TRANCHIDA/ SALONE : VOLANO GLI STRACCI

Si sfalda la corazzata Tranchida. Ai primi sintomi di guerra vengono fuori tutte le “miserie” che hanno caratterizzato la ciurma ( ufficiali e marinai) che componevano l’equipaggio. E, come da copione, il nemico è tutto all’interno della compagnia. Risultato: ci sono le defezioni. Di ufficiali e marinai. Scendono dalla nave gli ufficiali Franco Briale, Francesco Salone e il loro equipaggio.

Lo avevamo previsto già ieri che Franco Briale non sarebbe stato il solo ad abbandonare l’ex corazzata Tranchida, quello che non avevamo previsto è stato il tono delle accuse che le due parti si sarebbero scambiate; ma anche l’obiettivo.

Briale aveva mirato i suoi strali contro Peppe Guaiana e Peppe La Porta sui quali ci eravamo già abbondantemente soffermati ieri. Francesco Salone mira più in alto, verso l’ammiraglio ( con la a minuscola ndr) Giacomo Tranchida. Lo fa con una nota alla stampa che già condensa tutto nel titolo: “ Il fine non puo’ giustificare i mezzi” ed è chiaro a chi e a cosa si riferisca Salone. Verrebbe da riportare per intero la sua prosa, così come quella dell’immediata risposta di Giacomo Tranchida, per avere contezza di cosa bolliva e cosa bolle all’interno dei saloncini di Via G.Marconi; quale era, e forse è , il collante che ha tenuto e tiene tutti i navigatori di quella nave.

Torniamo a Salone: giudica il veto a Briale “ingiustificabile ed inaccettabile”, a maggior ragione se a porre il veto sono stati “gli ultimi arrivati nella coalizione  – Peppe Guaiana, Peppe La Porta con la sponda di Paolo Ruggirello – al contrario di chi, come me, fin dalla prima ora ne ho sostenuto la candidatura”.

E ancora, sempre con riferimento a Guaiana e La Porta, Salone ricorda che “alla precedente amministrazione hanno fatto da vera stampella ricevendone in cambio ruoli di governance di primo livello ( ATM e Trapani Servizi) per non dire di assessori”. Insomma, dice Salone, le accuse nei confronti di Briale sono pretestuose, dovevano essere gli “accusatori” di Briale a salire sul banco degli accusati: ergo essere buttati fuori.

E allora perché Tranchida ha fatto scelte diverse? “Ho dovuto assistere ad un veto strumentale che ha avuto il sapore del vero e proprio  ricatto personale. L’esclusione di Briale aveva l’obiettivo di avere più posti da spartirsi in consiglio comunale”. Una denuncia gravissima su quali sono i motivi ispiratori, almeno secondo le affermazioni di Salone, dell’arruolarsi in quella nave. E, come se non bastasse, Salone mira a Tranchida: “ puravendo avuto cognizione e consapevolezza, l’ha praticamente avallata pur di non perdere l’apporto elettorale di Guaiana, La Porta e Ruggirello”.

E se non bastasse, arriva l’accusa, la più pesante, nei confronti di Tranchida:” Se è questa la Trapani dei Cambia….menti, preferisco  che la mia mente non cambi. Non accetto i ricatti e non li ho mai subiti. Temo a questo punto che siano vere le voci dei detrattori di Tranchida per cui il fine ( diventareSindaco) giustifica i mezzi ( trovare alleanze in ogni schieramento), alleanze anche con coloro che fino a ieri proprio lo stesso Tranchidaaffermava < di non volerci avere nulla a che fare>. E finisce con l’augurare in modo irridente le migliori fortune al candidato del centro-sinistra-destra Giacomo Tranchida.

Sarebbe da chiosare sui motivi, non sappiamo quanto nobili, che hanno spinto Salone ad accorgersi della “qualità” delle persone, a cominciare dal numero uno, con i quali per settimane ha intessuto rapporti.

La risposta di Tranchida (che con Salone condivide l’amicizia per l’ex Sindaco Girolamo Fazio ndr), poteva essere, come ha fatto con qualche giornalista, l’invito a “candidarsi e vediamo chi prende più voti”, ma sapendo che al momento Salone ne è impedito ha preferito un’altra risposta, appena tre ore dopo, sempre con comunicato stampa.Tanto per dare un’idea degli amorosi sensi che distinguono i due contendenti, Tranchida definisce “amaro e astioso lo sfogo di Salone”, poi gli rifila la prima  <gentilezza>: “ accentuato sicuramente dalle vicende giudiziarie”.  Tranchida poi mette le mani avanti: “ E’ noto il mio <debito> politico ( non alle persone ndr) nei confronti della Città di Trapani, intendo onorarlo a testa alta”. Come? Perbacco, candidandosi! Visto che non è stato eletto deputato ripiegare a Sindaco della città capoluogo “ per provare a tirarla fuori dal pantano, e con chi seriamente voglia spendersi, al netto degli stringenti vincoli del Patto Etico per Trapani”.

Insomma par di capire che, almeno a suo avviso, nelle fila di Salone qualcuno non fosse in regola con il Patto Etico. Poi fa un discorso generico,  ma si capisce che ha un solo indirizzo, l’ex amico Salone che aveva definito non proprio ideali i motivi di chi si è aggregato nella ciurma: “ Ai tanti in questi mesi che sono venuti a trovarmi, ho semplicemente  detto che chi ritiene di poter dare un disinteressato e sincero contributo in tale direzione, al netto delle bandiere politiche, ben venga”.

Insomma,par dire Tranchida, Guaiana e La Porta si muovono con il solo ideale del riscatto di Trapani. Mah! E comunque , aggiunge, “ chi ha pensato, erroneamente, di salire sulle mie spalle  (addirittura!) facendosi calcoli e conticini  su seggi e seggiole…….alla fine si troverà comunque insoddisfatto. Di certo non mi faccio tirar la giacca, ieri come domani, da alcuno”.

La partita Salone, per Tranchida, sembra chiusa. Non per Salone e Briale che, come è noto, hanno deciso di continuare la campagna elettorale sotto altre sponde. Per Tranchidapotrebbe essere un colpo consistente alle sue mire elettorali, anche perché il pacchetto di voti di cui sono portatori potrebbe finire ad uno dei suoi competitors.

Un danno doppio.Abbiamo già scritto che non sarebbero stati i soli, altri abbandoni dall’ex corazzata potrebbero arrivare.

                                                                               Aldo Virzì