Favignana, la maggioranza esulta: la regione ci da ragione. La minoranza nega e annuncia “andremo avanti”

Dall’assessorato regionale alle autonomie locali è pervenuta una risposta non risposta – non è un ossimoro ma una realtà – sulla vicenda dei tre consiglieri comunali del comune di Favignana che la minoranza ritiene ineleggibili. Una vicenda che si trascina dalla prima riunione del nuovo consiglio comunale, sollevata da Maria Sinagra, la candidata sindaco perdente, relativa alla posizione dei consiglieri Francesco Sammartano, Giuseppe Bannino e Ramona Aloia. Noti i motivi: i primi due ufficiali, superiori di marina e esercito sarebbero stati, secondo la Sinagra, necessitati del nulla osta dei rispettivi comandi per candidarsi. Non l’avevano. La Aloa perché dipendente di una cooperativa che lavora per conto del comune.

Già in sede di consiglio comunale la maggioranza, unanimemente, aveva respinto la richiesta formalizzata dalla minoranza; il neo segretario comunale, il dott. Panepinto che agisce in convenzione con il comune di Trapani, dopo qualche giorno ha fatto conoscere il suo parere ” ritenendo prive di presupposti giuridici le questioni rilevate in ordine alle presunte incompatibilità/ineleggibilità dei richiamati consiglieri comunali”. Non soddisfatti della risposta i consiglieri di minoranza si sono rivolti all’assessorato regionale di competenza, nel frattempo hanno deciso di disertare il consiglio comunale sino a quando non ci sarebbe stata la risposta.

Che è arrivata ieri a distanza di 25 giorni, una paginetta e mezza per non dire nulla, o per meglio specificare, dopo la cronistoria, comprensiva del parere del segretario e il voto del consiglio comunale, che: “ per quanto sopra premesso e alla luce degli elementi forniti dal Segretario Comunale e della evidenziata regolare procedura e degli adempimenti osservati dal consiglio comunale insediatosi, la pratica verrà archiviata”.  I fini studiosi di Palermo non entrano nel merito, si fermano al parere, contestato dalla minoranza, del Segretario comunale e al voto (politico ndr) della maggioranza consiliare. E se non fosse chiaro il loro atteggiamento pilatesco, aggiungono:”…..giova ricordare che l’ordinamento italiano offre i giusti sistemi e gli adeguati rimedi di tutela per il riconoscimento nelle sedi opportune di diritto ritenuto leso…….l’attività di questo Dipartimento è limitata alla vigilanza ed il controllo degli organi degli Enti Locali, rimanendo esclusa…….ogni possibilità di caducazione, annullamento o riforma degli enti adottati”. Insomma, noi non c’entriamo nulla, ricorrete ad altre sedi, se volete. Una risposta per la quale basta la firma di un funzionario.

Dal loro punto di vista la maggioranza, il gruppo consiliare “Vivere le Egadi con Forgione Sindaco” gridano alla vittoria, di “plateale smentita alle accuse false e pretestuose della capogruppo Sinagra”, si rifanno, ancora una volta al parere del Segretario Comunale (una specie di Cassazione ndr), per definire “confusa quanto referenziale ricostruzione giuridica e fattuale della vicenda”, ritenendo “indebita la richiesta di acquisire ulteriori pareri, non soddisfatti di quelli già resi”. Tutto chiaro? non per la minoranza. Già perché la minoranza non intende demordere dalla sua richiesta e dopo aver deciso il rientro in aula e la ripresa della normale attività politica, apre nuovi fronti politici e legali e su più piani. Intanto hanno deciso di rivolgersi alla Procura della Repubblica di Trapani allegando la loro richiesta e i pareri ricevuti, compreso quello del Sindaco al quale si sono rivolti con una interrogazione specifica: “ciascuno, dicono, dovrà assumersi le sue responsabilità”. Quest’ultima richiesta viene bollata dalla maggioranza: “svilendo il sistema di regole a tutela della funzioni istituzionali, esplicitano carenze di idee e irrispettoso atteggiamento nei confronti dei cittadini”. Un’accusa che sembra lasciare indifferente la minoranza, convinta di avere ragione e che andrà avanti con ricorsi al TAR e “se obbligati al Consiglio di Stato”.

Forse troppo presto, proprio leggendo la lettera (non è un parere ndr) dell’assessorato regionale, per parlare di “plateale smentita”. Alla prossima puntata.

                                                                              Aldo Virzì