IL MISTERO DEGLI SCAVI NEGATI A SAN GIOVANNELLO. POLEMICHE IN UN CONSIGLIO COMUNALE DESERTO

Dei segreti dell’amministrazione comunale ericina a proposito della FuniErice avevamo scritto; non poteva, non doveva mancare il segreto dell’amministrazione comunale di Trapani : ormai le due città sono amministrate da un solo tandem. Il Capo politico è, però, uno e uno solo.

Quindi anche Trapani ha i suoi misteri, riguardano gli scavi che sono stati fatti a San Giovannello, dove sorge il cisternone dell’acquedotto cittadino di Trapani. Scavi che sono stati negati dal tecnico e dall’assessore al ramo del comune di Trapani, ma che sono stati fotografati e diffusi via etere dai consiglieri comunali di opposizione. Il “segreto” nasce dal cosiddetto dibattito che la mattinata di venerdì ha “animato” la riunione straordinaria del consiglio comunale che si è tenuto nella sala Sodano perché l’aula di Palazzo Senatorio è inagibile, come inagibile da anni è ancora tutto il terzo piano di Palazzo D’Alì ( ma queste sono altre storie sulle quali stendiamo il famoso velo!). Questo vecchio cronista ha provato, anche per esigenze professionali, ad ascoltare il consiglio comunale in streaming: impossibile o quasi, acustica pessima! Ha provato a comunicarlo alla presidenza del consiglio che gentilmente ha risposto, ma il risultato è rimasto identico. Qualcosa abbiamo percepito: che il Sindaco, fatta la sua relazione nella quale ha esaltato il concetto referendario dell’acqua pubblica, ha giustificato l’ipotesi di distribuire l’acqua di Trapani anche ai comuni vicini, a cominciare da……ma è ovvio: da Erice! E per questo ha ricordato l’episodio dell’allora Sindaco di Trapani ( Damiano )che bloccava gli operai del comune di Erice ( Sindaco Tranchida) intenti ad operare per collegarsi all’acquedotto di San Giovannello; insomma il progetto di “ieri” che Tranchida fa tornare di attualità nonostante il diverso ruolo politico/amministrativo. Ieri, in consiglio, Tranchidaquell’episodio di difesa della città capoluogo l’ha definito “atteggiamento criminale”. E a proposito di acqua pubblica non ha trovato alcuna contraddizione nell’affidarla alla gestione di società private.

Ad ascoltare la sua relazione, che non è entrata nel merito dell’attualità – cioè l’ipotesi di collegamento dell’acquedotto trapanese tramite la costruzione di un by pass con gli altri comuni e con la gestione di Sicilacque, società privata – solo i consiglieri di opposizione e l’ing. Peppe Laudicina, già tecnico del comune, considerato, in Sicilia, tra i massimi esperti in materia. Poi, dopo la relazione, sedie vuote. Finita la sua relazione, anche la sedia del Sindaco si è svuotata. La cronaca di quanto è accaduto successivamente non può definirsi dibattito, mancava la controparte. Il tecnico del comune, l’ing. Guarnotta, poteva solo negare che a San Giovannello fossero stati fatti degli scavi necessari alla costruzione del bypass. Qui nasceva il giallo. Le opposizioni, le consigliere Trapani e Garuccio in particolare, lo hanno contestato esibendo comunicati dello stesso comune e di Sicilacque che lo smentivano in quanto annunciavano generici lavori proprio a San Giovannello.

Nel pomeriggio i consiglieri Trapani, Gianformaggio e Lipari si recavano a San Giovannello e postavano le foto degli scavi già effettuati, l’ennesima smentita, aggiungendo: “ Voci sostengono che sia stato eseguito da Sicilacque, che è un’azienda privata. Chi gli ha dato il permesso di eseguire i lavori di opere pubbliche in un’area Comunale? Quale ditta ha eseguito i lavori? Era in regola? Il Progetto di scavo dov’è? Non ci sono atti amministrativi!” Sarà data mai risposta a tutti gli interrogativi posti dai consiglieri? Vedremo. Intanto sommiamo misteri a misteri, da Trapani ad Erice. Da FuniErice, magari per arrivare un domani a Trapani via ATM, alle acque trapanesi per Erice.

In mezzo a tanta nebbia comunque c’è stato chi ha portato un pò di luce: l’ing. Laudicina, il vero esperto, che ha smontato la tesi portata avanti dall’amministrazione comunale, mettendo in guardia soprattutto dall’affidamento a Siciliacque, società privata che gestisce la distribuzione, non la proprietà dell’acqua, ma che ha l’unico interesse di fare guadagni, anche eccessivi, come si è visto dal recente provvedimento della CGA che ha annullato due delibere della Regione Sicilia che aggiornava le tariffe del Servizio idrico integrato in favore del distributore, appunto Siciliacque. Sul problema acqua si annunciano altre puntate.

                                                                             Aldo Virzì

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