L’ULTIMA DI TRANCHIDA: IL SINDACO SCERIFFO

Mi autodenuncio: ogni mattina esco da casa per andare a comprare i giornali, è una pratica che faccio da oltre 50 anni e che continuerò a fare, anche in tempi di corona virus. Mi è concesso dalle norme previste  nel DPCM, sia nel primo che nel secondo.

Lo dico perché se c’è qualcuno che vuole seguire le …………..(fate voi) che ho sentito dalla “autorevole” voce del Sindaco che fu di Valderice, poi di Erice e che anche per mestiere è venuto a farlo a Trapani, mi potrebbe fare una foto e trasmetterla al telefono personale del sig. Tranchida, da lui per questo motivo reso pubblico,  che, promette, “mi farebbe…. così”. Ho ascoltato la registrazione di una intervista, sicuramente richiesta dalla testata giornalistica e non “guidata” dal Sindaco, fatta davanti ad uno spiazzo lontano da Palazzo D’Alì, che è la sede naturale per interviste, e non  per strada dove, appunto, non si dovrebbe, stare. Ma tant’è!

In questa intervista fatta al sindaco tranchida di circa 15 minuti il senso è stato solo uno: state a casa. Giustissimo. Ma ci sono tanti modi per invitare i cittadini a rispettare una sana e obbligata dalla situazione, norma di legge; c’è soprattutto il modo della convinzione, della responsabilità; poi c’è l’obbligo al rispetto, appunto, delle norme. Rispetto che è demandato a chi ne ha compiti e potere: sono i vigili, sono i poliziotti, i carabinieri etc. Non sono del Sindaco che non ha alcuna autorità investigativa. Se  è capace, detta le linee guida al suo corpo di polizia municipale. Non è consentito al Sindaco dare il suo numero di telefono privato e invitare a trasformarsi in delatori, a fare le foto delle persone che stanno camminando per strada e accusarli, senza conoscere i motivi per cui sono per strada, di essere dei potenziali untori. Fare demagogia e populismo, quello consueto, anche in occasioni come queste è riprovevole. Riprovevole è dire ai cittadini che per piccole malattie non devono andare in farmacia; riprovevole è dare quasi l’ordine da fare la spesa ogni quattro/cinque giorni; riprovevole, quasi un ordine, invitare a comprare il pane ogni quattro giorni.

E’ vero siamo in un clima di guerra, ma al virus, non alle bombe. Se il legislatore ha lasciato aperti i negozi è perché la gente vada a rifornirsi, i panificatori stanno aperti ogni giorno ed il pane lo fanno non per buttarlo perché rimane invenduto. Rimangono chiusi solo i negozi non di pubblica utilità. La legge prevede cosa si può fare e cosa non si può e non si deve fare; la legge, non le parole al vento del Sindaco che, tra l’altro, non fanno e non possono fare parte di alcun decreto sindacale.

Chiudo, scusandomi, con altra nota personale. In queste settimane casalinghe sono rimasto in silenzio e non commentare nulla anche se notizie e segnalazioni di cose che non andavano me ne sono arrivate tante. Non volevo alimentare polemiche. Mi sono imposto il silenzio, anche quando ho letto che in tempi di drammatica emergenza a Palazzo D’Alì c’era chi pensava al “concorso” su Trapani città della Cultura, avendo fretta di presentare domanda di partecipazione e dossier  nonostante i termini fossero giustamente slittati. Ma c’è un limite a tutto.

Aldo Virzì

Questo invece il video proposto dal Sindaco Orlando di Palermo