L’Ars sopprime la norma che il portavoce sia un giornalista. Attacco diretto alla categoria dei giornalisti siciliani

E’ noto  che la maggior parte dei politici non amano i giornalisti, particolarmente quelli, la stragrande maggioranza, che rispettano la loro professione, hanno la schiena dritta. Purtroppo la categoria annovera anche quelli, pochi, che non hanno schiena: sono i preferiti. Ma non basta, per mettersi al sicuro, ancora peggio, per assicurarsi che lo “scodinsolatore” (neologismo: chi scodinzola davanti al potente di turno) possa assumere il ruolo di portavoce, il politico è anche disposto a far cambiare una legge che dal 2004 obbliga l’iscrizione all’albo dei giornalisti anche per il portavoce.

C’è l’amico Sindaco che ha il problema, deve nominare portavoce il suo amico che non è iscritto all’ordine: che fare? Semplice, basta trovare il deputato regionale che con la sua potenza riuscirà a trovare la maggioranza per cambiare la norma. Chiunque può diventare portavoce del Sindaco. In particolare il Sindaco di Marsala Grillo potrà nominare portavoce con tanto di stipendio mensile, il curatore della sua campagna elettorale. E poco importa se questo comporta l’abolizione di quella norma, dare un colpo pesantissimo all’occupazione dei giornalisti.

Questo quanto successo all’assemblea regionale siciliana con l’approvazione in sede di legge finanziaria di un emendamento proposto, sembra, da un deputato marsalese che abolisce per la nomina del portavoce l’obbligo dell’iscrizione all’ordine dei giornalisti. ( a.v.)

Su questo grave episodio è intervenuto il segretario regionale dell’assostampa   ( nel silenzio dell’ordine) Roberto  Ginex : L’Associazione Siciliana della Stampa resta esterrefatta di come una parte della politica faccia un uso privatistico della cosa pubblica, utilizzando il Parlamento siciliano come fosse una riunione carbonara, e approfittando della legge in discussione all’Ars per il rinvio delle elezioni amministrative in Sicilia a causa dell’emergenza Covid, abbia soppresso la norma, in vigore fin dal 2004, che obbliga l’iscrizione all’Ordine dei giornalisti per i portavoce nei comuni siciliani.

Ma non lo fa alla luce del sole, legittimamente, convocando prima, come d’uopo, l’Ordine e l’Assostampa, il sindacato unitario dei giornalisti, in commissione per il parere, ma lo fa con un emendamento, scritto in politichese, in cui si prevede che ‘il terzo periodo del comma 1 dell’articolo 127 delle legge regionale  26 marzo 2002 n.2 e successive modificazioni, è soppresso’. Questo lo consideriamo come un attacco diretto alla categoria dei giornalisti siciliani, in un momento di grave crisi occupazionale e dell’editoria che l’emergenza Covid ha acuito ancor di più”.

“Dal giornalista si passa al politico-giornalista, per arrivare ora direttamente al politico – aggiunge Ginex – Così il portavoce diventa soltanto un incarico di sottogoverno, non ci sarà più bisogno di professionalità. E oggi abbiamo già il primo nominato, un portavoce non iscritto all’Ordine da parte del sindaco di Marsala. Chiediamo allora che questo argomento – sottolinea il segretario del sindacato dei giornalisti – venga affrontato alla luce del sole dalle forze politiche presenti all’Ars e che ciascuno chiarisca e assuma le proprie posizioni in merito in un contesto pubblico e trasparente. E che sia anche  l’occasione – conclude Ginex – per affrontare seriamente a Sala d’Ercole l’istituzione degli uffici stampa e degli addetti stampa negli enti locali, perché troppi comuni siciliani ancora oggi sono sprovvisti di questa figura, magari prevedendo la nomina del portavoce solo se è già presente nell’ente l’ufficio stampa”.

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