Favignana: arrestato il sindaco, tolto il coperchio degli affari nascosti

Ancora un Sindaco, ancora un’amministrazione comunale dimezzata, ancora un esempio di un uso personale del potere. Questa volta il comune interessato è Favignana, il sindaco è Peppe Pagoto, democristiano di lunga data, approdato nelle file del centrosinistra, nel PD, almeno sino allo scorso anno. Ma nell’isola, in netta contrapposizione al PD locale; tanto che nelle amministrative del 2018 il Pd locale riunito con altre forze di centrosinistra gli aveva contrapposto la candidatura dell’ex sindaco Lucio Antinoro. Guerra fratricida che aveva visto trionfare Pagoto, con quali metodi lo ha appurato l’indagine della guardia di finanza che, questa mattina ha avuto conclusione con il suo arresto e quello di altre 11 persone: “nel complesso è stata disposta l’applicazione di 4 arresti domiciliari, 3 divieti di dimora, 1obbligo di dimora e 3 misure interdittive dell’esercizio di un pubblico ufficio”.

Sveglia all’alba questa mattina per residenti e turisti abitanti nell’isola. Alle 7,30 un elicottero ha continuato a girare per circa mezz’ora a bassa quota intorno al paese. Al porto stazionavano due motovedette. Si capiva subito dalle insegne della Guardia di Finanza che era successo qualcosa di clamoroso. E così è stato. Da Trapani intanto arrivava l’avv. Adragna, legale di fiducia del Sindaco che ha accompagnato i militi delle fiamme gialle nella stanza di Pagoto. Da quel momento è cominciato l’iter che svelava la clamorosa operazione che dal 2017 aveva messo sotto controllo la gestione di questa e della precedente amministrazione, sempre a guida di Pagoto. In particolare quest’ultima.

Quanto emerso dalle indagini, che sono state coordinate dai sostituti procuratori Rosanna Penna e Matteo Delpini, è l’ennesima testimonianza del malaffare che in questi ultimi anni si è celato, e si cela, dietro l’immagine apparentemente ingenua e docile dei pubblici amministratori, sempre pronti a riempirsi la bocca di legalità. Non erano legali  i favori che, stando alle indagini, Pagoto dispensava unicamente ai suoi elettori, particolarmente nel settore delle autorizzazioni e dei controlli degli esercizi commerciali che, nella maggiore delle isole Egadi, si sono moltiplicati. Indispensabile il compiacente comportamento del comandante dei vigili urbani, il palermitano Filippo Oliveri (nella sua vita privata cognato di Fabio  Damiani, ex direttore generale dell’ASP di Trapani finito in galera recentemente), sempre pronto ad assecondare i voleri del Sindaco nel favorire gli amici o accanirsi contro chi non lo era. La ricompensa per il comandante? Intanto l’incredibile incarico, sia pure temporaneo, di responsabile dell’area marina protetta, da sommare al comando dei vigili, ma soprattutto la promessa del rinnovo dell’incarico di comandante. Era il programma elettorale nascosto del Sindaco per ottenere i voti del cittadino. Poteva gridare al vento la cittadina non originaria di Favignana ma che, come spessi succede, si era innamorata dell’isola e l’ha scelta come sua residenza. Le sue proteste per certe concessioni amministrative che ledevano suoi diritti non trovavano mai udienza, bisognava favorire gli amici. C’era chi denunziava pubblicamente questo sistema, c’era chi, per paura, preferiva l’anonimo. Le indagini hanno dato loro ragione.

C’è un altro capitolo di queste indagini, forse il più vergognoso, riguarda il furto di acqua. Si,il furto di acqua perpetrato ai danni dei favignanesi, costretti ad approvvigionarsi attraverso il sistema delle navi cisterna che, con cadenza regolare, in estate anche giornaliera, arrivano nelle isole. All’amministrazione comunale di Favignana il compito di controllare se il quantitativo d’acqua immesso nelle cisterne era quello riportato nei libri di bordo. In realtà, come recita il comunicato stampa:” un sistematico scambio di favori, che ha visto alcuni funzionari comunali omettere volutamente l’effettuazione dei prescritti controlli sul quantitativo di acqua potabile trasportata e scaricata dalle navi della società di navigazione, nonché attestare falsamente la fornitura di quantitativi superiori a quelli effettivamente erogati rappresentando mensilmente al competente Assessorato RegionaleEnergia e Servizi di Pubblica Utilità – Dipartimento Acqua e Rifiuti – un fabbisogno di acqua potabile artatamente gonfiato, allo scopo di consentire un ingiusto vantaggio patrimoniale per le società concessionarie del servizio di approvvigionamento idrico sull’isola con connesso danno erariale accertato per circa 2 milioni di euro”.

Anche in questo caso uno scambio di favori tra i responsabili delle compagnie di navigazione riunite in RTI(raggruppamento temporaneo d’impresa),che gestiscono l’indispensabile servizio idrico, e i funzionari del comune attraverso l’assunzione di parenti e amici. Al comune arrivavano anche elargizioni monetarie, contributi annuali, che il Sindaco girava ad associazioni amiche per l’organizzazione delle feste padronali. Si chiama clientelismo. Anche in questo modo si fa politica e si ottengono voti. Coinvolto in queste indagini, oltre ad un rappresentante della compagnia di navigazione, anche Enzo Bevilacqua, recentemente eletto segretario della locale sezione del PD. Bevilacqua, finito ai domiciliari, era il vice sindaco di Pagoto nella precedente amministrazione con l’incarico specifico, tra gli altri, del sistema di approvvigionamento idrico del comune. Dopo quell’esperienza, avendo ricevuto un avviso di garanzia, sempre per questa indagine, aveva abbandonato la politica per riprenderla recentemente, in contrapposizione a Pagoto, convinto di avere superato la fase indagatoria. Così non è stato.

Altro capitolo è quello dell’Area Marina Protetta, la cui gestione negli ultimi tempi era diventata un sistema di affari e di clientele; in particolare nell’assunzione di personale tramite le cooperative. Tra sindaco e il responsabile era stata trovata una perfetta intesa, anche qui uno scambio di favori reciproco: tu gestore dell’Area marina protetta mi assumi, o dai l’incarico alla cooperativa amica, io in cambio ti pago trasferte non di servizio e roba simile.

Questo il quadro poco edificante del sistema di potere e di clientelismo che si nascondeva, forse continua a nascondersi, dietro la paciosa faccia del Sindaco e dei suoi abitanti, noti nel mondo per le straordinarie bellezze dell’isola. Quell’elicottero che per oltre mezzora ha ronzato sulle teste degli isolani, ma soprattutto dei turisti, è stato il male minore. Quello maggiore, in piena stagione turistica che cerca la ripresa dopo il Covid19, si chiama amministrazione comunale. L’ex sindaco Lucio Antinoro che proprio lo scorso anno, con il deflagare dell’indagine “Scrigno” e la scoperta della mafia a Favignana, in occasione del consiglio comunale aperto, non era stato tenero nei confronti dell’amministrazione e aveva messo in guardia sul futuro, oggi lo è ancora di più, chiede una “svolta politica e sociale, che ripristini la legalità in un paese che  da tempo l’ha smarrita. C’è un solo modo: vada a casa quel che rimane dell’amministrazione comunale, vada a casa questo consiglio di incapaci, sia di maggioranze che di una opposizione che appare frantumata. Solo in questo modo si può ripristinare la perduta legalità”.

                                                                                            Aldo Virzì