MISILISCEMI: CHI PROVA A DIVIDERE PER IMPERARE ?

Erano in tantissimi nei mesi di aprile e maggio del 2018 a lisciare il pelo ai dirigenti del comitato per la nascita del comune di Misiliscemi che abbraccia tutte le frazioni a sud della città di Trapani. A fine maggio si doveva votare il referendum, un risultato positivo avrebbe dato inizio alle pratiche amministrative e politiche per la nascita del nuovo comune. Alcune settimane dopo si doveva votare per l’elezione del nuovo consiglio comunale e il nuovo sindaco. Pochissimi tra i candidati alle amministrative i contrari alla nascita del nuovo comune, la maggior parte guardava con malcelata sufficienza e con qualche convenevole sorriso a quella scelta. Tra quelli che guardavano distaccati a quanto stava accadendo anche il futuro Sindaco della città, nessuno gli ha mai sentito dire pubblicamente di essere contrario, quei settemila voti circa del futuro nuovo comune facevano tanto comodo a giugno.

Quel clima di superficialità e di indifferenza, quel lisciare il pelo oggi è rimesso in discussione dagli stessi protagonisti, a cominciare dal primo cittadino di Palazzo D’Alì. Il comune di Misiliscemi è ad un passo dalla sua nascita ufficiale, il suo più vistoso risultato sarà quello di ridurre Trapani ad una cittadina di neanche sessantamila  abitanti con perdite economiche rilevantissime.

Tutti in allarme, soprattutto Tranchida che alla sua maggioranza fa firmare un ordine del giorno  che dovrebbe, secondo i suoi desiderata, mettere in discussione quello che le elezioni referendarie hanno sancito: Misiliscemi ha diritto di nascere come il 25esimo comune della provincia di Trapani. La motivazione per mettere in discussione il tutto? ieri scrivevamo, per altra vicenda ericina, che Tranchida si era scoperto doti divinatorie, forse ci ha creduto, per questo ha scoperto una percezione degli abitanti del futuro comune diventati contrari. Insomma si autosmentiscono. Ha la prova? Manco per nulla, anzi invitano la stampa a fare un sondaggio. Già perché un sondaggio equivale ad un voto che fa seguito ad anni di assemblee popolari, mesi e mesi per la raccolta delle firme, le feste per il quorum raggiunto. Il silenzio di Palazzo D’alì in questi due anni, risvegliato dalla convocazione della commissione regionale affari istituzionali di Tranchida e del Presidente del comitato Misiliscemi. Insomma, qualcuno si è accorto che stavano facendo sul serio e che tra qualche mese potrebbe arrivare il temuto risultato finale. Allarme, ordine del giorno  incredibile nel contenuto, interviste tra il ridicolo e l’ignoranza giuridica per cercare di aggrapparsi ad un salvagente che appare totalmente bucato. Se poi il salvagente si chiama il nuovo “Unto del Signore” che si ritiene molto più bravo di tutti, ad ogni piè sospinto critico, a prescindere, sul “suo” governo nazionale, non vogliamo pensare perchè aspira a prenderne lo scettro del comando……………….!

Premettiamo una cosa: questo giornale, tra i pochi, da subito ha paventato i rischi per la città capoluogo dell’esito di questo referendum. Eravamo contrari e non lo abbiamo nascosto, non abbiamo lisciato nessun pelo, ma crediamo nella democrazia. A quei principi di democrazia si è attaccato anche l’arch. Tallarita, presidente del comitato Misiliscemi, nel corso di una intervista rilasciata al bravo collega Maurizio Macaluso. Tallarita, come è giusto che sia, non si è lasciato trascinare nel campo “Tranchidiano” sui tanti vantati successi di questi due anni di sindacatura, relegandoli ad un semplice “basta vedere la realtà e girare non solo per le frazioni, ma anche per la città, abbandonata. E’ sotto gli occhi  di tutti quanto sia peggiorata”.

Di più: a suo avviso l’odg che dovrebbe mettere in discussione il risultato referendario  avrebbe lo scopo di “distrarre dai problemi reali. Pensi a governare la sua città” lo liquida su questo terreno. Ma la sua critica maggiore è sugli aspetti giuridici, un profluvio di accuse/considerazioni su quanto sta emergendo da palazzo D’Alì; tacciati di “ignoranza giuridica, tentativi di manipolazione delle norme, di leggi a uso e consumo, di vergognoso atteggiamento, di democrazia maccheronica”. Si potrebbe continuare ancora a lungo.

 Quello che si annuncia  è uno scontro tra questa amministrazione comunale con il seguito di una parte dei consiglieri e il comitato promotore di Misiliscemi. In un prossimo futuro, con l’approvazione della Regione, si trasformerà in uno scontro tra questi due comuni confinanti. Nel frattempo qualcuno avrà dimenticato di essere stato ferocemente contrario alla grande città, alla rettifica dei confini fra Trapani ed Erice e porrà con forza una di queste proposte. “Così è la vita politica della terza repubblica” suggerisce un ex deputato, uno che la conosce bene.

                                                                                        Aldo Virzi