IL PROCURATORE PACI: “LO STESSO IMPEGNO DI QUANDO DA TRAPANI COMINCIAI LA MIA AVVENTURA PROFESSIONALE

L’emozione c’era e non era nascosta, ma dichiarata. Ritrovarsi a distanza di oltre trent’anni nello stesso palazzo dove era iniziata la sua avventura professionale di magistrato, di sostituto procuratore, e adesso assurgere alla più alta vetta della Procura trapanese non poteva non lasciare tracce. Il neo Procuratore Gabriele Paci non poteva non ricordarlo, prima di lui lo hanno fatto il Presidente del Tribunale Genna, l’avv. Vito Galluffo nella sua qualità di presidente dell’ordine degli avvocati trapanesi.

Ma non è stato solo il saluto dei ricordi, anzi questo è stato solo un frammento di un intervento per nulla di circostanza che il neo Procuratore Paci ha voluto offrire ai tanti ospiti che da molti palazzi di giustiziadella Sicilia, e non solo, hanno voluto essere presenti per augurargli buon lavoro.

Un lungo elenco che risparmiamo per ricordare solamente i nomi di Luca Pistorelli, oggi magistrato di Cassazione, che insieme Elisabetta Cennicola, anche Lei oggi in Cassazione e anche Lei presente, come Massimo Russo sostituto procuratore presso il carcere minorile di Palermo; con loro altri due magistrati Andrea Rovida e Andrea Tarondo, assenti per ragioni diverse. Il Procuratore ha voluto ricordare quel periodo “ non per fare il reduce” ma come testimonianza di un modo di lavorare fatto di entusiasmo che di fatto ha segnato la svolta di una procura: siamo cresciuti insieme”. E quanto e come siano cresciuti lo ha semplificato con un esempio: “ nel 1993 si cercava <il latitante> Totò Minore, era stata anche messa in piedi una squadra della polizia con questo unico compito. In realtà Totò Minore era morto da 10 anni.

In quel periodo, quei <ragazzi> con il loro entusiasmo e capacità avevano inventato un modo di operare portando, per esempio, a processo tutta una serie di procedimenti giudiziari che dormivano da tempo”. Sui successi di quegli anni, sull’esperienza maturata nel campo è nata la Procura diretta da Sergio Lari e da Gianfranco Garofalo ( presenti ) che ha segnato una svolta. Su quegli esempi, Paci è stato chiaro, si dovrà continuare ad operare, c’è un ottimo aggiunto, c’è una squadra di sostituti sui quali non ha risparmiato lodi, ma anche un tacito invito all’operosità e all’entusiasmo. Ovviamente argomento principe, ma non solo, la lotta alla mafia e il Procuratore non ha nascosto l’esperienza maturata a Palermo e Caltanissetta, ma non ha mai dimenticato Trapani e un episodio in particolare: “ la strage di Pizzolungo”, l’attentato a Carlo Palermo che costò la vita a Barbara Asta e ai suoi figli Salvatore e Giuseppe. Per questo ha voluto che al suo insediamento fosse presente  Margherita Asta, la sorella dei due bambini uccisi nella strage. Qui il Procuratore Paci ha espresso, anche sulla base dei procedimenti giudiziari svoltisi a Caltanissetta sulla strage,  concetti estremamente importanti e delicati: “ si parla e si scrive, giustamente delle altre stragi, quasi dimenticando quella di Pizzolungo. A mio avviso non si comprenderà a pieno cosa è successo in quegli anni, il perché delle stragi celebrate se non si riuscirà a fare piena luce sui motivi della strage di Pizzolungo, che cosa nasconde”. Parole forti, accompagnate dall’impegno come Procura di fornire alla procura di Caltanissetta tutto l’apporto di collaborazione che può derivarne dalle indagini trapanesi”. 

L’ultima parte del suo intervento è stata spesa in ordine ai problemi burocratici e amministrativi, la mancanza di un direttore amministrativo e di personale tecnico. Anche su questo campo nulla di scontato, ma la voglia di superare gli ostacoli.

                                                                      Aldo Virzì

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: