La maledizione dei sindaci

Le voci si rincorrono con una certa insistenza e non sembrano un buon viatico per la vita delle amministrazioni comunali. L’interrogativo è solo uno: adesso a chi tocca? Si, perché i provvedimenti della magistratura hanno creato sconcerto per quanto emerso. In poco tempo, sia pure per ragioni diverse, sono cinque i sindaci di comuni del trapanese che sono finiti nell’occhio attento degli investigatori. Sono in molti a chiedersi se fosse saltato un tappo che ostruiva indagini che, almeno per quanto attiene ai comuni di Erice e Favignana erano datati nel tempo. Forse, è la spiegazione più plausibile ma non l’unica; forse qualcuno ha tirato troppo la corda dell’impunità.

Un tappo saltato il sette luglio a Erice con la Sindaca Daniela Toscano insieme al fratello Massimo, consigliere comunale a Trapani,  costretti dal provvedimento della magistratura ad abbandonare i comuni di Trapani ed Erice e i loro incarichi istituzionali; con loro indagate altre cinque persone, tra cui il marito della Toscano. L’indagine è quella nota, condotta dai carabinieri, della mancata autorizzazione di un parcheggio a San Giuliano. Solo recentemente i fratelli Toscano hanno ottenuto la revoca del provvedimento e tornare ai loro incarichi istituzionali. Finita lì? No, la conclusione di questa storia finirà in un’aula di tribunale co una sentenza. Nel frattempo per la Toscano si annunciano nuovi guai originati da una denunzia del suo ex vicesindaco; ma quella è un’altra storia.

Sono trascorsi solo una decina di giorni da quell’episodio, quando un elicottero della guardia di finanza sorvola a più riprese l’abitato di Favignana ed in particolare il palazzo municipale. Di li a poco da quel palazzo uscirà il sindaco Giuseppe Pagoto per infilarsi in un’auto civetta dei finanzieri, imbarcato in una motovedetta che aspetta al porto e portato a Trapani dove gli viene consegnato il provvedimento del magistrato che lo pone agli arresti domiciliari. Non è solo Lui, il provvedimento tra arresti domiciliari e indagati riguarda altre 23 persone e mette a fuoco un sistema di clientele e favori che per molti mesi avrebbero, secondo l’accusa, segnato la vita degli isolani. Pagoto non ha aspettato il proseguo dell’indagine preferendo dimettersi subito da Sindaco. La conclusione di questa vicenda, come per Erice, terminerà in tribunale. Intanto Favignana da due settimane ha un nuovo sindaco, l’on. Forgione che da dimorante estivo ha voluto dare una svolta alla vita isolana facendosi eleggere dai cittadini. Vedremo come e se cambierà la vita degli isolani. Ma anche questa è un’altra storia.

Ancora qualche giorno, sempre a luglio ( mese terribile!) e a Pagoto, ormai ex sindaco di Favignana, ma anche a Giacomo Tranchida sindaco di Trapani, e  ad altre sette persone viene notificato il decreto di conclusione dell’indagine che li vede imputati su una vicenda non proprio edificante per stabilizzare e assumere personale forzando, secondo la procura, norme di legge. Anche in questo caso è la guardia di finanza ad indagare.

Quel palazzo di giustizia da sempre utilizzato come minaccia dal Sindaco Tranchida contro terzi improvvisamente gli si è rivoltato contro. Se non bastasse la conclusione dell’indagine che lo vede coinvolto insieme a Pagoto, eccone arrivare una seconda conclusione di indagine, questa volta dovrà rispondere di diffamazione nei confronti dell’imprenditore Agliano, quello che ha determinato l’indagine contro la Sindaca Toscano per il parcheggio di San Giuliano, che sembra diventato una maledizione nei confronti degli amministratori ericini e non solo.

La notizia di quella conclusione di indagine si sovrappone a quella che riguarda la famiglia mafiosa di Castellamare del Golfo: “operazione Cutrara”, che aveva avuto un prologo nel giugno di quest’anno con l’emissione di molti mandati di cattura. In quell’indagine era finito anche il nome di Nicolò Rizzo, sindaco di Castellamare del Golfo, per un incontro avuto a casa del suocero con il capomafia Francesco Domingo. Ma in quella fase si trattava solo di un avviso di garanzia che con la conclusione dell’indagine preliminare si è trasformato nell’accusa di favoreggiamento, con l’aggravante di averlo fatto nei confronti dell’associazione mafiosa.

In questo elenco di Sindaci “indagati e imputati” da aggiungere un ex Sindaco, quello di Calatafimi/Segesta: Vito Sciortino, per il quale è stato richiesto il rinvio a giudizio per abuso d’ufficio e falsità materiale ed ideologica per la vicenda dei parcheggi davanti al tempio di Segesta.

Per il momento la maledizione dei Sindaci termina qui, non è detto che sia finita.

                                                                               Aldo Virzì