BOLOGNA PRESENTA I 12 PILASTRI DE “LA NUOVA CITTA’ ”

“Un progetto costruito con la gente, tra la gente”, potrebbe essere uno slogan pubblicitario, è la realtà su come il candidato sindaco Peppe Bologna – storico ex editore di Telescirocco, una delle principali e più famose televisioni private che nel tempo sono nate in Sicilia – ha formato il suo progetto-programma per la “nuova Citta”, come a Lui piace chiamarlo. Bologna è stato il primo a ufficializzare la candidatura, il primo e forse l’unico, che per mesi ha incontrato tutti gli attori economici, politici, sindacali della città.

Poi, con l’aiuto di una società di servizi ha intervistato migliaia di cittadini per avere il loro parere sui tanti problemi, ma anche i loro suggerimenti per costruire una città diversa. Un solo numero, quello degli intervistati nel campo delle attività commerciali, dà l’esempio su come è stato costruito il programma: 1042 interviste divise tra centro storico, via Fardella e traverse, le altre strade della zona nord.

Ieri Bologna ha illustrato programma e presentato la lista, unica lista, che accompagnerà il suo viaggio verso il 10 giugno. Una squadra di 23 persone oltre allo stesso Bologna composta da professionisti, imprenditori, funzionari, qualche intellettuale, ma anche semplici cittadini, per esempio. Una buona parte di costoro ha avuto qualche ruolo in anni ormai lontani a Telescirocco. Sono stati i primi e i più entusiasti ad accettare l’invito di Bologna ad intraprendere questa nuova esperienza, la stessa che li portò a far diventare quell’emittente punto di riferimento giornalistico nel panorama siciliano.

Non è un caso che la lista ha preso il nome di Telescirocco, ma anche il suo storico logo. Operazione nostalgia? Forse. Forse un momento della storia più recente di questa città sconosciuta ai più giovani. Bologna ha coniato uno slogan per questa lista: “ profumo di libertà” di cui, ha aggiunto “qualcuno dei concorrenti, pochi, potrebbe pur parzialmente fregiarsi; qualche altro delle liste avversarie sicuramente no”. E tutti i presenti hanno compreso a chi era rivolto.

Il programma: da circa un mese copie del programma, che è presente nel sito, sono state distribuite in giro per la città. E’ stato il solo a farlo. Un programma che ha definito in questo modo: “abbiamo costruito un edificio/programma che altri non avevano e che stanno cercando di copiare”.

Un edificio, quello della “nuova città, che si fonda su 12 pilastri”, diamo i titoli dei vari capitoli-pilastri: Disagio, Burocrazia, Acqua; Munnizza; Arte e cultura; Scuola e Formazione; Sport; Piano regolatore e tessuto urbano; Collegamenti viari; la Grande Città  (raggruppamento dei comuni di Trapani, Erice, Paceco, Valderice ndr); Finanza interna; Finanza esterna e moderno mecenatismo; L’ intonaco ( lo ha chiamato così, quest’ultimo è la somma dei tanti problemi piccoli e grandi apparentemente dimenticati, ma altrettanto importanti ndr). Poi c’è un progetto-pilastro che si chiama “Osvaldo” e tutti a chiedersi cosa c’è in questo progetto; lo si comprende quando chiarisce il nome: “Osvaldo è il nome del cane barbaramente ucciso a Valderice.

I capisaldi del progetto sono la prevenzione ed il contenimento del fenomeno randagismo……”. Forse non molti dei suoi concorrenti hanno deciso di spendere un capitolo sui diritti, a cominciare da quello degli animali, ma senza trascurare l’uomo.

Il progetto c’è, le firme raccolte da tempo, i candidati consiglieri ci sono, il candidato sindaco è quel noto editore di cui si è detto. Tutto è pronto per partire. Con quali prospettive? “ La nostra lista potrebbe attestarsi verso il 7/10 per cento”. Modestia, realismo? Propendiamo per una bugia scaramantica.

Aldo Virzì