ATM NEL CAOS SI DIMETTE IL PRESIDENTE DI GARANZIA IN POLEMICA CON TRANCHIDA. TOCCA A ZACCARINI CONVOCARE  L’ASSEMBLEA

Il caso ATM non è più neanche una farsa, è peggio, una brutta telenovela scritta e voluta da chi siede nel più alto scranno di palazzo D’Alì. Ieri abbiamo scritto dell’incredibile scelta fiduciaria di Tranchida del nuovo consiglio di amministrazione promuovendo i due “dimissionari” (quanto erano vere ?) inseriti in quel CdA con la scusa di rappresentare inesistenti comuni vicinori, in realtà per fare da guardia al Sindaco e non solo a lui; ai due ha aggiunto un signore che aveva l’unico titolo di essere stato sostenitore in campagna elettorale di Tranchida, nessun titolo per poter stare nel CdA dell’ATM. Risultato: tutto azzerato, il nuovo CdA non può insediarsi, si deve riunire di nuovo l’assemblea e procedere alla nuova nomina che spetta, ancora una volta a Tranchida.

Ma chi deve convocare l’assemblea? Le norme assegnano tale compito al presidente uscente, che continua a presiedere il CdA, anche se solo per la gestione ordinaria. Quindi l’ing. Antonio Di Giovanni, quel presidente di garanzia scelto da Tranchida con il principale scopo di non dare seguito all’impegno politico di nominare l’avv. Zaccarini. Oggi però c’è  la novità, l’ennesima: l’ing. Di Giovanni che con grande senso di responsabilità, pur essendo stato trattato come un birillo da usare, scaricato dopo solo tre mesi dalla nomina, fa giustamente prevalere la dignità e getta la spugna, si dimette. Una lettera di poche righe nella quale prende atto che Tranchida gli ha tolto la fiducia, “ ad avviso del Sindaco non sono più utile  dice, ne prendo atto. Non mi ero  dimesso subito proprio per senso di responsabilità, per permettere la ricomposizione del consiglio di amministrazione, ma dopo quanto accaduto con le nuove nomine non ritengo di poter rimanere un solo minuto”. Traduzione di chi scrive queste note: <non ci sto a  reggere il moccolo a Tranchida>. L’ing. Di Giovanni è molto amareggiato, non lo nasconde, non vuole neanche infilarsi nella polemica, ma non può fare a meno di commentare: “ so bene che il Sindaco ha il potere di fare queste scelte, ma avrebbe anche il dovere di motivarle. Io vorrei sapere il motivo per il quale non ho meritato la riconferma”. E’ rimasto perplesso, e sicuramente l’amarezza è aumentata, nel constatare  che sono stati  riconfermati solamente i due componenti che si erano dimessi dal CdA innescando la crisi: “ Avrei accettato con più serenità un azzeramento totale, così non è stato. Sono un professionista, ho un nome da spendere, una dignità da difendere”. Conclude la breve, amara, conversazione con una constatazione:” mi dispiace di non aver potuto contribuire al rafforzamento di una azienda che ha grandi potenzialità”. L’ultima esternazione è per chi scrive queste note: “ le riconfermo che non ero il rappresentante di nessun politico, sono e rimango un uomo libero”.

 Con grande dignità esce di scena l’ing. Di Giovanni che sicuramente ricorderà sempre questa esperienza. Rimane il problema di chi dovrà convocare e presiedere l’assemblea ATM. Colpo di scena della tragicommedia o farsa o telenovela: l’avv. Massimo Zaccarini, nella qualità di consigliere anziano. E giù risate dal pubblico.

 La prassi vuole che il Sindaco alzi quantomeno il telefono e chieda al “nemico” Zaccarini la cortesia di convocare l’assemblea. Quale sarà la risposta del legale? Potrebbe usare metodi tranchidiani stile porte girevoli, potrebbe dimostrare signorilità e responsabilità, comunque ha 15 giorni di tempo per decidere. Un’altra puntata della telenovela è comunque in arrivo.

In arrivo è anche, e finalmente verrebbe da dire, la voce dell’opposizione in consiglio comunale che era stata silente. Lo fa con la richiesta al presidente del consiglio comunale di una riunione straordinaria e urgente  del consiglio comunale con un unico punto all’ordine del giorno : ATM. Ma è un punto con tanti dettagliati sottocapitoli sui quali chiama il Sindaco a rispondere, lo firmano unitariamente tutti i consiglieri, manca solo la firma di Ferrante ma è quasi certo che prossimamente si unirà anche lui. La corazzata “Tranchida” perde sempre più pezzi.

                                                                              Aldo Virzì

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