Un collare per identificare i cani di quartiere. E’ questa l’iniziativa dell’Amministrazione Comunale che questa mattina con il personale del canile municipale ed unitamente alla Polizia Municipale, ha dotato i cani di quartiere di un apposito collare con bandierina con la scritta “Città di Trapani – Cane di quartiere”. Durissima la presa di posizione del Presidente Nazionale del Nucleo Operativo Italiano Tutela Animali, Enrico Rizzi:
“E’ una sceneggiata per distrarre l’attenzione sulla verità da me scoperta pochi giorni fa, quando sono stato contattato da una cittadina che insieme ad altre persone aveva chiesto la re immissione sul territorio di un randagio che frequentava il suo rione. Il figlio è stato convocato negli uffici comunali per il disbrigo delle pratiche ed il cane è stato rimesso sul territorio con la proprietà dell’animale stata trasferita illegalmente dal comune al cittadino, così come risulta dai documenti che ho già acquisito. La signora pertanto mi ha chiesto un consiglio su come comportarsi in quanto preoccupata, visto che il cane si trova a girovagare per la città. Infatti, per la legge italiana, in questo modo si tratta di un cane di proprietà e non di quartiere, pertanto non potrebbe vivere libero sul territorio. Da qui ho fatto una richiesta di accesso atti al comune ed ho scoperto una situazione agghiacciante. Abbiamo undici cani riconosciuti come cane di quartiere, ma sono tutti intestati ad ignari cittadini. In pratica il comune per togliersi la responsabilità civile e penale, gli ha intestato i cani commettendo un gravissimo abuso d’ufficio e mettendo di fatto nei guai i cittadini che avevano invece chiesto la re immissione come cani di quartiere e che invece ora rischiano una denuncia per abbandono di animali, un reato punito con l’arresto fino a diciotto mesi. Nei prossimi giorni presenterò una denuncia alla Procura della Repubblica e informerò i cittadini su quanto scoperto al fine di tutelarsi per come è giusto che sia.