CONSIGLIO COMUNALE: LA MAGGIORANZA SILENTE APPROVA IL REGOLAMENTO, L’OPPOSIZIONE ABBANDONA PER PROTESTA. IL SINDACO LI INSULTA

“I codardi in fuga” (l’espressione da bar di infimo ordine, non certamente istituzionale, è  dell’attuale sindaco di Trapani che l’ha  pubblicata sul sito istituzionale ndr), l’opposizione che ha abbandonato l’aula virtuale del consiglio comunale. La maggioranza consiliare, a notte fonda, è potuta “finalmente” e tranquillamente andare a dormire. Fossero andati via prima avrebbero risparmiato alla maggioranza che sostiene questo Sindaco una inutile fatica: la lettura dei lunghi articoli e degli emendamenti del regolamento pomposamente chiamato “Trapani..in salute”, l’ ascolto di dotte e meno dotte discettazioni che non interessavano nessuno dei consiglieri di maggioranza. Loro erano in aula (virtuale, meno il Presidente Guaina e il consigliere Lipari presenti fisicamente a Palazzo Senatorio) solo per votare al comando del Presidente del Consiglio  e del Sindaco che, per almeno un paio di ore ( testimone, fin quando è rimasto collegato, chi scrive queste note), si è dedicato ad altro lasciandoci  la visione del lampadario della sua abitazione valdericina ( è li che abita dalla nascita, a Trapani pare venisse di rado, prima di diventarne Sindaco). Quando, era già notte, l’opposizione ha abbandonato l’aula per protesta, si è materializzata anche la voce del Sindaco, per ringraziare le mamme, solo quelle presenti – quelle che da poco avevano abbandonato non lo meritavano – per il tour de force a cui si erano sottoposte per approvare questo essenziale regolamento che dovrebbe cambiare la vita dei tanti commercianti, artigiani etc che sono stati colpiti nel loro lavoro a causa del Covid19. Al ringraziamento ha aggiunto il solito comunicato stampa inviato dal suo ufficio, a sua firma, nel quale, con il suo linguaggio “istituzionale”, dà del “codardi in fuga” alle opposizioni colpevoli di aver abbandonato, per protesta,  dopo  aver preso atto che “l’amministrazione  ha deciso di non rispondere”. Tranchida riassume anche il contenuto del regolamento approvato dalla maggioranza del consiglio comunale:

·      –  contributi/sgravi delle tasse comunali (Tari parte variabile, Tosap e Imposta Pubblicita’) per tutti gli operatori economici che hanno dovuto abbassare saracinesca e per tutto il   periodo di chiusura.

·     –  contributi, in compartecipazione con privati, per investimenti di riqualificazione urbana onnicomprensivi anche di parti private prospicienti aree pubbliche e/o servizi privati di   pubblica utilità (dalle vetrine alle bici/monopattino alle app info etc;

·   – contributi in compartecipazione con operatori privati per azioni artistico culturali, quando e con le condizioni di sicurezza possibili, onde rilanciare anche l’appeal della   destinazione culturale  locale.

 Quest’ultima forma di contributo appare molto legata anche  alla speranza, che ancora questo Sindaco sembra avere, che Trapani possa essere scelta come “città italiana della cultura”per il 2021. Lo spera solo Tranchida, essendo noto che il Ministro ha già fatto sapere che verrà riconfermata Parma che, per ovvie ragioni, quest’anno non ha potuto svolgere il suo programma di manifestazioni e che sono molte le città concorrenti che hanno rinunciato, concordi che debba essere rinnovato l’incarico a Parma.

Poi annuncia altri provvedimenti che dovrebbero arrivare successivamente rivolti in altri settori, a cominciare dall’edilizia.

Le opposizioni, i cosiddetti “codardi” che già con il precedente consiglio si erano visti bocciare la loro richiesta di abbattere gli sgravi delle tasse comunali, questa volta hanno proposto di concedere un 50% in più di suolo pubblico antistante il loro esercizio commerciale (bar-ristorante) ; proposta che è stata bocciata, come tutte le altre. Insomma un parlare al vento perché la maggioranza aveva già deciso tutto. Le consigliere Francesca Trapani e Chiara Cavallino reagiscono  alle non proprio edificanti espressioni del Sindaco e al comportamento della maggioranza con una lunga e dotta dissertazione sul significato e sui principi che dovrebbero sottendere al ruolo di maggioranza e opposizione: ”Democrazia non significa che la maggioranza ha ragione. Significa che la maggioranza ha il diritto di governare. Democrazia non significa pertanto che la minoranza ha torto”. Poi, con chiaro riferimento a Tranchida, aggiungono: ”Pavoneggiarsi, senza riflettere, rischia di fare dimenticare che la scarsa incisione sul territorio, dal punto di vista politico e amministrativo, non conterà in eterno sul consenso dei cittadini, ricevuto poco tempo fa”. E sul concreto fanno notare “l’assordante silenzio del Sindaco Tranchida che non ha preso parola per più di 10 ore, salvo poi farlo per offendere le opposizioni uscite dall’aula per protesta dopo estenuanti e vani tentativi di portare avanti alcune proposte, mediante legittimi emendamenti”.

La seduta di ieri sera ha segnato, quindi, l’ulteriore distacco tra maggioranza e opposizione, i toni sono inconciliabili; non è un caso che ieri, per bocca della consigliera Garuccio, si è sentito l’annuncio, rivolto anche al Segretario Generale, “continueremo la discussione davanti ai carabinieri”, alla quale ha risposto sprezzantemente il Presidente: “saremo lieti di accompagnarla”. I toni ed il dibattito sono ormai questi.

Toni che fanno rimpiangere la vecchia prima repubblica : l’aula consiliare era a Palazzo D’Alì, i consiglieri erano quaranta, l’emiciclo del pubblico quantomeno numeroso, il dibattito spesso  “alto”, quasi mai scadente, il rispetto dell’avversario c’era sempre, l’abbandono delle opposizioni non era una novità. Nessuno si sarebbe mai sognato di appellare chicchessia come “codardo in fuga”.

                                                                            Aldo Virzì