FRANCESCA TRAPANI: COSA PENSO DELL’INCONTRO VENUTI-SANTANGELO

Dalla consigliera comunale “Cinque stelle” Francesca Trapani abbiamo ricevuto questa lettera che volentieri pubblichiamo.

Egregio direttore,

ho letto con interesse il Suo pezzo riguardante l’interlocuzione dei giorni scorsi tra il segretario provinciale del PD, Domenico Venuti, e il Senatore Maurizio Santangelo circa future prospettive di alleanze tra il M5S e il PD.

Ho apprezzato molto l’onestà del titolo scelto, nella misura in cui fa riferimento a prove di un dialogo (al momento) di natura personale tra i due. Tuttavia, sembra quasi che poi si smentisca nel seguito, nella parte in cui si riferisce al sen. Santangelo come leader del M5S trapanese “non dichiarato ufficialmente”, che però avrebbe incontrato “ufficialmente” il segretario provinciale del PD per tracciare nuovi percorsi, tutt’altro che scontati. E’ un concetto a tratti paradossale, che potrebbe indurre in confusione persino i lettori più attenti, che in questi giorni cercano di orientarsi sul significato vero di questo incontro, divenuto centrale nel dibattito politico provinciale più di quanto non lo siano i problemi sanitari, sociali ed economici che la nostra provincia sta vivendo in questo periodo. 

Mi preme, però, sottolineare che il fatto che l’esito di queste interlocuzioni non sia scontato non dipende dal fatto, come da Lei scritto, che nel giudizio della sottoscritta pesi “il rapporto con il primo cittadino che anche nei giorni scorsi non ha usato né garbo istituzionale né personale per far sapere cosa pensa delle due consigliere grilline”. Certo, lo stile continuamente denigratorio assunto dal primo cittadino non giova al dialogo tra le parti. Ma ciò che pesa davvero è quello che il PD rappresenta nel nostro territorio, di cui il primo cittadino è l’espressione visibile, ma non certo l’unica. Vale per il PD, ma vale anche per altre forze politiche, spesso altrettanto travestite di civismo, che per anni ci hanno amministrato cambiando soltanto il contrassegno sulla scheda elettorale. 

Al merito, si aggiunge inoltre una questione di metodo: “qualsiasi percorso condiviso dovrà partire dal basso e non essere imposto da nessuno”, ha giustamente dichiarato il senatore Santangelo. E quello che è certo, infatti, è che io non ho alcuna intenzione di rimanere inerme davanti ai tentativi di una trasformazione del M5S non discussa con la base dei singoli territori interessati, base di cui io, da portavoce comunale, mi sento di far parte a pieno titolo, insieme a tutti quegli attivisti ed elettori stanchi ma ancora desiderosi di coerenza e scelte credibili.

C’è chi ha parlato di questo incontro ricorrendo addirittura a termini come “rivoluzione”. Io sarei più prudente, perché di rivoluzioni fatte da due persone non ne ricordo molte nella storia. Forse, rimanderei questi facili entusiasmi a un momento in cui i rispettivi “militanti” avranno espresso in modo libero la propria opinione. Al momento credo che questo famigerato “dialogo” col PD vada riportato nella sua reale dimensione: una chiacchierata cordiale tra un segretario di partito e un esponente del Movimento, su possibili, quanto incerti, scenari elettorali di non precisate consultazioni.

La lettera della consigliera Francesca Trapani conferma, aldilà del merito specifico, le difficoltà in questo territorio di un rapporto collaborativo tra il PD e il Movimento Cinquestelle, che avevamo evidenziato nell’articolo richiamato

                                                                                             A.V.