PD / Cinque Stelle: “cambiamento? uno step evolutivo necessario

L’incontro “non ufficiale” tra Venuti e Santangelo sta suscitando un dibattito soprattutto tra gli iscritti al Movimento grillino. Ieri su questo giornale, rispondendo ad una nostra “provocazione”, è intervenuta la consigliera comunale Francesca Trapani che è molto drastica nell’esprimere un giudizio negativo. Molto più possibilista l’altra consigliera al comune di Trapani Chiara Cavallino che ci ha mandato la nota che volentieri pubblichiamo. Le due consigliere sono concordi su una cosa: No ad accordi con il PD di Trapani. E in questo, ci ripetiamo, pesa molto a nostro avviso, il comportamento nei loro confronti fuori dai canoni della politica  dell’attuale Sindaco, anche se il PD ufficialmente non è presente al comune di Trapani……... ( A.V.)

Un cambiamento, se da un lato, porta sempre con se confusione, destabilizzazione, timori e incertezze, dall’altro, ci insegna che potrebbe essere più dolorosa e disfunzionale la resistenza al cambiamento.

Dire che il Movimento 5 Stelle sia diverso rispetto alla sua nascita mi rincuora, perché significa che non ha opposto resistenza al proprio percorso evolutivo che lo ha condotto, rispetto ai 10 anni dalla sua nascita, ad essere prima forza di governo.

Sappiamo tutti che il 4 marzo 2018 il Movimento fu il vincitore indiscusso delle elezioni politiche e che la maggioranza non sia andata a nessuno. Sapevamo in anticipo che, dinanzi a tale possibile scenario, il Movimento avrebbe proposto un programma di governo a qualunque forza politica ci volesse stare. Conosciamo tutti la storia: prima la Lega, poi il PD.

L’infondata accusa di “essere cambiati perché legati alle poltrone” non trova fondamento alcuno, se non un principio meramente denigratorio. L’essere al governo della Nazione, oltre a determinare una posizione di rilievo, porta con sé imprescindibili doveri, nuovi compiti e impegnativi obiettivi da raggiungere. Il Passaggio da movimento di liberi cittadini rivoluzionari a forza di governo, porta con sé il cambiamento ed è a questa “nuova” forma che bisogna adattarsi. E non perchè la politica ci ha cambiati, semplicemente perchè diverso è il ruolo che oggi rivestiamo in politica.

Vi immaginate se da forza di governo ci occupassimo principalmente di riempire le piazze, invece di impiegare il tempo a FARE?

In tutto, ci vuole equilibrio. E l’equilibrio passa anche dall’adattamento ai cambiamenti, alle nuove sfide, dalla rimodulazione del percorso, non perdendo di vista i propri obiettivi intrisi dei medesimi sani principi e valori di sempre. Cambiare significa crescere, evolvere. Significa ingoiare anche bocconi amari: come pensiamo di poter vincere presentandoci da soli, mentre attorno a noi la realtà è fatta di accozzaglie di innumerevoli liste a sostegno di un candidato? E’ come convincersi, per esempio, di poter vincere una partita di calcio giocando 1 contro 11, ovvero credere in un potere dissociato dalla realtà.

Il punto della questione non è il “con chi” – chiunque rispetti i principi ispiratori del codice di comportamento del M5S – bensì “per fare cosa”, ovvero una profonda e attenta discussione “a partire dai e in direzione esclusiva dei temi”.

Come noto, in Provincia, si è avviato un dialogo (NON una ALLEANZA) con il PD. 

L’avvio di un dialogo non implica automaticamente un’alleanza con il PD e con potenziali liste civiche, a priori. In assenza di comunione d’intenti sui temi, ogni presupposto programmatico risulterebbe vano. Verificare la possibilità o meno di replicare l’esperienza di governo nei (vari) territori, può divenire risorsa laddove vi siano reali condizioni per costruire un programma innovativo, riformista, progressista, cucito a misura della singola realtà territoriale, dei suoi specifici bisogni (diversi).

Se penso a Trapani, avverto subito una frizione in tal senso. Dalla personale esperienza politica, dalle dinamiche consiliari in atto dal 2018, dall’impossibilità di dialogo con il Sindaco Tranchida, ritengo che non sussista nemmeno un singolo presupposto per l’avvio di un dialogo, figuriamoci un ipotetico percorso condiviso. Spero che, in tal senso, si facciano avanti nuovi interlocutori che possano spendersi per la creazione di un percorso condiviso, con lo scopo unico di fare il bene del nostro territorio.

Concludo, sostenendo fortemente che il dialogo tra persone per bene è sempre e comunque positivo. Questo per il Movimento è uno step evolutivo, il cui percorso non è scontato e richiede il nostro impegno, verso l’unico obiettivo di sempre: compiere la Rivoluzione, a partire dalle idee.

                                                                                                    Chiara Cavallino