A GIUDIZIO DUE CITTADINI DENUNZIATI DALL’EX SINDACO DI ERICE GIACOMO TRANCHIDA

E’ più offensivo, e quindi anche querelabile, un rappresentante delle istituzioni che si rivolge  verso un avversario politico con frasi come  quella di “schiacciare la testa come un serpente”, o quella di un cittadino che commenta quella frase letta su facebok  con: “ guardate bene i fatti reali, la minaccia del Tranchida nei confronti del cittadino…..esce dalla bocca di un Sindaco, ed è di solito frase che usa un mafioso”?  La decisione spetterà al magistrato, necessario aggiungere che sotto accusa è il cittadino B.S. querelato per diffamazione dall’allora Sindaco di Erice Giacomo Tranchida. Oggi si è tenuta l’udienza davanti al giudice Giordano che ha preso atto di una possibile interlocuzione tra le parti rinviando l’udienza al due marzo.

Roba vecchia, fatti del 2015 e anche precedenti, arrivati adesso alla conclusione, ma anche allora Tranchida non amava le critiche, a lui uomo delle istituzioni parrebbe essere consentito usare un linguaggio pesante, considerare il suo avversario politico un serpente al quale schiacciare la testa. Con molta ingenuità, sicuramente sbagliando, il cittadino ha paragonato quel linguaggio, per quanto minaccioso, a quello mafioso e ha reagito esprimendo quel suo sentimento attraverso facebook. Mal gliene incolse, non sapeva che Tranchida ha un rapporto quasi maniacale con i social – si ricorderà la polemica di una consigliera comunale di Trapani che denunziava le telefonate notturne che Tranchida avrebbe fatto ai suoi amici per contestare commenti politici fatti su Facebook – legge tutto quanto lo riguarda direttamente o indirettamente, la sua reazione è stata, come da prassi, la denunzia.

Oggi sotto accusa per gli stessi motivi, e sempre per la denunzia di Tranchida, era un altro cittadino B.G. che aveva commentato l’assoluzione di Tranchida da una denunzia che gli aveva fatto Francesco Borghi – deceduto nel 1994, suo acerrimo avversario politico del tempo – facendo riferimento a: “ appoggi importanti nella magistratura” di cui avrebbe goduto Tranchida, per aggiungere che “ ….la sua presenza in politica sia un male  per la democrazia è una persona faziosa, arrogante, presuntuosa, incapace di discutere e offuscata dall’ideologia politica”. Ci permettiamo di aggiungere  essere molto difficile che Tranchida, anche allora, fosse offuscato da ideologia politica. 

Questa la cronaca di fatti vecchi, come si legge nel decreto di citazione diretta a giudizio, “reati commessi in epoca anteriore e prossima al 2 febbraio del 2015”. Indagini concluse nel 2019. E’ vero la giustizia è troppo lenta, forse anche per questo  le parti stanno cercando di raggiungere una conciliazione.

                                                                            A.V.

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