FUNIERICE. APPROVATO IL NUOVO STATUTO, MA E’ QUELLO VOTATO IN CONSIGLIO?

Il comunicato stampa affisso nella bacheca comunale di Erice è a doppia firma, quella di Daniela Toscano, Sindaco di Erice, e quella del dott. Raimondo Cerami nella qualità di commissario straordinario del Libero Consorzio Comunale ( ex Provincia regionale). Sono i due titolari, al 50% ciascuno, della società FuniErice da mesi al centro di una querelle con parte del consiglio comunale ericino, con il consiglio di amministrazione della società partecipata e il suo Direttore Generale in particolare.

Questo giornale della vicenda si è occupato più volte, siamo costretti a farlo ancora dopo il comunicato di ieri che di fatto è una smentita alle affermazioni fatte dalla consigliera comunale Simona Mannina e riportate da questo giornale; riportavano e ufficializzavano notizie che già circolavano nelle redazioni di qualche giornale ( in primis il nostro ndr) ma che non avevano trovato ufficialità.

Il comunicato stampa a doppia firma smentirebbe quanto avevamo scritto ma va anche oltre e annuncia: “ Sono state definitivamente approvate le modifiche dello statuto della FuniErice nel corso di una assemblea straordinaria svoltasi alla presenza di un notaio”. Non basta, aggiunge che “ negli ultimi giorni erano state diffuse notizie inesatte  sui vari passaggi che hanno portato a questo importante risultato alimentate anche dalle dichiarazioni di qualche consigliere comunale di Erice ( Mannina ndr) e da qualche ricostruzione fuorviante degli avvenimenti ( questo giornale ndr)”. Altro passaggio  del comunicato : “ vanno smentite tutte le voci di presunte illegalità  contenute nel nuovo statuto, mentre non si può negare che gli attuali organi amministrativi della società e il Direttore Generale abbiamo dato forma ad alcune resistenze, chiaramente prive di fondamento che formeranno oggetto  di una separata valutazione da parte dei soci”. Questo il comunicato nella sua parte centrale infarcito delle motivazioni che non sarebbero “scelte squisitamente politiche”, ma che lo diventano di fatto nel passaggio sul ruolo degli organi politici.

Da questo comunicato una generica smentita che però non entra nei particolari di quanto riportato da questo giornale; soprattutto sulla veridicità della conclusione dell’assemblea del sei aprile che ha finito con il non approvare le modifiche allo statuto per il diniego del notaio di seduta ad “omologare la modifica dello statuto così come proposto e approvato dal consiglio comunale”. Il comunicato stampa accenna sempre in modo generico  “ad alcune resistenze degli organi amministrativi della società e del Direttore Generale”; non conferma e non smentisce che si è trattato in particolare di un “parere pro veritate” fatto mettere agli atti, quindi a firma di esperti che si aggiungevano alle perplessità del notaio. E potremmo enumerare le altre non smentite ai fatti che avevamo raccontato nel nostro precedente articolo.

Ma vogliamo andare avanti, ponendo un grosso interrogativo che ci viene dall’esperienza dei tanti decenni nei quali per esigenze di lavoro ci siamo occupati di diritto amministrativo. Cosa  è cambiato delle motivazioni  che il sei aprile avevano “costretto” il notaio a non omologare lo statuto? Scrive la consigliera Mannina: “L’antico mestiere dell’inganno! Era tutto vero e hanno dovuto correggere le modifiche allo statuto per renderle conforme alla legge……..”. Si desume quindi che alla riunione straordinaria di ieri al notaio è stato consegnato per l’omologazione uno statuto modificato. Domanda: chi lo ha modificato? Poteva farlo il commissario Cerami che assume i poteri di giunta e consiglio; per Erice dovevano farlo i consiglieri comunali, unici titolati a esaminare, approvare, bocciare eventuali altre proposte di modifica dello statuto. Vorremmo sbagliarci, la consigliera Mannina di fatto lo conferma, ma non ci risulta ci sia stata una riunione di consiglio comunale dopo il sei aprile che avesse all’ordine del giorno e avesse impegnato il consiglio comunale ericino in una discussione per modificare lo statuto che aveva già approvato. Si apre un giallo che deve essere chiarito. Nulla sappiamo dei lavori della riunione di ieri dei due soci alla quale avrebbe dovuto essere presente anche la rappresentanza del consiglio di amministrazione. Erano presenti? Sappiamo, abbiamo la certezza, che ieri il capitolo FuniErice non si è chiuso, i dubbi aumentano e la possibilità che possa essere un tribunale a decidere appare più vicina. 

                                                                    Aldo Virzì

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