Si infittiscono le nebbie Ericine

Sono lontane dal diradarsi le nebbie ericine, anzi dopo gli ultimi giorni e gli ultimi accadimenti, con i provvedimenti della magistratura che hanno allontanato da Erice e da Trapani la Sindaca Daniela Toscano ed il fratello consigliere comunale, a Trapani, queste nebbie si stanno solo infittendo e non si capisce dove porteranno…..a sbattere. Sono tante le nuvole che avvolgono il borgo ericino, si muovono in un contesto che, osserviamo subito è legittimo, non per questo etico, morale e soprattutto politico, nel termine più nobile.

Il provvedimento della magistratura, anche questo piuttosto nebuloso se, come viene detto da più parti, è rimasto nel cassetto per mesi, ufficialmente a causa del sopraggiungere del Covid19, si infrange in una seconda nebbia: la contrattazione tra il PM ed il GIP sul provvedimento da emettere. E’ scritto nero su bianco che il pubblico ministero aveva chiesto l’arresto, sia pure ai domiciliari per la Sindaca ed il fratello, i due principali protagonisti di questa vicenda piuttosto squallida e comune; il gip Caterina Brignone invece ha una posizione più affievolita, alla fine arriva la chiusura della trattativa con il divieto di dimora in Trapani e Erice. Si innesta in questa fase, l’attività amministrativa pregressa dell’amministrazione comunale ericina, il rapporto con la giustizia, l’elenco dei legali fiduciari del comune di Erice, tra i quali spiccano, ma solo per un fatto di cronaca, i nomi dell’avv. Rando, diventato difensore di fiducia della Sindaca e dell’avv. Brignone, sorella del GIP. Ovviamente tutto assolutamente legale. Ma la nebbia rimane.

Che dire delle nebbie che avvolgono la posizione dell’arch. Mauro, ultimo e più accanito difensore della Sindaca. Ha diradato nel passato le nebbie giuridiche, non si sa quanto quelle etiche, sollevate dalla consigliere Mannina circa il suo ruolo di progettista Grandi Opere per conto del comune, che è qualcosa di simile al controllore controllato. Secondo la legge, giustificò in pieno consiglio comunale la Sindaca: “lo poteva fare”. Tre suoi colleghi di giunta, l’indomani del provvedimento giudiziario alla Sindaca dignitosamente si dimettono, lasciano il cadreghino pagato dai cittadini aprendo la strada ad un commissariamento e ad un rinvio alle elezioni amministrative: “scelgano i cittadini”. Gli altri. Non Mauro e neanche l’assessore Paolo Genco, come l’ultimo dei giapponesi rimangono al loro posto. Mauro fa di più, assume come vogliono le norme, il ruolo del Sindaco e da quel pulpito lancia una durissima filippica contro i suoi colleghi che si sono dimessi, finendo con l’augurarsi che non si ricandidino e addirittura per loro prova vergogna. E’ proprio vero che il mondo va al contrario! Ovviamente, si giustifica,  lo fa perché ama Erice e gli ericini; c’è qualcuno che credeva  che lo facesse per un qualche interesse? Lui vuole restare e elenca il programma delle cose da fare, è convinto che, aldilà delle generica e rituale fiducia nella magistratura, la Sindaca tornerà al suo posto, intanto lui rimane al potere:” farò ciò che posso per favorire le condizioni utili affinché Erice riconquisti il giusto ruolo di Borgo più bello d’Italia”.

 Quindi non lascia, anzi raddoppia e con una forzatura giuridica nomina assessori due consiglieri comunali, Rossella Cosentino e Vincenzo Di Marco, in questo modo ricostituendo il plenum. Lo poteva fare? Sembrerebbe che ci sia un parere favorevole della Regione Siciliana che si appoggerebbe ad una risoluzione del Consiglio di Stato. Sicuramente un unicum in Italia che farà scuola. Anche in questo caso, aldilà della presunta legittimità, si può ben dire che una pesante nube, l’ennesima, tutta amministrativa e politica, si è posata sul palazzo comunale di Erice. Le conseguenze, se questa incredibile vicenda andrà ancora avanti, si vedranno nelle prossime settimane.

Nebbiona: quella che porta il nome della Sindaca Daniela Toscano. Ha risposto al magistrato, non vuole far sapere nulla della sua difesa, meno una cosa: non si dimetterà. Lasciamo perdere se era stato il suo partito a chiederle di fare un passo indietro, lasciamo perdere se una normale ipotesi difensiva lo consiglierebbe, il problema è altro. Intanto, per tutto il tempo che le verrà impedito il comune sarà gestito da Mauro per conto terzi, una cosa mai vista. Ma se dovesse tornare in libertà con quale autorevolezza girerebbe per gli uffici con sul collo l’accusa, che solo un processo da venire potrebbe toglierle, di avere gestito il comune in modo autoritario e per interessi personali. E che dire di un suo congiunto, il principale congiunto, il marito, che usa la violenza contro chi si permette di muoverle accuse circostanziate? In questo caso non c’è nulla di legittimo. Sarebbe questo l’amore per i cittadini?

Nebbie, tante nebbie che avvolgono, non da ora anche il consiglio comunale. Prima ancora che accadesse il provvedimento giudiziario c’era stato lo squallido episodio della quasi rissa in consiglio tra la Mannina e la Toscano. Le scuse del dopo non erano servite, l’ipotesi della mozione di sfiducia  si era ripresentata con forza e con qualche probabilità in più. Ora la situazione è ancora più drammatica, la decisione della Toscano di non dimettersi, gli atti del vice sindaco con la nomina forzata di due assessori, hanno acuito lo scontro tra amministrazione e consiglio. E non è più un problema di maggioranza e minoranza ma di dignità o meno della politica.

Lo riconosce il consigliere cinque stelle Barracco, che solo da poche settimane aveva ottenuto il riconoscimento della presidenza di una commissione e la vicepresidenza del consiglio. Dice “basta” Barracco: “È scandaloso. Sono scandalosi i loro modi. Sono scandalose le loro parole. Invito il PD di Erice, e i loro tre consiglieri Agliastro, Daidone e Simonte, il Movimento Cives, e il loro consigliere Cavarretta, e la consigliera Angileri a firmare la mozione di sfiducia. Al di là delle posizioni politiche, maggioranza/opposizione, al di là di fiumi di parole versate nei mesi precedenti, OGGI SERVE UN SEGNALE FORTE CHE I CITTADINI ERICINI STANNO URLANDO: ANDARE A CASA. TUTTI.”

Raccoglieranno il suo appello? Forse diraderebbe definitivamente le nebbie ericine. Forse.

                                                                                                   Aldo Virzì