L’INFIORATA COMUNALE DELLA VERGOGNA

Passi ( si fà per dire ndr) che al piddino (o ex?) Sindaco di Trapani Giacomo Tranchida la parola fascista proprio non gli va, non riesce a pronunciarla – neanche davanti a decine di dirigenti di quella CGIL venute a Trapani e ospitate nell’aula Sodano del comune –  meno che mai di scriverla in un comunicato di generica “solidarietà alla CGIL” per i fatti di Roma. E’ toccato solo a questo giornale farlo notare, perché è noto che “non bisogna contraddire Re Tranchida padrone delle ferriere”.

Ma oggi quanto arriva dalla bacheca istituzionale diPalazzo D’Alì è di una gravita senza eguali. Sul sito ufficiale del Comune appare una foto dell’infiorata che una associazione ha organizzato nella scalinata di San Domenico. La foto scelta, unica tra le tante,rappresenta un feto, di quelli che tutte le donne hanno visto nel loro grembo attraverso l’ecografia; quella foto è accompagnata da una scritta che non si trova nell’infiorata ma sul sito del comune: “ Maria sciogli il nodo dell’aborto”!!!!!!!!.

Trapani, sicuramente unica città italiana, d’improvviso è tornata al maggio del 1978, anzi ancora prima, quando l’aborto era ancora vietato e le “mammane” esplicavano il loro “lavoro” orribile e ignobile. Nel maggio di quell’anno con il referendum la popolazione italiana, cattolici compresi, fece capire da che parte stava. Da quel giorno il NODO E’ STATO SCIOLTO. Non per questo Sindaco e  per la vergogna di alcuni, non tutti, suoi amici, collaboratori etc. Questo Sindaco è sempre più lontano dalla storia politica dalla quale è partito e che l’aveva accolto regalandogli la sindacatura valdericina e tutto il percorso che lo ha portato a Trapani; deve avere il coraggio di dire delle sue scelte. A destra, anche quella più estrema,sarebbero felici di accoglierlo, non cerchi sotterfugi, come la spiegazione che ha dato a questa scelta che peggiora quell’ignobile figura rappresentata sul sito ufficiale  del comune. La casa comunale che non è del Sindaco, ma dei suoi cittadini residenti – e Lei non lo è – è esclusivamente laica, come vogliono la Costituzione e le leggi che vanno rispettate, a cominciare dalla 194 sul diritto all’aborto. Non è un nodo da sciogliere. Quella è solo una prepotenza politica.

Per fortuna, almeno questa volta  ci sono reazioni, anche politiche anche da parte di dirigenti del PD, ma anche di associazioni come L’UDI. Valentina Villabuona, presidente dell’assemblea provinciale del PD, che con un post aveva chiesto subito  “ ad una amministrazione dove Sindaco, due assessori e diversi consiglieri sono esponenti del PD di intervenire”, ha poi scritto direttamente a Tranchida una lettera aperta:

Caro Giacomo ,prima che al Sindaco di Trapani, mi consentirai di rivolgermi al compagno di Partito, ad un democratico, che sa bene quanto in questi ultimi anni gli attacchi alle donne e non solo rispetto alla 194 siano aumentati. 

Nel rispetto delle tue opinioni, non posso far finta di nulla, perché se è vero che ci lega l’appartenenza allo stesso partito, è pur vero che le democratiche e i democratici si sono schierati senza alcuna ambiguità sempre per la difesa dell’autodeterminazione delle donne e nel sostegno a tutte, a prescindere dalle loro scelte, evitando qualsiasi giudizio morale. Nulla da dire sul patrocinio conferito alla manifestazione da parte del Comune, tuttavia sarebbe bastata una foto della scalinata che non evidenziasse in modo così brutale, un quadro che ben rappresenta la cultura cattolica, ma che certamente non è la cultura di tutte e tutti i trapanesi. Ti ricordo che la legge sull’aborto fu oggetto di referendum e che visti gli esiti è altamente probabile che anche molti cattolici votarono a favore. Vedi Giacomo, il punto non è il quadro, ma cosa è possibile pubblicare sulla pagina del Comune di Trapani, che ha il dovere di rappresentare tutte le cittadine e i cittadini. 

Trapani è madre dici tu, ma anche donna e le donne non sempre vogliono essere madri, non sempre possono essere madri e non sempre decidono di tenere un figlio e se non lo fanno non si devono sentire giudicate dal loro Sindaco, a prescindere se scelgano di abortire o di lasciare il bambino in una culletta termica

……… una scelta come la tua, soprattutto nella qualità di Sindaco democratico, legittima un dibattito oscurantista e medievale sulle donne, che purtroppo è in atto nel nostro paese

                                                                       Aldo Virzì

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