Nuovo episodio dello scontro Di Lorenzo / Safina

Un altro caso di Covid19 al comune di Trapani e si rinfocola la polemica che vede contrapposti l’assessore al personale Dario Safina ed il sindacalista Innocenzo Di Lorenzo della Uil. C’era stato nei giorni scorsi, sempre su argomento Covid e sicurezza, un vivace botta e risposta tra i due ”contendenti”, fatto di lettere e interviste. Di Lorenzo, che aveva iniziato “le ostilità” poneva, ai Dirigenti del comune in primis e successivamente alla parte politica, una serie di problemi sulla sicurezza del personale, a cominciare dalla necessità di sottoporre tutti i dipendenti ai test sierologici, ma anche relativi alle diverse strutture dove lavorano i dipendenti.

Safina rispondeva solo sul Covid19 asserendo che i test sierologici non erano obbligatori e che, comunque, non si sarebbero potuti effettuare senza  il consenso dei dipendenti, poi attaccava Di Lorenzo accusandolo di fare politica, da sempre schierato contro l’amministrazione. A questa,ovviamente, ha fatto seguito la risposta di  Di Lorenzo e così si è andati avanti per qualche giorno. Poi la tregua interrotta ieri con la scoperta del nuovo caso di Covid19 e tutto torna alla ribalta.

E’ Di Lorenzo a riprendere la polemica, con l’ennesima lettera inviata direttamente all’assessore Safina, ma per conoscenza al Prefetto, al Sindaco ed altri. Già dalle prime righe si intuisce il tenore. Dopo aver richiamato alla memoria antichi filosofi e la loro saggezza, entra nel merito:”…..mentre Ella disquisiva sui test sierologici, un altro dipendente del Comune, sembrerebbe positivo al Covid19, con l’aggravante che lo stesso operava in un ufficio delicato che ha frequenti contatti con i fornitori non solo di questa città……..Ma la cosa ancor più grave – scrive Di Lorenzo – è che l’ufficio è posto alle dipendenze di un settore il cui dirigente è stato delegato quale datore di lavoro per la sicurezza, igienicità e salubrità dei locali”. La nota continua, come è nello stile del sindacalista, con una serie di richiami e citazioni a leggi e sentenze, compresi articoli del codice penale per chiedere di fatto che il Dirigente, delegato quale datore di lavoro, provveda a mettere in atto tutti i sistemi, test sierologici etc., necessari a mettere in sicurezza i dipendenti comunali. Poi conclude: “ …….anche quando la nomina del datore di lavoro sia stata tempestivamente e correttamente effettuata permane in capo agli organi politici una responsabilità residua di cui essi non possono spogliarsi e che si sostanzia in un “culpa in eligendo”. Che, tradotto, significa un avviso di possibile chiamata in correità nel caso la situazione dovesse aggravarsi.

Si attende adesso la risposta dell’assessore Safina che, si prevede, sarà dura ma garbata nei toni. Se poi, invece, decidesse di intervenire in risposta il primo cittadino allora il garbo sarebbe in dubbio, come testimonia la risposta data alla consigliera comunale di cinque stelle a proposito dei murales del Rione Cappuccinelli.

                                                                                      Aldo Virzì