NELL’EMERGENZA DEL COVID 19 SI DEVE TENERE APERTO IL PUNTO NASCITA DI PANTELLERIA

Ma è concepibile che in tempi di drammatica situazione sanitaria causata dal corona virus ci sia qualcuno nelle istituzioni  che non si renda conto del momento e agisca come se tutto fosse nella normalità?

Sembra di si se stiamo a quanto succede fra Trapani, Palermo e Pantelleria, vittima quest’ultima della dabbenaggine burocratica che vuole costringere le partorienti pantesche a trasferirsi a Trapani, dove stare almeno un paio di mesi in attesa di un parto da fare al nosocomio del capoluogo, tra l’altro alle prese con l’emergenza sanitaria. Tutto questo perché non si vuole prorogare il punto nascita dell’Ospedale Nagar di Pantelleria che scadeva il due marzo.

Di questa situazione si è preso carico il movimento Punto Dritto, l’associazione che fa riferimento all’avv. Valentina Villabuona e l’associazione Prospettiva 2030, che hanno indirizzato una lettera all’assessore regionale alla sanità Ruggero Razza, al direttore dell’Aspa di Trapani Fabio Damiani, ai deputati nazionali e regionali di questa provincia. Quest’ultimi colpevoli con la sola eccezione, ci viene detto, dell’on. Fava di disinteressarsi del problema. Scrivono le due associazioni chiedendo l’allungamento della proroga del punto nascita di Pantelleria: “evitando alle partorienti isolane la conseguenza, non felice, di sobbarcarsi un viaggio con costi importanti, con il rischio della salute delle stesse e dei nascituri in conseguenza della grave emergenza sanitaria. Non si può non evidenziare che l’isola di Pantelleria, per sua distanza geografica, necessita assolutamente del punto nascita”. Oltre al mantenimento del punto nascita c’è la richiesta della “condivisione di risorse umane con sufficiente esperienza, tecnologica e diagnostica, affinchè Pantelleria continui ad usufruire del punto nascita: Questo potrebbe essere reso possibile da una equipe di medici ( ginecologi, pediatri neonatali, ostetrici, infermieri) che raggiungano l’isola in base ad una turnazione creata dal fabbisogno”.

Saranno ascoltati? Vedremo. Intanto, come scrive Villabuona “la chiusura del punto nascita è una vicenda che tra sospensioni e deroghe va avanti senza soluzione da troppo tempo. Condividiamo le preoccupazioni di quanti (nell’isola e non solo ndr) si sono mobilitati nonostante il grave silenzio della maggior parte della politica siciliana”.

                                                                          Aldo Virzì