LA FARSA DELL’ATM AL SECONDO CAPITOLO:LA GUERRA PELLEGRINO/FERRANTE

E se il caso ATM, nei suoi risvolti politici, cioè lo scontro tra il consigliere Ferrante in rappresentanza della lista Demos e l’assessore Pellegrino, sempre più “tranchidiano”, finisse in un’aula di tribunale? Ipotesi allo stato lontana, ma non impossibile.

Possibile invece scrivere un nuovo capitolo della “pochade” o farsa, con aspetti semidrammatici sull’ATM. A dare elementi per la sua scrittura è Peppe Pellegrino che eletto consigliere comunale nella lista Demos a sostegno di Tranchida nel quadro di un accordo politico, ha fatto il salto nella stanza del potere nominato assessore. In un giro di valzer Pellegrino si è dimesso da consigliere consentendo alla prima dei non eletti della lista Demos, Laura Genco, di sedersi sugli scranni del consiglio. Nell’accordo spartitorio rientrava la presidenza dell’ATM all’avvocato Zaccarini. Tutto a posto?

E no, il nuovo capitolo della farsa comincia proprio da quell’accordo rinnegato. Chi lo rinnega oltre al Sindaco? Ma è ovvio, colui che è entrato nella stanza del potere e non vuole uscirne. Cioè Peppe Pellegrino che decide (lui o qualche altro?) di intervenire sulla questione Zaccarini con una lettera mandata alla stampa e al Sindaco Tranchida, ma non a Ferrante anche se è su Ferrante che indirizza la sua risposta. Mancanza di stile? Forse, ma rassomiglia nei toni e nello stile a qualcuno ben noto. Nel concreto Pellegrino, che sottoscrive la nota con la Genco, ci fa sapere che “le esternazioni rese pubbliche dallo stesso ( Ferrante ndr) devono ritenersi a titolo personale”, non rappresenta la maggioranza della lista, e nello stile di un ben noto personaggio politico, con una certa spavalderia gli rimprovera “l’uso non consono del simbolo” e se non bastasse che “ non è in consiglio comunale capogruppo dei Demos e che “solo per la fiducia riposta nel consenso del Sindaco prima, e dell’assessore Pellegrino poi, hanno concesso la carica di capogruppo”, confermando il toto potere ( mai visto niente di simile!) del sindaco sui consiglieri comunali. Aggiunge ancora di essere, lui Pellegrino, di fatto “la parte più rappresentativa della lista e non a egoistico appannaggio del singolo consigliere”. Questo il prologo, poi entra nei fatti contestati da Ferrante, liquidati con poche righe: è vero “non esistono ragioni di incompatibilità per la difesa di Barone da parte dell’avv. Zaccarini, ma ………. Condividiamo le considerazioni del Sindaco che tale scelta è politicamente inopportuna”. E perché possa essere chiaro lo stile, arriva alla sua (?) conclusione “ non consentendo condizionamenti legati a misere pretese personali per questioni di potere, nella specie legate ad un posto in seno all’ATM, da parte di chi non rappresenta, ed a maggior ragione oggi, non può in ogni caso più rappresentare quel gruppo”. Povero Ferrante, manca solo la fucilazione!

Ma la risposta, altrettanto dura, anche di più, del consigliere comunale arriva a tamburo battente, con una nota  su carta intestata  Demos ( prima risposta a Pellegrino), inviata solo alla stampa. Lettera lunghissima che fa le pulci, argomentati punto per punto, all’ormai suo avversario Pellegrino, ma anche alla Genco: “ si è dichiarata indipendente alla prima seduta del consiglio al quale ha partecipato e non è entrata a far parte del gruppo che fa capo a Demos. Diventa solare che Laura Genco non ha alcun titolo, ne di partecipazione a Demos e non si capisce per quale ragione sottoscriva un documento di contestazione interna alla componente politica”. Sistemata la Genco si passa a Pellegrino e al motivo della sua lettera: “ unica palese ragione è l’evidente strumentalità del documento nel timore che venga messa in discussione la sua posizione in seno alla giunta Tranchida”. Insomma, ribaltando i personaggi per “ preservare le misere pretese personali per questioni di potere”. Questo era solo il primo punto, Ferrante ne enumera sei. Li riassumiamo, hanno comunque un unico filo conduttore: Pellegrino smentisce e sconfessa se stesso.

E attacca: “ a settembre ha firmato con Ferrante e Zaccarini un documento ( che con perfidia Ferrante dice di esserne in possesso ) inoltrato a Tranchida con il quale si contesta il mancato rispetto degli accordi politici assunti dal Sindaco con la maggioranza e la lista Demos.

Nel terzo punto giudica “gravissima la condivisione del Sindaco circa l’inopportunità per Zaccarini di ricoprire l’incarico di consigliere ATM. Pellegrino, aggiunge, che il 5 gennaio  ha partecipato ad una riunione dove ha condiviso il percorso e ha confermato che non vi erano ragioni di inopportunità politica che giustificassero l’operato del Sindaco”. Lo stesso Pellegrino si sarebbe successivamente recato dal Sindaco per ribadire quel concetto e che il loro unico candidato era Zaccarini!!!!!

Punto quarto: “affermazioni prive di fondamento” quelle di Pellegrino a proposito della sua nomina ad assessore, “avvenuta unicamente a seguito di un accordo politico. La lista non si è espressa, non c’è mai stata una riunione. Questo dimostra la sua paura di perdere il posto”

Punto quinto: “ da rappresentante in consiglio comunale della lista Demos, sono l’unico titolato  a spendere il nome della lista, unitamente a Zaccarini firmatario del patto di governo”. Segue la sfida: “ se Pellegrino ritiene di coinvolgere i candidati della lista si faccia carico di procedere alla convocazione della riunione, alla quale naturalmente e come ovvia conseguenza, si presenterà dimissionario, per avere legittimata a pieno titolo la carica ricoperta”. Insomma, corra il rischio di farsi legittimare, se ha la maggioranza, nell’incarico di assessore.

Sesto punto: Intanto ricorda che “ Zaccarini, correttamente mi ha consegnato le proprie dimissioni da ATM già il 21 dicembre, rimettendo alla valutazione politica l’opportunità di detto atto, come richiesto dal Sindaco che in pari data ha ricevuto il medesimo documento”. Poi dopo aver ricordato per l’ennesima volta che Pellegrino ha percorso con Lui e Zaccarini tutte le fasi di questa trattativa, condividendole con ruoli di protagonista avendo partecipato agli incontri con il Sindaco, arriva alla conclusione: “improvvisamente dimentica tutto ciò, si schiera e difende l’operato del Sindaco. Appare chiaro che se c’è qualcuno che si sta proteggendo il posto di potere questo è Pellegrino”. Più chiaro di così.

Rimaniamo in attesa di scrivere il terzo capitolo, magari traendo spunto dalla risposta di Tranchida che stranamente rimane in silenzio. Forse è impegnato, come sussurrano certe voci, a trovare qualche nuovo componente del CdA dell’ATM, perché qualcuno dei tre si sarebbe già dimesso, impedendo di fatto l’insediamento dell’organismo. Se così fosse sarebbe proprio una grande farsa. Alle spalle dei cittadini.

                                                                            Aldo Virzì

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