Il consiglio di amministrazione dell’Unione Maestranze ha approvato l’itinerario della futura processione dei Misteri. Su quattordici associati che hanno presenziato l’assemblea, tredici hanno votato in modo favorevole il nuovo itinerario, il quale, da protocollo, sarà sottoposto al vaglio della curia e, in un secondo momento, del comando della Polizia municipale. In accordo alla consuetudine di alternare di anno in anno due percorsi, uno circoscritto al centro storico, l’altro che abbraccia anche la via Fardella, durante il prossimo Venerdì santo la processione sarà racchiusa nel cuore della città antica.

Ecco l’itinerario:

Piazza Purgatorio, Via Gen. Domenico Giglio, Corso Vitt.Emanuele, Via Serisso, Via San Francesco, Via Ballotta, Via Tartaglia, Viale Duca D’Aosta, Via Cristoforo Colombo, Via Giovanni da Procida, Via Silva, Piazza scalo d’alaggio, Via scalo d’alaggio, Via dei Marinai, Via Carolina, Largo delle Ninfe, Piazza Gen Scio, Corso Vitt.Emanuele, Via Torrearsa, Via Garibaldi, Via Badia Nuova, Via delle Arti, Via Barone Sieri Pepoli, Piazza Cuba, Via Cuba, Piazzetta Notai, Via Argentieri, Piazza San’Agostino, Corso Italia, Via XXX Gennaio, Via Osorio, Via Mazzini, Via Scontrino, Piazza Vitt Emanuele ( SOSTA ), Viale Regina Margherita, Piazza Vitt. Veneto, Via Garibaldi, Via Libertà, Corso Vitt. Emanuele, Via Corollai, Via Custonaci, Via N.Nasi, Via Serisso, Corso Vitt. Emanuele, Via Torrearsa, Casina delle Palme , Via Gen. Carlo Alberto Dalla Chiesa, Piazza Lucatelli, Via Turretta, Via San Francesco, Piazza Purgatorio.

«Benché la direzione che sarà intrapresa dai Sacri Gruppi sia insolita, mi auguro che la processione sia dignitosa e rappresentativa non tanto delle maestranze, che pure hanno il loro peso, quanto soprattutto della Passione di Cristo»-, afferma Emanuele Barbara, capo console del gruppo dell’Addolorata

In effetti quest’anno il corteo, uscendo dalla chiesa delle Anime Sante del Purgatorio, non attraverserà il centro storico diretto verso piazza Vittorio Emanuele II ma farà rotta verso il porto peschereccio e il largo delle Ninfe. Le zone delle “Barracche” e di “Palazzo”, luoghi che da tradizione hanno fatto da scenario alla processione durante le prime luci dell’alba, quest’anno saranno teatro religioso nelle prime ore del pomeriggio. La proposta del nuovo itinerario nasce dall’intento di valorizzare alcuni luoghi antichi della città, particolarmente suggestivi in virtù del carattere architettonico e della valenza storica che essi possiedono. La rinnovata attenzione alla zona del porto risponde quindi alla volontà del Consiglio di onorare  le radici marinare della nostra città, permettendo, al tempo stesso, di apprezzarne i dettagli artistici in un orario certamente più comodo rispetto alle prime ore del mattino. L’illuminazione naturale del sole infatti consentirà un gioco di luci che faranno risaltare i tratti artistici dei gruppi scultorei, valorizzandone lo stile sui generis.

«L’ultimo ricordo di un itinerario simile risale ai primi anni Settanta. A mio avviso questo percorso tradisce, per certi versi, la storia di cui la nostra processione è memore. Nel contesto dell’antichissima tradizione che essa vanta, le novità non sono facilmente digeribili» – continua Barbara.

«Nella seconda fase della processione, rimane tutto inalterato» sottolinea di contro Vito Dolce, Presidente dell’Unione Maestranze. «Benché l’itinerario prediliga la zona del porto, esso non esclude gli altri quartieri del centro. Diversamente da quanto accaduto negli anni passati, alle prime luci dell’alba le bande musicali si uniranno al corteo religioso a piazza Jolanda, all’ingresso di via Corollai e via Serisso. Le musiche, la luce naturale del sole e la scenografia della città antica si coniugheranno in immagini suggestive in cui la devozione religiosa si sposa alle più antiche tradizioni della nostra comunità. In tal senso ritengo che il percorso proposto apporti notevoli migliorie. Esso permette di far conoscere angoli preziosi della città, valorizzando un’area dove tuttora vivono quei cittadini che svolgono le attività lavorative che, dagli albori della nostra storia, hanno sostenuto l’economia di Trapani. Tale scelta quindi, non solo rinsalda le nostre radici con il mare, ma offre anche un più ampio respiro all’aspetto turistico, legandolo più di quanto non sia stato fatto in passato, alla più autentica tradizione della processione dei Misteri. Vere e proprie opere d’arte, sia sotto il profilo degli incarnati che degli abiti, le statue, uniche al mondo per fattezze e stile, furono realizzate per attraversare percorsi cittadini raccolti. Le dimensioni urbanistiche più ampie della città nuova disperdono inevitabilmente la magia e la bellezza dei Gruppi. Del resto l’itinerario tradizionale esclude la via Fardella. Infatti, se si considera che il primo atto notarile, firmato dal notaio Migliorino, con il quale la Confraternita del Preziosissimo Sangue di Cristo (oggi Confraternita di San Michele Arcangelo) ha conferito l’affidamento del gruppo sacro dell’Ascesa al Calvario alla maestranza dei poveri jurnateri, riporta la data del 6 aprile 1612, si comprende come il percorso che attraversa la via Fardella sia postumo, in particolare legato alle esigenze logistiche post belliche: esso fu adottato dopo la conclusione della secondo conflitto mondiale, giacché le strade della città antica erano ostruite dalle macerie. Inoltre ritengo che i Sacri Gruppi stridano con l’aspetto consumistico particolarmente evidente in via Fardella».

Tradizione sacra e interessi economici. La processione dei Misteri di Trapani, evento religioso che ogni anno conta circa quarantamila visitatori e le cui risonanze abbracciano anche orizzonti internazionali, è più complesso di quanto possa apparire di primo acchito. Pertanto, durante la fase organizzativa, non è semplice destreggiarsi tra le linee di forza che concorrono alla realizzazione dell’evento. Alla domanda che il Vescovo di Trapani ha posto ai cittadini «Perché partecipate alla processione?», la risposta più profonda e sincera sarebbe «Per fede». Ma bisogna riconoscere i frequenti dissapori sorti tra l’Unione Maestranze e i commercianti della via Fardella, i quali spesso si sono sentiti esclusi. «La sensibilità religiosa e il genuino senso di appartenenza delle attività commerciali  alle maestranze si scontrano a volte con gli aspetti economici che necessariamente orbitano attorno a simili eventi» spiega Barbara. «A causa della crescente esiguità dei contributi comunali, la solidarietà economica dei commercianti non è un dato trascurabile. Del resto, in mancanza di risorse finanziarie, sarebbe proibitivo organizzare la processione. In questo senso l’Unione Maestranze cerca di gestire il business economico in modo sobrio e regolato, valendosi della solidarietà delle istituzioni. Ogni anno vengono emesse delle ordinanze sindacali, a tutela delle rispetto e della dignità che una rappresentazione sacra richiede, tuttavia sono evidenti le difficoltà degli organi di controllo in tal senso».