TORNA PER LA TERZA VOLTA IN CARCERE VITO D’ANGELO, PRESUNTO CAPOMAFIA DI FAVIGNANA

Non c’è stata alcuna necessità di ricorrere al decreto legge emesso la sera di sabato dal consiglio dei ministri su proposta del ministro della Giustizia Bonafede, per far tornare in carcere il favignanese Vito D’Angelo, da alcune settimane ritornato nell’isola agli arresti domiciliari insieme ai 363 tra mafiosi o pregiudicati mandati ai domiciliari per evitare loro il pericolo del contagio del Covid19 in carcere. Avrebbe dovuto essere il magistrato di sorveglianza a decidere il suo eventuale rientro, ma D’Angelo, ritenuto il capo della mafia favignanese, ha deciso autonomamente. Ieri infatti i carabinieri lo hanno sorpreso nella sua abitazione di Favignana in compagnia di estranei. Le manette sono così scattate e D’Angelo farà ritorno nelle carceri che decideranno i magistrati.

Per D’Angelo, 72 anni, originario di Ravanusa, l’accusa dei magistrati che hanno portato a termine l’operazione “Scrigno” è pesante: sarebbe lui, secondo i magistrati, ad “avere organizzato la famiglia mafiosa di Favignana, quale referente di Francesco Virga”, il figlio del boss e capo della mafia trapanese Vincenzo Virga, che i magistrati accusano di operare per sostituire il padre alla guida della cosca. Arrestato nel marzo 2019, in carcere era rimasto alcuni mesi per ottenere a settembre gli arresti domiciliari a Favignana. Una situazione durata molto poco, ad ottobre, circa un mese dopo, la Procura distrettuale ne ordina il trasferimento in carcere perché nell’isola continuava a tenere contatti con l’esterno. Il caos delle scarcerazioni e trasferimento ai domiciliari causa il Covid19 di molti detenuti  lo vede ancora una volta uscire dal carcere e trasferito al suo domicilio di Favignana. Il suo è uno dei nomi “eccellenti” che fanno le opposizioni al Ministro Bonafede in polemica per le scarcerazioni di massa. Quasi certamente Vito D’Angelo sarebbe ritornato in carcere dopo il decreto legge con la revisione di tutte le scarcerazioni, ma nel frattempo D’Angelo a Favignana aveva ripreso le frequentazioni proibite e ancora una volta ai carabinieri non è rimasto che procedere al suo arresto.

                                                                              A.V.