Favignana, Presi i tre detenuti evasi dal carcere, erano ancora sull’isola

Erano riusciti ad evadere segando le sbarre del carcere di favignana “Giuseppe Barraco” ed erano riusciti a far perdere le loro tracce.

Ma all’una di questa notte i tre detenuti Adriano Avolese, Giuseppe Scardino e Massimo Mangione sono stati catturati dalla polizia penitenziaria e dai carabinieri e sono stati trasferiti a Trapani per essere interrogati e poi condotti al carcere di San Giuliano.

I 3 mentre cercavano di  rubare una barca ormeggiata a Punta Longa a Favignana, sono stati avvistati dai carabinieri, e si sono subito lanciati in acqua. I carabinieri li hanno seguiti in mare e hanno bloccato Scardino e Avolese.

Mangione invece, era riuscito a scappare ma è stato fermato fermato dai militari assieme alla polizia penitenziaria mentre stava tentando di scappare nella campagna.

Brillante è stata l’operazione di servizio che ha portato alla cattura dei tre evasi di Favignana, ma questo grave episodio sia l’occasione per ripensare davvero lo stato della sicurezza precarie delle carceri italiane”, commenta Donato Capece, segretario generale del SAPPE. “Allo stato, sembrerebbe essere in atto una riforma dell’Ordinamento penitenziario (che non ha visto il coinvolgimento delle Organizzazioni sindacali della Polizia Penitenziaria, che rappresentano coloro che lavorano nella prima linea delle carceri e che, direttamente e indirettamente, saranno interessati dalle modifiche previste) che, tra le altre, si caratterizza per la introduzione dell’affettività e del sesso in cella per i detenuti.

Insomma, mentre le carceri scoppiano con quasi 58mila detenuti presenti a sancire il fallimento di tutte le leggi svuota carceri, con continue risse, aggressioni, colluttazioni, ferimenti contro gli Agenti, con le evasioni e i penitenziari senza direttori, educatori, assistenti sociali, non può essere l’affettività in carcere per i detenuti la priorità”.
Per Capece e il SAPPE altri sono gli interventi urgenti per fronteggiare la costante situazione di tensione che si vive nelle carceri italiane: “l sistema delle carceri non regge più, è farraginoso, e le evasioni ne sono la più evidente dimostrazione .

Sono state tolte, ovunque, le sentinelle della Polizia Penitenziaria sulle mura di cinta delle carceri, le telecamere ed i sistemi anti intrusione ed anti evasione spesso non funzionano, e questo è gravissimo. I vertici del Ministero della Giustizia hanno smantellato le politiche di sicurezza delle carceri preferendo una vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto, con detenuti fuori dalle celle per almeno 8 ore al giorno con controlli sporadici e occasionali. Mancano Agenti di Polizia Penitenziaria e queste sono le conseguenze. E coloro che hanno la responsabilità di guidare il Ministero della Giustizia
si dovrebbero dimettere dopo tutti questi fallimenti.