e Pantaleo,  che nelle scorse elezioni di maggio sostenevano un diverso soccombente candidato Sindaco che aveva come unico progetto quello di togliere di mezzo la millenaria storia, l’identità e il vissuto culturale di Erice, già Monte San Giuliano, per fonderla dentro la vecchia ed egoistica inconcludente politica trapanese, oggi intendono soffiare e alimentare incomprensioni dentro la maggioranza consiliare legittimata dagli ericini per consentirmi di attuare a pieno il programma di governo.

Maggioranza che, coerentemente, e’ chiamata ad attuare un punto qualificante del mio programma di governo: il Consiglio comunale e’ chiamato a rendere conto del proprio operato e delle scelte di competenza, direttamente interessanti problematiche specifiche del territorio, fisicamente nelle stesse realtà.

Nessuno vuole delegittimare e/o rimuovere la sede istituzionale del Consiglio comunale in Erice capoluogo, ma non esistono cittadini di serie A e/o di serie B, esiste invece una diversa cultura politica che vuole portare le decisioni degli eletti in mezzo alla gente, che direttamente puo’ osservare e giudicare sull’operato dei propri rappresentanti e non certo, essere grata per le “ricette” di 2 medici (gia’ pagati dai Cittadini con il Servizio Sanitario) ai pazienti, poi anche obbligati/riconoscenti anche con il voto.

Per intenderci, se dobbiamo discutere di Zona Franca Urbana, e’ normale e lapalissiano che se ne discuta nell’ambito territoriale di primario interesse e così via per altri argomenti di specifico e settoriale interesse locale.

E’ ovvio, pertanto, che il venir meno del supporto consiliare a tale obiettivo e/o altri di natura programmatica, sul piano politico comporta una “sfiducia” e, il sottoscritto, che con gli alleati ha solo un accordo programmatico, non avrà remore nello scegliere ancora una volta il coerente e trasparente rapporto fiduciario con i cittadini che, proprio nell’attuazione del programma trova la ragion d’essere.

E comunque, di cosa hanno paura Nacci, Pantaleo e compagni? Di rivelarsi poco credibili e impreparati al ruolo di Consigliere sottoposto alla lente d’ingrandimento dell’opinione pubblica nella loro attività consiliare, meglio invece espressa dietro la “comoda” scrivania di medico?

Forse costoro e qualcun altro superstite della vecchia politica, ancora non hanno capito che e’ finita la politica clientelare del dispensare favori e cortesie quale contropartita al dovere della propria funzione …

O temono che la prossima iniziativa che porro’ in essere sia quella di rendere nota e ancora una volta denunciare all’opinione pubblica il mantenimento costoso assai per i cittadini e spesso inconcludente da parte di taluni Consiglieri in seno ad alcune Commissioni consiliari, bell’apposta tenute per far gettone e permessi lavorativi?

Questi Signori non hanno capito che finalmente a Erice la musica e’ cambiata!”

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