FAVIGNANA. IL CONSIGLIO APPROVA MA NON LA MOZIONE ORIGINARIA. ANTINORO VA ALL’ATTACCO

Ma la mozione richiedente “di abrogare la delibera di C.C. nr 17 del 26/03/2013”, cioè quella che impediva nuove autorizzazioni del commercio nel cosiddetto centro storico di Favignana, quello delimitato dalle basole, è stata approvata dal consiglio comunale riunito ieri? Sappiamo che l’opposizione ha contestato in base al regolamento comunale la sua presentazione, sappiamo che sono rimasti isolati nella richiesta e sono usciti per protesta; non sappiamo se faranno l’ennesimo ricorso che verrà bocciato come è già accaduto in precedenza.

Esprimono soddisfazione per quanto accaduto in consiglio gli unici, sembra, due iscritti al PD, dopo la diaspora delle elezioni, Michele Rallo e Pietro Giangrasso, con un comunicato nel quale viene detto: “Bene la discussione aperta oggi in Consiglio Comunale sulla revisione del regolamento delle somministrazioni. Sosteniamo la “scelta di libertà” come ha detto il Sindaco Forgione, del Consiglio Comunale di porsi in maniera costruttiva al fine di creare un confronto condiviso con tutte le categorie con una revisione intelligente di un atto del 2013.Il governo della complessità è compito dato alla politica che deve dare una risposta attuale. L’atto oggi vecchio di 8 anni ha bisogno di cambiare dove necessario alcuni aspetti al fine di mettersi al passo della contemporanea complessità.”

Ma sui lavori del consiglio comunale si è pronunciato anche l’ex Sindaco Antinoro che già ieri aveva presentato al Presidente del Consiglio Comunale al Segretario e ai consiglieri la sua motivata opposizione. Antinoro non demorde e avanza il dubbio che quella mozione sia stata approvata, anzi…..Scrive Antinoro: ” nel Consiglio Comunale di ieri, La maggioranza, insieme alla consigliera Salerno (eletta con l’opposizione e subito dichiaratasi indipendente ndr) che ha permesso la prosecuzione dei lavori consiliari assicurando il numero legale, ha emendato la mozione originaria che aveva come unico oggetto <proposta di abrogazione della delibera di CC n.17/2013>, cassando proprio la richiesta di revoca di quella delibera  e dando mandato all’Amministrazione di predisporre una nuova delibera, entro il prossimo mese di giugno, per modificare la disciplina esistente”. Contesta la legittimità di quanto approvato ma allo stesso tempo fa capire che il suo altolà, sia pure sotto diversa forma è stato parzialmente accolto.

Non basta, Antinoro ha qualcosa da dire pure sulla gestione dei lavori consiliari: “Non si era mai sentito: un emendamento ad una mozione (già presentata in maniera irregolare), che secondo il regolamento del C.C. avrebbe dovuto seguire lo stesso iter regolare della mozione e trattato dal consiglio dopo i canonici 10 giorni. Insomma, di fatto, si trattava di una nuova mozione che annullava quella inserita all’odg. Un abuso consumato con la tacita presenza della Segretaria Comunale che, chiamata in causa, ha “dribblato” la domanda sulla regolarità della procedura senza che si capisse la risposta. Sostanzialmente la maggioranza + una ha incassato la pessima figura ed ha cercato di “spedire la palla in tribuna” anche a costo di rischiare l’abuso per l’atto votato. Il tutto si è consumato in assenza della Minoranza, che riesce solo ad abbandonare l’aula ad ogni occasione in cui deve prendersi delle responsabilità. Gli interventi dei consiglieri e del Sindaco, sono stati quanto di più farsesco si possa ascoltare; hanno dimostrato di non aver capito ancora il concetto di liberalizzazioni mortificando l’intelligenza di giovani, commercianti, operatori turistici, ecc. Hanno parlato di privilegi, lobby, mortificazioni del lavoro giovanile, interessi personali, ricatti, attribuendo il tutto alla vigenza della delibera di CC n.17/2013. Praticamente il mancato sviluppo turistico, sociale, le libertà d’impresa, secondo i nostri “eroi” consiglieri, sono stati mortificati da una delibera che recepisce le liberalizzazioni commerciali in tutto il territorio e limita le somministrazioni al solo centro storico, per non più di un raggio di 200 metri da Piazza Matrice. Il tracollo economico e sociale delle Egadi, in un raggio di 200 metri! Il disastro! Ma ora, grazie a quelli della politica “gentile”, che hanno capito tutto, si permettono di mortificare i cittadini con la loro retorica e, in buona sostanza, danno a tutti dell’incapace. Secondo costoro solo se una attività di somministrazione è attaccata alle due piazze principali del paese può svilupparsi, se pensi diversamente sei un visionario destinato al fallimento;  grazie a loro, si è capito quanti danni sono stati fatti in questi anni. La verità è che in questi anni si sono sviluppate tantissime attività commerciali e delle realtà di somministrazione (queste fuori dal basolato) assolutamente ben strutturate, professionalmente valide ed economicamente solide. Questa gente non sa di che parla, dimostrando di non conoscere il paese che vorrebbe amministrare”.

Poi, in conclusione, si rivolge direttamente ai consiglieri comunali…”una domanda: quell’atto di prepotenza amministrativa, di abuso ed illegittimità che è la mozione emendata che avete votato ieri, quell’atto di ripiego, è in linea con la politica della legalità che predicate? Con la politica <gentile>? Chissà quante altre “gentilezze” dovrà subire la nostra gente”!    

Aldo Virzì

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