Ho letto le interviste realizzate da Samantha Tipa a  Toscano, Nacci..

Entrambi ne escono benino ma entrambi vivono un ossessione/ombra: TRANCHIDA. Chi non è fotocopia (è una speranza/aspirazione?); chi è addirittura l antiTtranchida. Nessuno vuole esser se stesso?

Ne prescindo ,perora , e vi rendiconto su qualche piccolo passo avanti.

Ho avuto modo di parlare con  i playmaker elettorali ericini.

Con tanti ”se,ma,però,non so ”, è emerso un comune denominatore: la ricerca e l auspicio  di un nuovo soggetto candidabile a sindaco non sgradito a nessuno.

E non è il caso di Toscano.

Per farla breve mi è sembrato di capire che sul nome di Valentina Villabuona , tutti,ma tutti( psi, due parti di pd,area nuova), riporrebbero l ‘ascia,pronti a discutere ed elaborare INSIEME il programma elettorale, senza la pretesa di presenze in giunta o altrove(a questo credo poco, anzi niente),. Pare che Villabuona  dia la sensazione di equilibrio e  serenità, rappresentativa, non ignorante ,con un discreto italiano, priva di padrini.  

Cosa diversa a Paceco. Il motto è:i panni più o meno puliti si lavano a casa. Pertanto silenzio assordante , ma dibattito riservato tra pochi,intimi loggiasticamente parlando.

Son contrario, per ovvii motivi, a candidature di ultra cinquantenni, ma visto che nessun ”politico” ha pensato alle successioni,alla formazione( insomma son tanti  Sansone) l’unico candidato dignitoso, stridente con la realtà ,ma pur sempre capace e di equilibrio, penso sia l’ingegnere Garitta se  si accolla l’onere di formare generazioni future e fresche.

E pensare che Paceco ha un buon vivaio, ma si  va  sempre verso il fallimentare usato ‘’garantito’’ o un finto nuovo, protetto dal vecchio e stantio modus. 

Il disastro della banca sen. Grammatico sta incidendo non poco. Non c è più quel potere vessatorio che causava l’effetto sindaco, comunque vicino ai piccoli ,piccoli banchieri di prima. Elezioni libere? no. Meno coartate? si.

All’interno di questo comitato ristretto, però, inizia ad emergere la volontà, timida e tiepida, di offrire una proposta al passo coi tempi ed autonoma .

 Ad Erice, Paceco ed un pò ovunque si va già verso  soluzioni non entusiasmanti,ma migliorative.

Intimamente tutti, nessun escluso, sanno che le attuali ipotesi son solo mortificanti. e ripeto:tentare  l’armonia,l osmosi  e la musicalità dei corpi( quello  degli elettori e degli eletti) è un DOVERE

La  retromarcia di Gianni Mauro- erice che volevano- , rattrista non poco.

Speriamo sempre in una luminosa notte di San Lorenza .

-N.B. – Il punto di Peppe Bologna, corrisponde al pensiero del suo autore e  non necessariamente alla linea editoriale del giornale.

f.to Il direttore responsabile