FAVIGNANA, ANTINORO ACCUSA: E’ LA MOZIONE DEL LIBERA TUTTI

La forma è quella della lettera al Presidente del Consiglio, ai consiglieri comunale, al Segretario Generale; la sostanza è un preciso altolà, ampiamente documentato, alla proposta di sette consiglieri comunali con una mozione (?) che tradotto in atto deliberativo finirebbe con il creare una liberatoria per la nascita di nuovi esercizi commerciali e la sanatoria per gli attuali abusivi.

La firma alla fine di quattro corpose pagine e di tutta una serie di documenti allegati è dell’ex Sindaco di Favignana Lucio Antinoro; la lettera, ovviamente, è diretta ai consiglieri comunali delle Egadi. L’incipit di Antinoro è già un programma: “Occorre che tutto cambi, perché nulla venga cambiato”. Antinoro prende a prestito Tommasi di Lampedusa per raffigurare, a suo avviso, quanto sta accadendo nelle Egadi con la nuova gestione che fa capo all’ex presidente della commissione nazionale antimafia Francesco Forgione da sei mesi Sindaco di Favignana.

Nella mozione (in realtà solo un atto di indirizzo) i sette consiglieri comunali chiedono l’abrogazione della delibera consiliare del marzo 2013 ( Sindaco Antinoro) che recependo la legge Bersani fissava regole  per l’apertura di esercizi commerciali e le sue limitazioni. Tra queste ultime il divieto di nuove autorizzazioni nella zona del centro storico della maggiore delle Egadi “delimitata” dalla presenza del basolato stradale. Secondo quanto sostiene Antinoro da oltre due anni si ripetono tentativi per abolire la volontà del consiglio comunale nel 2013 e soprattutto la legge Bersani, magari per sanare qualche abusivo che ha solo licenza di asporto e non di somministrazione. L’approvazione della norma e la eventuale successione deliberativa creerebbero “ di fatto una sanatoria all’incontrario perché invece di colpire l’abuso perpetrato negli anni verrebbe abolita la norma che lo regola”. Qui Antinoro profitta per togliersi un sassolino  nei confronti di chi lo accusa di avere “interessi personali o privilegi” da difendere: “ mi piacerebbe fossero contestati con la medesima chiarezza ed assunzione di responsabilità con cui, io, opero”.

C’è poi il quantomeno curioso parere dell’AGCOM del 2015 che“ nessuna amministrazione comunale ha mai richiesto”  e che i consiglieri comunali riesumano nella loro richiesta di abolizione della delibera consiliare. Aldilà del quasi giallo su questa nota di una Autorità che “ come ovvio che sia, dimostra di non conoscere affatto il territorio di Marettimo, Levanzo e del centro storico di Favignana, uniche zone soggette a necessaria tutela”, il parere “ incerto e pasticciato” rimane tale e non comporta alcun obbligo. “ E’ bene, scrive Antinoro, che il territorio sia governato dal Comune e non dai <consigli/auspici> di soggetti terzi che, spesso, generano solo confusione”. La sua conclusione è che le osservazioni (non certezze), gli auspici (non illegittimità della delibera consiliare che si vuole abolire) “ dell’Autorità del Garante possono facilmente essere considerate fuori tema……..la delibera del C.C. del 2013 ha legittimamente operato e funzionato, nonostante i mancati controlli, che hanno dimostrato essere il vero neo della questione”.

Una sua ultima considerazione agli estensori della mozione (tra i quali c’è l’assessore Vaccaro che nel 2013 da consigliere ha approvato quella delibera ): a norma di regolamento “la mozione deve essere presentata al Sindaco, non al consiglio, almeno 10 giorni prima di quello fissato per l’adunanza del Consiglio”. Per questi motivi, a suo avviso, “la Presidente del Consiglio Comunale deve dichiararla irricevibile”. Il consiglio si riunisce domani martedì vedremo se verrà accolta la sua richiesta.

                                                                            Aldo Virzì

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