BRIALE ABBANDONA TRANCHIDA: SOLO LUI ?

Perde colpi la corazzata Tranchida. E che colpi! Abbandona infatti uno degli ufficiali di comando della corazzata; si tratta di Franco Briale, politico d’antan con grande esperienza di amministratore, con un ricco tesoro di voti, praticamente tutta Xitta ma non solo. Briale si vantava di essere stato tra i primi sostenitori di Tranchida, tra i primi a incoraggiarlo a candidarsi a Trapani ( forse perché convinto che in questa città non ci fossero persone all’altezza del “professionista” sindaco valdericino, poi ericino ndr) e stringere con lui un patto di collaborazione.

Poi l’ammiraglio Tranchida ha deciso di reclutare ufficiali e marinai di qualunque risma, politica ovviamente. E anche ufficiali di peso, “proprietari” di bottini elettorali anche più consistenti, due nomi soprattutto: Giuseppe Guaiana e Peppe La Porta, anche loro come Briale un passato di consigliere comunale. In verità nel quadrato ufficiali della corazzata Tranchida ci sono altri pezzi forti che almeno al momento tacciono, ma si riservano di far sentire le loro voci dopo, magari l’indomani della eventuale elezione.

Uno degli ufficiali è stato costretto per vicende sue personali a lasciare la tolda di comando, era anche un protettore di Briale e con lui stava mettendo insieme una delle tante truppe che dovrebbero aiutare l’ammiraglio Tranchida a superare i marosi delle elezioni e istallarsi sulla terraferma di Palazzo D’Alì. Adesso anche questo è in discussione. Guaiana e La Porta non volevano Briale “ accusato” di essere stato in giunta con quell’onesto signore di Damiano. Pare che ai loro occhi sia una colpa grave. Chissà perché?!  Ne pretendevano l’esclusione, l’hanno ottenuta.

Briale non abbandona senza reagire, non sarebbe nel suo stile. Ai suoi avversari, ma anche, sia pure indirettamente, a Tranchida lancia segnali ben precisi.  Accusa Guaiana e La Porta di non essere delle verginelle del potere perché erano stati riconducibili a loro, rispettivamente, il presidente dell’Atm e della Trapani Servizi, cioè Giuseppe Randazzo e Mario Carta. La sua conclusione è  stata categorica: “logiche assurde da parte di due signorotti arroganti che pur di legittimare l’esclusione di altri candidati fanno a gara nel rivendicare una falsa verginità rispetto alla precedente esperienza amministrativa”. Par di capire che Briale voglia mettere in guardia Tranchida: “ il loro appoggio non è frutto di una scelta politica, ma……”. Comunque minaccia di non abbandonare la campagna elettorale e, probabilmente, troverà un’altra nave dove salire.

Per Tranchida un bel guaio, anche perché rischiano di venire al pettine i tanti nodi della sua scelta politica di accogliere tutto il possibile con l’unico obbiettivo di vincere al primo turno, senza ballottaggio. L’abbandono di Salone prima e di Briale dopo potrebbero trovare altri emuli. Ci sono, infatti, acque molto agitate nell’UDC dell’assessore regionale Turano.

Non tutti concordano sulla sua scelta di appoggiare una persona che, comunque, ha un passato di centrosinistra e che nel centrosinistra è stato eletto sindaco e poi consigliere comunale a Erice; anzi, aldilà del conclamato e dichiarato “amore per la nostra città” – come recita un suo spot – riveste ancora il ruolo di presidente del consiglio comunale di Erice con tutto quel che significa.

A chiedere a Turano di lasciare la corazzata sarebbe in prima persona il presidente del governo regionale Musumeci, in ciò spinto anche dalla destra trapanese che si sta riorganizzando e che potrebbe spuntare con una candidatura di prestigio sulla quale stanno lavorando in molti dalla parte di Forza Italia e company. E questo, come ha suggerito uno di loro, sarebbe la risposta a chi – Giacomo Tranchida – il giorno prima di lanciare la sua candidatura a Trapani in un post di facebook aveva incitato i  trapanesi così: “E’ tempo che i trapanesi si riapproprino della propria città e prendano per mano il loro futuro, mettendoci la faccia, la testa e il cuore.

E’ tempo di provare a cambiare pagina e non solo delegare”.  “Abbiamo accettato la sfida di non delegare ad un forestiero ( valdericino ndr) il nostro futuro”, ci dice il nostro interlocutore. Vedremo se riusciranno, anche se bisogna aggiungere che nella mischia vi sono già altri candidati trapanesi che hanno accettato la sfida, ci riferiamo all’avv. Vito Galluffo, all’ex editore Peppe Bologna, all’architetto Mazzonello.

Infine ci sono da registrare molti mal di pancia in casa Pd. Sono in tanti che ufficialmente sostengono quella candidatura ma ancora non l’hanno digerita, anche per il famoso problema del simbolo.

Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni. La campagna elettorale è appena cominciata e ………la corazzata Tranchida potrebbe scendere di classe e trasformarsi in un incrociatore. Uno dei tanti.

Aldo Virzì