Ruggirello guarito torna in carcere e spera nel riesame per ottenere i domiciliari

La notizia positiva per lo stesso e per i suoi familiari è che Paolo Ruggirello, ex deputato regionale, finito in galera con la pesante accusa di collusione con la mafia, è guarito. Per ben due volte il tampone effettuato dai medici dell’ospedale Cotugno di Napoli, ha dato esito negativo, confermandone la guarigione. La notizia negativa è che per il magistrato che l’aveva spedito in carcere non ci sono presupposti per una concessione degli arresti domiciliari: Paolo Ruggirello pertanto è tornato in una cella del carcere di Santa Maria Capua Vetere, lo stesso carcere doveva contratto, non solo lui, il Covid19. Le peripezie per farlo ricoverare in un ospedale sono già abbastanza note e hanno fatto il giro di molti giornali, non solo locali.

Nel frattempo però, la Corte di Cassazione che ha esaminato un ricorso dei suoi legali, Vito  Galluffo e  Carlo Taormina tendente ad ottenere la libertà provvisoria o gli arresti domiciliari ( il Covid ancora non l’aveva infettato), in data 8 aprile ha emesso una sentenza che ha parzialmente accolto la richiesta dei suoi difensori “annullando l’ordinanza di carcerazione e rinviando per un nuovo giudizio al tribunale di Palermo, sezione Riesame misure cautelari”. Dovranno essere questi magistrati ad avere la parola finale. Dicono gli esperti di lunga data che questi magistrati non potranno non tenere conto delle motivazioni che sono state alla base del rinvio a nuovo esame.

Il contenuto essenziale della sentenza della Cassazione si può riassumere nelle   poche righe finali delle 11 pagine di sentenza. Dice la Cassazione che : “L’allegazione di nuovi elementi di rilievo, uniti a quelli già affrontati ma vagliati in un contesto differente, come la dismissione di tutte le cariche pubbliche e di partito, impongono di ridare maggiore concretezza al giudizio sulla persistenza del pericolo di reiterazione e del suo grado che non può rimanere ancorato allo stadio inziale, così da trasformare la presunzione legale da relativa ad assoluta, sacrificando la doverosa costante verifica del sacrificio imposto alla libertà personale nella ricerca di quell’equilibrio che deve bilanciare e guidare la scelta della misura cautelare più adeguata al caso concreto. L’ ordinanza impugnata, pertanto, deve essere annullata per nuovo esame. Il Tribunale, giudicando in sede di rinvio, verificherà se alla luce delle nuove circostanze che incidono sui rapporti con esponenti del sodalizio, debba ritenersi ancora necessaria la misura della custodia in carcere in rapporto al grado di concreta ed attuale ripetibilità della situazione che ha dato luogo alle dinamiche collusive del Ruggirello con l’associazione mafiosa operativa nella provincia di Trapani.”

Il giudizio definitivo arriverà dai magistrati del tribunale di Trapani, dove si celebra il processo a Ruggirello e agli altri 28 imputati a vario titolo della cosiddetta operazione “Scrigno”.

                                                                       Aldo Virzì