TRA PARTITI E MOVIMENTI: IL NUOVO RUOLO DI  VALENTINA VILLABUONA

Punto Dritto nasce come associazione culturale, ma sta assumendo un ruolo notevole in campo sociale. L’avv. Valentina Villabuona ne è non solo il referente, ma anche l’organizzatrice principale.

Ci spiega come e perché nasce questa associazione che sembra coprire un vuoto anche politico. 

Punto Dritto è un’associazione che è nata in un momento in cui la politica partitica era assente e quel poco che rimaneva non discuteva nonostante tanti temi comuni. In questi anni abbiamo fatto un lavoro a rete occupandoci di diritti, consapevoli che le associazioni hanno un ruolo fondamentale ma non possono prescindere dal rapporto con le altre associazioni, con i movimenti e con i partiti, non a caso abbiamo accolto con piacere l’invito ad aderire all’Isola che c’è con cui ci unisce l’idea di fare rete e di lavorare sui temi cercando la collaborazione di tutti. 

Io credo che i partiti hanno bisogno delle associazioni che sono più adatte ad aprire confronti ampi e trasversali e le associazioni hanno bisogno dei partiti per concretizzare le loro proposte. È un lavoro complesso, ma che ci consente di portare avanti un pensiero lungo e di prospettiva che serve ai territori e al paese. 

Torniamo ai temi sociali. Avete organizzato la prima manifestazione di solidarietà al porto di Trapani in attesa della Nave “Diciotti”, poi la manifestazione sugli stessi temi a Trapani, poi San Vito Lo Capo, poi Marsala. Insomma il problema immigrazione per fortuna ha una voce diversa rispetto a quella di Salvini. 

Sul Molo della Diciotti ci siamo incontrati spontaneamente e forse lì si sono riallacciati rapporti tra persone che da troppo tempo non si confrontavano e non lavoravano insieme. Per il mio percorso quella giornata e poi il lavoro fatto con i ragazzi di “Un Mediterraneo di Pace” è stato fondamentale per creare un modello di politica che fa rete, che con generosità mette insieme tante realtà senza la necessità di primeggiare e questo modello lo porto avanti sia con Punto Dritto che all’interno del Partito Democratico. 

Io penso che c’è davvero un’Italia migliore che ha una visione diversa da quella sovranista di Salvini e non è solo quella rappresentata in Parlamento che con un lavoro importantissimo ha eliminato i decreti sicurezza e approvato il decreto immigrazione che è il primo passo per organizzare in modo diverso il fenomeno migratorio, ma in quell’italia migliore c’è certamente il mondo cattolico che è sempre stato al nostro fianco, e sono convinta che ci si possano riconoscere molti moderati che vivono con imbarazzo le uscite di Salvini e la sua presenza ingombrante anche in Sicilia e con questo mondo noi dobbiamo confrontarci ogni giorno per metterlo insieme, non solo sulle alleanze elettorali ma prima di tutto sui contenuti. 

Pochi giorni fa abbiamo discusso di Costruttori di Umanità, con esponenti del Pd come Carmelo Miceli che è stato relatore per la maggioranza alla Camera dei Deputati per la conversazione in legge del decreto immigrazione, insieme a Mons. Mogavero che è uno degli esponenti del mondo cattolico che con le sue posizioni ha stimolato un dibattito sano sull’umanità, ma insieme anche ad esponenti del M5S dei Cento Passi e con la partecipazione dei promotori della proposta di legge regionale sull’accoglienza tra i quali cito la Cgil Sicilia, che rappresenta certamente la casa dei diritti. 

Ecco, credo che l’alternativa alla visione di Salvini in parte l’abbiamo messa insieme in un evento su zoom in un momento sicuramente delicato come quello che stiamo vivendo in mezzo ad una pandemia e con una crisi politica in corso, ma sono sicura che questo fronte si possa allargare ancora, intensificando il confronto sui temi e sulle esigenze del territorio. 

Non possiamo dimenticare che Lei è la Presidente provinciale del PD, non sembra che nel suo partito trovi molta collaborazione. C’è un motivo?

Io credo molto nel ruolo dei partiti e penso che poter coniugare il mio ruolo con una visione più “movimentista” che è quella che mi ha fornito Punto Dritto possa essere solo un valore aggiunto per il Pd. 

Il Partito Democratico viene da un periodo complesso, siamo passati da un commissariamento lungo e doloroso ad un congresso unitario durante il Covid e, come dissi durante l’Assemblea provinciale, l’unità è più facile farla al momento del voto che successivamente nella pratica politica di ogni giorno. Io sono la Presidente dell’Assemblea provinciale eletta all’unanimità e che con buon senso e facendo un passo di lato ha aperto ad una soluzione unitaria e credo che nel mio ruolo e più in generale in quello di dirigente di partito non ho mai creato muri. Questo è il momento dei “Costruttori”, come ha detto il Presidente Mattarella,  io penso che ognuno di noi lo debba essere all’esterno perché bisogna creare ponti tra i cittadini, le associazioni, i movimenti, gli altri partiti e il Partito Democratico; ma bisogna esserlo anche e soprattutto all’interno provando a trovare il giusto equilibrio tra le sensibilità che compongono un partito grande come il nostro. 

Non so se sia mancata la collaborazione o se il Partito Democratico sia ancora in una fase di rodaggio e debba ancora trovare un metodo di lavoro, certamente io e le persone che hanno condiviso il mio percorso non rinunceremo alla politica distratti da questioni interne meno importanti, tendendo sempre la mano verso chi vuole collaborare o ci chiede collaborazione. La sfida che propongo io è questa: arrivare al prossimo Congresso sapendo di aver lavorato tutti insieme per un Partito Democratico aperto, plurale, presente sul territorio e che sappia dialogare con la sinistra e con i moderati, diversamente non perde il Presidente ma perde tutta la nostra comunità politica e soprattutto perdono i nostri territori che regaliamo alle destre.

Nel vostro cammino avete trovato collaborazione con enti, associazioni

Quando si fa politica sui contenuti è difficile non trovare collaborazione, perché si propone un modello concreto di collaborazione. In questi mesi da Presidente dell’Assemblea del Pd ho potuto verificare ancora di più la voglia di politica che c’è in questa provincia e la necessità di collaborare. 

È un modello vincente, perché il confronto costante è essenziale ed è credibile se si porta avanti tutti i giorni e non a ridosso delle scadenze elettorali quando diventa più una necessità dell’ultima ora invece che un percorso che si rafforza giorno dopo giorno ed è un modello che va utilizzato anche dentro al Pd.

                                                                                            Aldo Virzì

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