AL CONSIGLIO COMUNALE DI ERICE SI SFIORA LA RISSA

Tutto in un pomeriggio al consiglio comunale di Erice: prima la politica, poi la rissa tutta al femminile.

Cominciamo con la politica. Si deve eleggere il vicepresidente del consiglio, c’è la sorpresa: maggioranza e opposizione si mettono d’accordo sul nome del cinque stelle Alessandro Barracco. Per il professore grillino è il secondo riconoscimento in pochi mesi, qualche settimana prima dell’inizio della pandemia la prima commissione consiliare lo aveva designato e votato quale presidente. Conoscendo i rapporti di forza e soprattutto il  clima politico che si respira al consiglio comunale quella prima decisione era stata sorprendente; nel pomeriggio di ieri la nuova clamorosa scelta della maggioranza e anche questa volta non poteva non lasciare strascichi.

Ci pensano per primi i due dissidenti del PD, i consiglieri Agliastro e Carmela Daidone  astenendosi, assestando un altro duro colpo alla maggioranza già non molto solida. Ma chi esce allo scoperto è la consigliera Maria Pia Angileri, uscita dalla maggioranza a febbraio, messa sotto accusa proprio per aver votato Barracco  presidente della commissione. Alla stampa detta il suo “ Non ci sto”; non ci sta a questo accordo tra l’amministrazione e l’opposizione:” Oggi piu’ che mai – afferma la Angileri – alla luce di cio’ che e’ successo nella seduta di Consiglio Comunale di ieri, e’ corretto evidenziare la mancanza di coerenza da parte di una coalizione e di questa risicatissima maggioranza che maggioranza non è più”.  Insomma una maggioranza sempre più in crisi, nonostante l’amministrazione comiunale avesse affrontato bene, sicuramente meglio del capoluogo, la fase difficile della pandemia.

Ma scongiurata la pandemia  è tornata la politica, ed anche le frizioni, i dissidi, le accuse pesanti che non hanno mai abbandonato il comune di Erice. Ed infatti questa seconda parte è tutta dedicata alla rissa, non si può chiamare diversamente, tra due donne: la sindaca Daniela Toscano e la consigliera Mannina. Una inimicizia che sfiora l’odio, non più solo politico, umano. Una inimicizia datata  febbraio 2019, allorchè la Sindaca Toscano ed il Sindaco di Trapani Giacomo Tranchida, già Sindaco e già presidente del consiglio di Erice, convocano una conferenza stampa. Devono “chiarire” il loro ruolo nella vicenda che ha portato all’arresto dell’architetto Angelo Catalano, già in giunta con il Sindaco Tranchida e vicesindaco con la Toscano: lo difendono, in fondo si difendono. Ed infatti, denuncia Catalano, rimesso in libertà: “non si sono fatti mai più sentire”. La conferenza stampa è proseguita contraccando l’accusa che muoveva, particolarmente alla Sindaca, un imprenditore trapanese su una storia piuttosto grave di un parcheggio a San Giuliano. Per questa vicenda c’è stata un esposto alla magistratura da parte dell’imprenditore e sembra  che l’indagine sia andata  avanti.

 Ma il vero scoop di quella giornata è stato nell’intervento di Tranchida che aiutandosi con un articolo di giornale ha mostrato di avere capacità divinatorie con un discorso non previsto su chi ha esercitato i poteri a Trapani. Tranchida li ha individuati nel tempo nell’on. Bartolo Pellegrino in accoppiata con l’imprenditore Ruggirello, il padre dell’on. Paolo, sono seguiti i nomi di Peppe Bianco e dell’architetto Mannina. In una logica  di continuità oggi a rappresentare quel “potere” sarebbero  i figli: Simona Mannina consigliere a Erice, e Anna Lisa Bianco consigliere comunale  a Trapani. C’è un particolare: l’on. Ruggirello, così come Peppe Bianco sono stati tra i principali elettori di Tranchida a Trapani, la Mannina lo è stato a Erice facendo votare per la Toscano. C’era anche un attacco a Luigi Manuguerra, ma quella è un’altra storiaccia che doveva concludersi in Tribunale, terminata con la morte di Manuguerra anche se  il figlio consigliere comunale a Erice  non vuole  abbandonarla.

 In quella occasione tutta la stampa si è chiesta del perché di questi attacchi. La spiegazione si è avuta successivamente, circa due mesi dopo, con l’operazione “scrigno” che ha portato all’arresto dell’on. Paolo Ruggirello e una comunicazione di garanzia per Mannina recentemente diventata rinvio a giudizio per voto di scambio. Quel giorno è nata l’avversione di due donne:la Toscano e la Mannina, che per ragioni istituzionali diverse frequentano lo stesso palazzo comunale. Sono mesi che non si sono risparmiate nessuna accusa politica, soprattutto la Sindaca non ha mai scordato di ricordare che il padre della Mannina è rinviato a giudizio. Lo ha fatto anche ieri pomeriggio in consiglio comunale, ma questa volta la Mannina era preparata alla risposta, e che risposta! All’intervento della Sindaca Toscano che senza fare nomi ha voluto rinnovare la sua accusa alla Mannina, rifiutandole di darle un ascolto istituzionale, è arrivata pronta la replica. Replica contenuta, anche qui, in un vecchio articolo del maggiore quotidiano dell’isola, datato 13 luglio 1995, titolo: “ Estorsione nella casa di cura. In quattro finiscono in carcere”, un lungo articolo di altra storiaccia: i titolari della  casa di riposo “Villa Igea” che pretendevano dai dipendenti il 30% dello stipendio. Tra gli arrestati Antonino Toscano Pecorella 53 anni, funzionario della Regione in pensione.

C’è anche la sua foto, l’unica pubblicata. E’ il padre della Toscano. Almeno questo è quello che ha gridato in aula consiliare la Mannina, rivolgendosi alla Sindaca. Pan per focaccia, se come sembra, la notizia sulla parentela risponde al vero. In aula è nato il parapiglia, la sindaca e la consigliera, come dimostra un video che è già diventato virale, come la foto del giornale che gira sui social, si affrontano a muso duro, quasi alle mani. Situazione incandescente che costringe l’attonito Presidente a sospendere la seduta che riprenderà solo per pochi minuti. Almeno per il momento la tranquillità è tornata in aula consiliare non nella politica ericina scossa da più di un anno da arresti, indagini, risse tra partiti, risse, come ieri, tra le persone. Ma non è finita.

                                                                  Aldo Virzì