Le notizie prettamente sportive sembrano essere passate in secondo piano in casa Cinque Torri Trapani. E’ di poche ore fa infatti una nuova denuncia da parte della società del presidente Giulio D’Alì. Ecco il comunicato integrale diffuso dal club blugranata: «Questa mattina ci siamo svegliati con l’ultimo regalo che ci è stato fatto,
stavolta dal Comune di Trapani. Il Comune infatti, non ha i fondi per
riparare la caldaia del campo sportivo “Aula” dove si allenano i ragazzi del
nostro settore giovanile, di età compresa fra i 10 e i 16 anni. La spesa per
aggiustarla ammonta a 1400 euro.

Fino ad oggi la nostra società ha sempre affrontato di tasca propria le
spese di manutenzione del campo, pur non essendo tenuta a farlo, e ciò è
avvenuto soltanto perché, se non avessimo agito in questo modo, non ne
avremmo potuto usufruire. È stato un atto di buon senso, ripetuto nel
tempo, ma anche una scelta obbligata, la nostra. Le spese che abbiamo
sostenuto negli anni, inoltre, non sono mai state rimborsate dal Comune.
In buona sostanza, anche questa volta non abbiamo altre soluzioni. O
paghiamo, facendo beneficenza ad un ente che ci sta dimostrando di non
agevolare le piccole società sportive, oppure niente. In città, infatti, non ci
sono altre strutture, considerato anche il fatto che il centro sportivo
“Roberto Sorrentino”, in concessione al Trapani Calcio, è occupato dalla
stessa società.

A tutto ciò si aggiunge l’analoga, assurda, situazione della prima squadra,
che milita nel campionato regionale di Promozione, costretta a peregrinare
fuori città e a chiedere ospitalità ad altre società, naturalmente a
pagamento.

A nulla sono valse, dunque, le inutili promesse che ci sono state fatte né i
segnali di “apertura” che mi hanno condotto a rilasciare anche
un’intervista: credevo che stessimo per uscire da questo maledetto tunnel
in cui, invece, ci troviamo ancora. Tutti, adesso, fanno finta di nulla. Ci
stanno costringendo a chiudere tutto per disperazione. In questa città non
è cambiato niente. Tutto cambia per non cambiare».