Il mal d’Africa esiste eccome . Esiste e ce ne dà l’ennesima riprova Mariza D’Anna, giornalista professionista, che a distanza di cinquanta anni ritrova con il “mal” la memoria di quella bambina di soli 10 anni costretta, con la violenza dell’epoca a lasciare Tripoli per rifugiarsi in Italia, la nazione lasciata a soli pochi mesi dalla nascita. Quegli anni vissuti a Tripoli dove si erano trasferiti i genitori, dove il bisnonno Francesco – incoraggiato dall’avventura fascista di colonizzare l’Africa e la Libia in particolare – acquistò una vasta tenuta a 100 chilometri da Tripoli. Nella capitale si trasferirono i suoi genitori, insegnanti nel liceo italiano, i figli, Tea ed il fratello Aldino per vivere una spensierata avventura nella nuova patria. Tea, la nostra Mariza, ritrova il mal d’Africa, ritrova quella bambina  felice, la sua felicità “africana” stroncata con violenza nel 1969 con l’inizio dell’avventura di Muammar Gheddafi. Tea e i suoi genitori devono lasciare Tripoli insieme ad altre ventimila famiglie di italiani. Mariza quei momenti li descrive nel primo libro di questa “avventura” libica: “Il ricordo che se ne ha”. 

Quei ricordi non vanno sedimentati, il “mal d’Africa” è tornato fortemente a galleggiare qualche tempo dopo quel libro. Il vissuto di quella bambina emerge con forza e Mariza riprende il computer per aggiungere ai ricordi dell’avventura quelli della bambina felice, quegli otto anni vissuti insieme a quella comunità etnica fatta di arabi, ebrei, inglesi, italiani, maltesi che ogni giorno, finiti i compiti, si ritrovano  nel cortile del Palazzo, in quell’appartamento al quarto piano, nella “Casa di Shara Band Ong”. La felicità ed il dolore, quello della fuga da Tripoli, il ritorno in Italia da emigrante, l’arrivo a Roma e qualche tempo dopo la prosecuzione di quel mesto ritorno in un treno che sfila e si perde per le colline della Liguria. Tripoli è lontana…..ma sempre vicina.

Questo il racconto di Mariza D’Anna in “Casa di Shara Band Ong”, un libro edito, come “ Il ricordo che se ne ha” dalla Margana Edizioni, una casa editrice trapanese fatta da coraggiosi giovani in una città che legge poco, ma loro hanno il coraggio di osare.

I ricordi della scrittrice  non terminano in un libro ma continueranno a vivere con la stessa intensità in una performance musicale nata dall’idea del critico musicale Guida Barbieri e le musiche originali di Carla Magnan e Carla Rebora. La prima rappresentazione di questo spettacolo teatrale sarà fatta a Trapani in collaborazione degli “Amici della Musica”, poi inizierà un tour che toccherà altri teatri d’Italia.

                                                                          Aldo Virzì

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