S i ricompone(?) lo scontro tra gli assessori di Trapani e Paceco sulla ristorazione

Sul problema degli aiuti alle imprese della ristorazione era lecito aspettarsi uno scontro di natura politica, non era nelle cose uno scontro tra amministratori comunali. Ed invece così è stato.

Lo scontro è nato a seguito di una piccata replica dell’assessore alle finanze del comune di Paceco Gianni Basiricò ad una presa di posizione dell’assessore Dario Safina del comune di Trapani su come intervenire in favore della ristorazione. Safina, tra l’altro, citava ad esempio da imitare quanto fatto, a suo avviso, dal comune di Paceco. Mal che ne incolse!

Piccatissima replica di Basiricò all’insegna del <come ti permetti!>:”non comprendo come  Safina possa rilasciare dichiarazioni  senza nemmeno documentarsi sull’operato dell’Amministrazione comunale di Paceco”, per aggiungere:” quanto dichiarato dall’assessore Safina non solo è falso e tendenzioso ma è pericoloso per il risvolto sociale che può avere, considerato il momento particolare. La provvista legata alla manovra è riconducibile a fondi propri e non è assolutamente spalmata sulle utenze domestiche”. Toni pesanti di lesa maestà, la parte minore della replica spesa a chiarire la posizione del comune di Paceco.

L’avvocato Dario Safina ha aspettato 24 ore per rispondere, forse per decidere i toni della replica, poi ha scelto quelli più  conciliativi. Intanto dichiarando “stupore per le dichiarazioni dell’Assessore Basiricò, il quale ha interpretato come offensive delle asserzioni che non avevano in alcun modo quel carattere; infatti, la proposta del Comune di Paceco, a mio avviso, sarebbe apprezzabile anche nell’ipotesi da me descritta, in quanto sarebbe il frutto dell’estrinsecazione del principio di solidarietà”. Al netto di questa premessa, entra nel merito del problema riportando una dichiarazione del Sindaco Scarcella ad un giornale:”Le possibilità di un piccolo comune come il nostro sono assai limitate, ma abbiamo ugualmente voluto dare un segnale forte a tutte quelle imprese obbligate alla chiusura dai provvedimenti del governo…L’esenzione totale della TARI per tutti gli operatori coinvolti, per l’intero trimestre che va dall’1 marzo al 31 maggio 2020 è, al momento, il massimo che possiamo fare…”.

Poi aggiunge le sue considerazioni giustificative della sua dichiarazione che aveva suscitato le ire di Basiricò:Ebbene, avendo parlato di <<esenzione>>, alla luce di quelle che sono le regole contabili e tributarie che sovraintendono alla formazione della TARI, è ovvio che in me si sia generato il convincimento che la parte non pagata dagli operatori commerciali sarebbe stata spalmata sugli altri contribuenti. Difatti, al di fuori delle ipotesi previste dalla legge (l’emergenza Covid ad oggi non lo è), le eventuali esenzioni previste dal Comune devono essere pagate dagli altri contribuenti, dovendo il comune – per legge – coprire con gli incassi della TARI il costo della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani”.

Tornata la pace tra i due assessori?

                                                                          Aldo Virzì